Attenti a De Magistris: hai una proprietà abbandonata? Potrebbe diventare bene comune

Gli edifici pubblici e privati e le aree abbandonate saranno restituite alla comunità che ne deciderà la finalità

de magistris 222Napoli, 1 maggio – Due giorni fa il consiglio del Comune di Napoli ha deliberato l’approvazione di due atti fondamentali riguardanti la tutela dei beni comuni, ossia quei beni come il territorio, l’acqua, la conoscenza che appartengono alla collettività perché difendono i diritti fondamentali dei cittadini. Edifici, costruzioni, terreni abbandonati, pezzi di territorio sottratti alla pubblica utilità e lasciati al degrado e all’incuria, sia per responsabilità pubblica che privata, saranno recuperati e messi a disposizione della cittadinanza a patto che, chi gestirà il bene, presenti un progetto per la collettività.

Saranno gli stessi cittadini dei vari quartieri a deciderne la destinazione e a dare le regole di quelle che assomigliano alle cosiddette “case del popolo” socialiste, comparse in Emilia Romagna ad inizio Novecento. Autogestione dal basso e valorizzazione della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica: questi gli obiettivi del sindaco, che ci tiene a precisare che “non c’è rischio per chi possiede beni, ma solo per chi li ha abbandonati; c’è tutela invece per le tante esperienze nella nostra città (Materdei, Bagnoli, Centro storico) dove persone, giovani e meno giovani stanno da tempo facendo esperienza di utilizzo dei beni comuni dal basso, quindi si riducono le distanze tra il mondo formale e il mondo sostanziale”.

Già nel 2012 furono mossi i primi passi con la trasformazione della società idrica cittadina in azienda di diritto pubblico, nel rispetto del referendum sull’acqua pubblica. La tutela dei beni comuni è un punto essenziale della politica dell’amministrazione De Magistris. È stato, infatti, sotto la sua giunta (precisamente nel giugno del 2013, ndr) che è nato l’Osservatorio Beni Comuni, assessorato con delega specifica ai beni comuni, inseriti tra gli interessi da tutelare e riconoscere in quanto funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali della persona.

La restituzione alla comunità di beni inutilizzati è riconosciuta e garantita dalla Costituzione, perchè consente a tutti di godere di un bene altrimenti sottratto inutilmente all’interesse pubblico, come spiega il professor Paolo Maddalena, ex magistrato della Corte Costituzionale, nonché componente dell’Osservatorio. Con le due delibere, il comune di Napoli fisserà i criteri e le procedure per attribuire il valore di bene comune a un bene pubblico o privato ricadente nel territorio cittadino. Secondo Maddalena, applicare la Costituzione è l’unico mezzo per vincere la situazione attuale di crisi, che non è una crisi, ma “un predominio contro legge e contro costituzione di poche persone”.

Quindi gente attenzione, non solo beni pubblici abbandonati ma anche proprietà private. Se possedete un bene che magari non riuscite a gestire per mancanza di soldi, non riuscite a ristrutturare perché le banche non vi aprono una linea di credito perché non possedete null’altro che quella proprietà ormai ridotta a rudere, da oggi avrete, in nome del popolo sovrano, anche l’incubo incombente che i vostri vicini possano pensare di sottrarvi quel bene in nome di un benessere collettivo che De Magistris e la sua giunta non è riuscito finora a garantire se non con annunci e proclami. Inizia un nuovo incubo a colpi di carte bollate, magari per poter dimostrare la vostra buonafede, perché quel rudere non è il frutto della vostra incuria ma di circostanze avverse che lo hanno determinato.

Nella pratica, visto che il comune non è in grado di sostenere con una politica efficace nemmeno i beni comunali, dato che non è in grado di farsi pagare dagli evasori, visto l’incapacità a mettere ordine nelle partecipate e a risanare i conti disastrati di un comune sull’orlo della bancarotta, si appresta ora, in campagna elettorale a dar vita ad una vera e propria campagna di espropri in nome di chissà quale popolo sovrano. Quello arancione?

Il segnale che si dà alla collettività è: occupate gente, nessuno sarà mandato via. Non ci resta che attendere lumi, dettagli e precisazioni perchè di certo il messaggio lanciato dal sindaco risulta alquanto sinistro e illusoriamente di sinistra.

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