Terra dei Fuochi al Festival Internazionale del Giornalismo

“Terra dei Fuochi: 25 anni di mala politica, corruzione e connivenza tra politici e criminali”, a Perugia

dibattito terra dei fuochiPerugia, 2 maggio – Anche al Festival Internazionale del Giornalismo in corso a Perugia in questi ultimi giorni si parla di Terra dei Fuochi, con un panel discussion dal titolo “Terra dei Fuochi: 25 anni di mala politica, corruzione e connivenza tra politici e criminali a cui hanno partecipato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, la giornalista del corriere.it Amalia De Simone, il giornalista e scrittore Marco Demarco, il magistrato Raffaello Magi, il giornalista e scrittore Giuseppe Manzo ed il giornalista Filippo Facci.

Nella suggestiva Sala dei Notari del Palazzo dei Priori di Perugia intensa è stata la partecipazione del pubblico che ha assistito con tangibile interesse ad una discussione incentrata su un tema particolarmente dibattuto dalla stampa e dalla società.

Il giornalista Marco Demarco ha evidenziato sin dai primi scambi di battute che coloro che si sono ammalati a causa delle gravissime contaminazioni ambientali presenti nelle aree del casertano e del napoletano, hanno subìto una doppia beffa: “quella non soltanto essersi ammalati di tumore ma anche di doversi rendere conto che solo oggi è stato scientificamente riconosciuto il nesso tra l’inquinamento ambientale causato dallo sversamento illecito di rifiuti speciali e l’incidenza delle malattie tumorali”. Lo scrittore Giuseppe Manzo ha ribadito il concetto affermando che: “chi nega questo nesso, mente sapendo di mentire”.

L’intervento del ministro Orlando ha indirizzato la discussione sui provvedimenti stabiliti dal decreto approvato per la Terra dei Fuochi, sottolineandone la rilevanza: “Quel decreto è un pezzo della soluzione e l’ho costruito ascoltando i comitati. La presenza dell’esercito per me è essenziale e l’inasprimento delle pene pur non essendo risolutivo è importante perché altrimenti ci sarebbe una resa dello Stato. Il decreto inoltre è stato il riconoscimento di un fenomeno, perché è stato il primo dopo che è stato coniato il termine sulla terra dei fuochi”.

Particolarmente controverso è risultato invece l’intervento del giornalista Filippo Facci, il quale ha condannato apertamente il sensazionalismo che a suo modo di vedere ruota intorno agli articoli giornalistici che raccontano la questione Terra dei fuochi arrivando addirittura a parlare di “bufala”, a cui Demarco ha prontamente ribattuto sottolineando che “Se non ci fosse stata esagerazione saremmo rimasti alla questione “stili di vita” come disse un ministro”.

Orlando ha poi concluso l’incontro dichiarando che: “Nella terra dei fuochi c’è un tema scabroso da affrontare. Si parla sempre di criminalità organizzata ma c’è anche un’industria sommersa, fatta di terzisti che operano per grandi aziende che non vuole e non può, essendo illegale, usare mezzi legali per lo smaltimento dei rifiuti. Si può fare questo ulteriore passo ma si tratta di capire come agire perché non basta la repressione e si tratta soprattutto di un lavoro che deve svolgere la Guardia di Finanza”.

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