Punta Campanella, un’oasi per i delfini. Avvistato un folto branco di esemplari adulti

Oltre 20 delfini avvistati nell’area marina di Punta Campanella

delfiniNapoli, 4 maggio – Un grosso banco di delfini nelle acque del Parco Marino è stato avvistato il 1 maggio a largo di Punta Campanella. I delfini, più di 20 e tutti molti grandi, nuotavano in coppia. Hanno seguito e “circondato” un’imbarcazione su cui c’erano diversi sub che rientravano da un’immersione. Salti, piroette, passaggi sotto la barca per oltre 15 minuti sotto lo sguardo meravigliato ed estasiato degli osservatori. Poi, i simpatici mammiferi marini, hanno proseguito il loro viaggio verso Capri e il Golfo di Napoli.

Dopo la cattura accidentale dello squalo Mako dei giorni scorsi, un altro avvistamento importante, questa volta, per fortuna, senza conseguenze negative, anzi – si legge nella nota della Riserva Marina Protetta di Punta Campanella – “La presenza di così tanti delfini nel mare del Parco, così come quella dello squalo Mako, è sicuramente indice di ottima salute del mare e della presenza di una ricca biodiversià. E, negli ultimi tempi, gli avvistamento dei cetacei in costiera sono quasi all’ordine del giorno. Da almeno 4-5 anni la presenza dei delfini è sempre più visibile e numerosa”.

Ricordiamo che la zona di mare citata è un’area protetta, costituite da ambienti marini dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicienti che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche, con particolare riguardo alla flora e alla fauna marina costiera e per l’importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono.

Il territorio di un’Area Marina Protetta presenta una suddivisione in aree con diversi gradi di tutela denominate zona a, zona b, zona c. L’intento è quello di assicurare sia la protezione integrale della natura  sia la corretta gestione del territorio per la fruizione turistica ecocompatibile e per il mantenimento e lo sviluppo delle realtà economiche locali, coniugando la conservazione dei valori ambientali con l’uso sostenibile dell’ambiente marino.

Le tre tipologie di zone sono delimitate da coordinate geografiche riportate nella cartografia allegata al Decreto del Ministero dell’Ambiente del 13 giugno 2000 e che si riepilogano nella pagina delle Coordinate Geografiche.

Lascia un commento