Premio Trincea 2014 a Cesare Sirignano, pm antimafia napoletano

Il Premio Trincea 2014 consegnato da Pietro Grasso.

sirignano-cesareNapoli –  Il pm antimafia di Napoli Cesare Sirignano ha ricevuto a Reggio Calabria il premio “Trincea 2014”, “per il suo impegno nella lotta contro la mafia”. A consegnarlo è stato il presidente del Senato Pietro Grasso. “Sono onorato di ricevere questo importante riconoscimento, in un giorno in cui si ricordano le vittime di mafia, tanto più che mi viene conferito da persone così altamente rappresentative della lotta alla mafia”, ha commentato Sirignano al termine della cerimonia.

Il pm Cesare Sirignano della DDA di Napoli, che ha condotto inchieste sui clan dei casalesi sui cosiddetti “invisibili” ha dichiarato:  “non mi piace parlare di queste persone come “colletti bianchi” sono tutt’altro che bianchi. Anche invisibili non è un termine da usare. In questi territori il diritto non è più prerogativa ma diventa oggetto di scambio. Mi gratifica molto rivolgermi a questa platea fatta di giovani. Oggi al Teatro Cilea si parlava dei giovani non solo come futuro ma anche come presente. È necessario avere consapevolezza del fenomeno per evitarlo. Solo con la cultura ci libereremo della mafia”.

È l’epilogo di una giornata intensa che l’associazione reggina “Riferimenti” ha voluto condividere con le più alte istituzioni nella lotta alle mafie e agli studenti delle scuole di Reggio Calabria.

“Le gerbere gialle”, fiori scelti per ricordare il sacrificio di Gennaro  Musella, imprenditore ucciso dalla ‘ndrangheta il 3 maggio del 1982, hanno conquistato Reggio, sfilando in corteo per il Corso principale, con in testa il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente della Commissione nazionale antimafia, Rosy Bindi, il Procuratore Nazionale antimafia, Franco Roberti  e i Procuratori Federico Cafiero de Raho  ed Antonio Vincenzo Lombardo. La loro partecipazione alla “24h anti- ‘ndrangheta” è più che un gesto simbolico: “Siamo qui, ha dichiarato Rosy Bindi,  non per celebrare la memoria di chi è stato ucciso dalla mafia, ma per celebrarne l’impegno, il coraggio e la dedizione”.

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