Tre milioni e mezzo di bambini a rischio esclusione scolastica, l’allarme di Save The Children

Rapporto Save The Children, promossa l’iniziativa “Illuminiamo il futuro” per offrire opportunità educative a bambini e adolescenti

dispersione_scolasticaPer nulla incoraggianti i dati pubblicati da Save The Children in merito alla povertà educativa in Italia per bambini e adolescenti, in primis al Sud dove la negatività raggiunge picchi preoccupanti. Sarebbero infatti ben 3 milioni e 500 mila i bambini a rischio esclusione, una deprivazione culturale notevole che va a sommarsi alle già gravi condizioni economiche in cui versano la maggior parte delle famiglie interessate da questo fenomeno.

Al Sud si registrano i dati peggiori: è la Campania la regione che si attesta come quella in cui vige una maggiore “povertà educativa”, seguita da Calabria, Puglia (ex aequo), e Sicilia. In questi contesti, l’offerta formativa è davvero limitatissima. Dal rapporto si evince infatti che sono “largamente insufficienti gli asili e le scuole a tempo pieno, pochissimi i libri, lo sport, l’arte e perfino internet a occupare il tempo libero, alto e allarmante il tasso di dispersione scolastica”.

La Campania registra inoltre la maglia nera in termini di assistenza e dispersione scolastica, come documentato dal nuovo Indice di Povertà Educativa (IPE) di Save the Children. Dalle analisi emerge infatti che 11 indicatori su 14 in particolare hanno registrato un esito particolarmente negativo: “grave la penuria dei servizi per la prima infanzia: appena 2,8 bambini su 100 (nella fascia di età 0-2 anni) quelli presi in carico dagli asili pubblici campani; un dato che scende ulteriormente in Calabria (2,5%) e che registra valori bassi anche in Puglia (4,5%), Sicilia (5,3%), Basilicata (7,3%), Abruzzo (9,5%): bene a distanza quindi dall’Emilia Romagna (26,5%) e ancor più dall’obiettivo del 33% stabilito dalla Ue. Numeri impressionanti anche quelli sul tempo pieno a scuola, garantito solo nel 6,5% delle scuole primarie della Campania e nel 15,3% di quelle secondarie di primo grado; situazione molto critica anche in Puglia (11,7% e 12,3%), Sicilia (7,1% e 22%) e in Molise, fanalino di coda (5,4% e 5,1%)”.

All’opposto, il Friuli Venezia Giulia si distingue come regione con il più alto tasso di servizi ed offerte formative per bambini ed adolescenti, anche se il dato positivo perde di importanza se rapportato agli standard già raggiunti in Europa da tempo. Nessuna regione italiana è infatti in grado di collocarsi sulla stessa linea di quelle europee; i dati parlano chiaro: “la copertura degli asili nido che dovrebbe essere del 33% (nella fascia di età 0-2 anni), ma arriva a stento al 26,5% con l’Emilia Romagna, mentre la Calabria, con il 2,5%, dista quasi 31 punti percentuali dal target europeo. E obiettivo mancato, anche nella maggior parte dello stivale, la riduzione della dispersione scolastica sotto il 10% con numeri altissimi in Sicilia (25,8%) ma anche in regioni del Nord come la Valle d’Aosta (19%)”.

In gioco il futuro di milioni di bambini e adolescenti, a cui vanno a sommarsi le condizioni già di per sé critiche determinate dalla crisi recessiva in cui il paese versa oramai da anni. A tal fine, Save The Children ha lanciato una campagna di sensibilizzazione dal nome “Illuminiamo il futuro”, che fino al 1° giugno darà luogo ad una raccolta fondi e all’avvio di un intervento programmatico sul territorio con l’inaugurazione in 5 città (Palermo, Catania, Gioiosa Ionica (RC), Bari, Genova) dei primi “Punti Luce”, al fine di contrastare concretamente la deprivazione educativa e culturale. In questi centri i bambini più bisognosi potranno accedere ad attività sportive, culturali e ricreative, mentre per le situazioni più gravi è stata prevista una “dote educativa” che consentirà mediante un piano formativo personalizzato a seconda delle esigenze di acquistare materiali scolastici, effettuare iscrizioni per la partecipazione a campi estivi, attività sportive ed educative.

Come spiegato da Valerio Neri, direttore generale di Save The Children, “la povertà educativa è la privazione per un bambino e un adolescente della possibilità di apprendere, di sperimentare le proprie capacità, di sviluppare e far fiorire liberamente i propri talenti e aspirazioni. E’ una deprivazione che spesso si salda con quella economica e che può compromettere pesantemente non solo il presente ma anche il futuro di un bambino, a rischio di ritrovarsi, una volta adulto, ai margini della società e del mondo del lavoro. Per questo come Save the Children riteniamo che i bisogni educativi di ogni bambino siano da considerarsi, a tutti gli effetti, come bisogni primari e che la lotta alla povertà educativa debba divenire una priorità”.

Per contrastare il fenomeno Save The Children fa appello al Governo, ritenendo assolutamente fondamentale “migliorare la raccolta e circolazione dei dati relativi ai percorsi educativi, completando l’Anagrafe scolastica con informazioni sull’iter educativo e familiare del minore”. E’ necessario poi fare investimenti mirati nelle aree in maggiore povertà educativa e con i più alti tassi di dispersione scolastica, verificando però scrupolosamente l’impatto degli interventi”.

Lascia un commento

18 − 16 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.