E’ guerra a Nord di Napoli, la camorra detta la sua legge a suon di bombe

Assediati da attentati dinamitardi gli esercizi commerciali a Nord di Napoli

racketAfragola, 16 maggio – Ancora bombe, non terminano le dimostrazioni di forza della camorra, intorno alle 2 di ieri notte tre fortissimi boati hanno fatto breccia nel silenzio,tra Afragola e Cardito. Gli esercenti sono allo stremo delle forze. Nel mirino nuovamente una ditta di pompe funebri già colpita da un precedente attentato a fine aprile scorso, Di Palo carni ed un’impresa di calcestruzzo.  Il precedente clan reggente falcidiato dagli arresti ha abbandonato il territorio lasciandolo nelle mani di bande armate provenienti da Secondigliano.
Così interviene anche Roberto Saviano: “Nove bombe in due mesi nel Napoletano tra Afragola, Casoria e Cardito. Tre esplose solo la notte scorsa. Bombe vuol dire guerra. E della guerra in genere si parla. Un territorio in guerra genera attenzione, pagine e pagine di giornali, aperture di tg. E invece niente. Un silenzio quasi totale, perché parlare di questo fa male all’Italia e fa male a Napoli. Fa male all’immagine che dovremmo dare di noi. Quindi zitti, mentre nascono nuove piazze di spaccio. Zitti, mentre tra una bomba e l’altra nuovi equilibri si consolidano. Zitti per non “sputtanare” Napoli. E intanto, non creando dibattito e riflessioni, non si genera cambiamento. Raccontare e denunciare sono il necessario inizio per una trasformazione vera.”
I cittadini sono stati lasciati soli, il muro di silenzio che è stato innalzato è diventato indecoroso per un Paese che si dichiara democratico. Vi è la chiara necessità che questo venga abbattuto, il ruolo di chi fa informazione è anche quello di raccontare la realtà non fermandosi alla superficie, ma scavando per far emergere collegamenti, lati oscuri e verità nascoste. Si sta tentando di isolare quelle cittadine a nord di Napoli, per controllarle, per definire nel miglior modo possibile quel chiaro potere fondato sul terrore, un’omertà che oramai dura da mesi, la solidarietà diretta a celare l’identità degli autori di reati, quella solidarietà  dettata da interessi pratici o di consorteria oppure semplicemente imposta dal timore di rappresaglie, quell’astenersi volutamente da accuse, denunce, testimonianze, o anche da qualsiasi giudizio nei confronti di una determinata persona o situazione. Non sono questi i bravi cittadini, non è questa la buona politica e l’amore per il proprio Paese.
Necessariamente bisogna prendere a picconate quei mattoni e fare breccia in un silenzio imposto, deve essere l’unica volontà di cittadini civili, di una lotta dove l’unica realtà da difendere sia la libertà di chi vuole continuare a vivere in una Campania senza preoccuparsi del pizzo, furti, rapine, di quella malavita che si è radicata nella nostra cultura ma, che dovremmo estirpare con forza e coraggio.

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