Biodiversità a tavola cucinando con i fiori

Il concetto di biodiversità applicabile all’arte culinaria

cucinare-con-i-fioriNapoli – La manifestazione concreta degli aspetti economici, culturali, ambientali, territoriali e alimentari dell’Italia. L’arte della cucina arricchita con la biodiversità risulta essere anche lotta alle contraffazioni agroalimentari. Quanto più è ricca l’offerta, tanto più risulterà ricca l’identità del territorio, abitudini e prelibatezze gastronomiche, strettamente legate alle produzioni locali ed ai cicli stagionali; una cucina povera, poco elaborata, sviluppata generalmente nelle famiglie contadine e rimasta immutata per secoli. Colpisce l’uso dei prodotti della terra immediatamente disponibili, compresi quelli raccolti al di fuori dei coltivi, lampagioni, erbe, fiori, molluschi oppure la costanza nel non sprecare alcunché.

Tra i fiori commestibili più insoliti troviamo: i fiori di begonia (dal sapore un po’ aspro ed utilizzati per preparare alcune tipi di carne ed insalate miste), i fiori di borragine (hanno un sapore simile al cetriolo e sono impiegati principalmente per la preparazione di insalate, zuppe e/o ripieni), i fiori di calendula (dal sapore amaro e leggermente piccante, generalmente utilizzati per dare un tocco insolito a primi piatti e dolci, ma anche, per aromatizzare alcune bevande), i petali di rosa (hanno un sapore dolce e con un retrogusto leggermente piccante, normalmente utilizzati per preparare primi piatti o come ornamento) e infine i fiori di crisantemo (dal retrogusto amaro, normalmente utilizzati per contrastare i sapori forti).

L’elenco dei fiori commestibili non è ancora terminato. Tra questi, infatti, troviamo anche: il siliquastro, la viola mammola, il timo, la verga d’oro, la primula e tanti altri. In ogni caso, per essere usati in cucina per la preparazione di alcune ricette, è fondamentale che i fiori siano coltivati senza l’utilizzo di pesticidi o di alte sostanze chimiche.

Tecnicamente vengono chiamati fiori edibili. Si tratta di una serie anche piuttosto importante di fiori commestibili che possono essere utilizzati per alcune gustose, originali e coloratissime ricette di cucina. Preparazioni molto adatte alla stagione primaverile visto che è proprio in questa fase dell’anno che tanti dei fiori possono essere trovati in commercio.

Ricordiamo che risulta essere molto importante l’aspetto ecologico della biodiversità, una pratica che ha influenzato molte delle produzioni dell’uomo, che si sta sempre più specializzando in colture e allevamenti diversificati. Proprio grazie alle biodiversità presenti in paesi diversi, più spesso di una piccola regione, che risulta possibile avere delle produzioni o delle caratteristiche specifiche. Di conseguenza esistono vari e importanti motivi per mantenere un’elevata biodiversità sia a livello nazionale che locale. La perdita di specie, sottospecie o varietà comporterebbe oltre ai danni ecologici anche squilibri culturali ed economici.

Con l’avvento delle biotecnologie durante il secolo scorso si è fatta sempre più impellente la necessità da parte dei singoli governi e delle organizzazioni internazionali di stabilire delle norme di regolamentazione atte alla tutela della biodiversità, sia animale e sia vegetale. In particolare, la biodiversità agro-alimentare di molte culture si riteneva potenzialmente minacciata dall’irruzione incontrollata sul mercato degli organismi geneticamente modificati, per i quali la legislazione varia di paese in paese, e in alcuni casi è deregolamentata.

L’Italia è uno dei paesi europei più ricchi di biodiversità, sia animale che vegetale, con un popolamento ricchissimo di forme endemiche,conta il maggior numero di specie di piante con semi.

Questa ricchezza di specie ha più di una causa: in primo luogo, durante le glaciazioni pleistoceniche il territorio italiano rimase in gran parte sgombro di ghiacci, il che permise alla fauna e alla flora di sopravvivere, cosa che nelle zone centrosettentrionali del continente non avvenne, viceversa il ritiro dei grandi ghiacciai ha lasciato in alcune località montane una fauna relitta glaciale. Inoltre, il territorio italiano si estende su circa 10° di latitudine, dunque, pur restando nell’ambito di climi temperati privi di estremi di caldo, di freddo o di aridità, la differenza climatica fra il nord e il sud del paese non è affatto trascurabile, andando dai climi nivali delle vette alpine, al clima temperato fresco semicontinentale della pianura Padana, a quello mediterraneo delle coste centromeridionali e delle isole.

Un’ultima spiegazione del perché l’Italia ha un popolamento così diversificato risiede nell’eterogeneità ambientale prodotta dalla natura prevalentemente collinare e montuosa del territorio, che ha provocato un proliferare di nicchie ecologiche, vicine nello spazio ma molto diversificate.

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