Matteo Renzi parla al cuore di Napoli: “Cambia chi governa, non chi insulta”

Renzi a Napoli all’attacco di Grillo: “La piazza è nostra. Chi ci insulta ha paura di noi”

renzi alla sanitaNapoli, 19 maggio –  Renzi per la seconda volta a Napoli. Dopo la visita alla scuola “Parini” di Secondigliano, il premier sfida la piazza che qualche giorno prima era stata occupata dai grillini per il comizio elettorale dell’ormai ex comico più famoso d’Italia. Renzi parla al cuore di Napoli facendolo da una piazza simbolo delle contraddizioni di questa città, fatta di malessere per una disoccupazione ormai endemica e caratterizzata da una vitalità e una continua e disperata lotta alla rassegnazione: Piazza della Sanità, quartiere Stella.

Ci sono tutti. Il vertice campano del Partito Democratico con il segretario regionale assunta Tartaglione, il segretario provinciale di Napoli, Venanzio Carpentieri, alcuni parlamentari ma soprattutto c’è il popolo del PD, le associazioni, i circoli di base e tantissimi giovani che con la propria presenza hanno testimoniato che anche a Napoli, con le mille contraddizioni interne al Partito ancora irrisolte, il cuore e l’anima del PD è viva e pronta alla sfida di domenica 25 maggio.

E’ un tripudio di cori da stadio, quello che la Napoli democratica riserva al suo leader Matteo Renzi, e la sua carica di energia non tarda a inondare la piazza. Non sono mancati fischi di un gruppo di contestatori di movimenti di disoccupati organizzati e centri sociali.

AI GRILLINI – Ed il primo pensiero del premier è per Grillo ed i suoi: “A chi pensava che la piazza non fosse casa nostra abbiamo dimostrato che è vero il contrario”. “Provocano – ha aggiunto – perché hanno paura di noi”. “Se qualcuno a Napoli, come in Italia, va dicendo che noi in piazza non ci siamo – ha proseguito Renzi  – questa sera ha avuto la risposta”.  “Non cedete mai alle provocazioni. Dobbiamo cambiare l’Italia”.

A GRILLO – “Uno statista genovese parla di lupara bianca, di Hitler. Ma come si fa a utilizzare un linguaggio del genere? Come si fa a non pensare che su certe cose non si scherza?”.

SGRAVI FISCALI – “Gli 80 euro non risolvono problemi ma sono l’inizio di un cambiamento. Abbiamo cominciato e continueremo l’anno prossimo con i pensionati» ha detto ancora Renzi”. “Stiamo restituendo ai cittadini quello che appartiene loro. Abbiamo una cattiva notizia per i gufi: non vogliamo smettere, continueremo cercando di cambiare le regole del gioco”.

FONDI EUROPEI – “Ho incontrato il premier della Polonia, lì su 100 miliardi hanno speso il 97,5 per cento, io sogno che l’Italia la superi”. Quindi rivolto alle Regioni: “O spendono bene i 183 miliardi che hanno a disposizione dall’Europa o li spendiamo noi”.

SCUOLA – Il nodo cruciale per la politica di Renzi. Ed annuncia: “Sono qui per dire che abbiamo trovato i soldi per il teatro e la scuola che erano chiusi” – riferendosi alla scuola Parini di Secondigliano.

TRE PROPOSTE – La prima: “Le elezioni sono un’opportunità, approfittiamone per cambiare verso nelle politiche di immigrazione. Basta bambini morti nei nostri mari!”.

La seconda: “Basta con la politica degli insulti, con la politica che parla il linguaggio di morte, noi parliamo il linguaggio della speranza, noi svolgiamo un servizio sociale, consentiamo a un noto statista ligure di parlare di lupara bianca, di Hitler. Vi rendete conto? Noi rispondiamo con il linguaggio della gentilezza. E allora, scaricate la rubrica del vostro telefonino e andate casa per casa a recuperare il consenso del Pd, perché o il Pd salva l’Italia, oppure l’Italia la lasciamo a chi vuole distruggerla”.

La terza: “La cultura arricchisce il nostro cuore. Loro sono l’insulto, noi siamo la proposta, loro sono la rabbia, noi la speranza. O vince il Pd o perde l’Italia. Vi chiedo di mettervi in gioco”.

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