All’asta il Teatro Trianon, lavoratori in sciopero in un clima di fermento e amarezza

De Magistris: “Esprimo piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori ed auspico che la Regione faccia ogni sforzo per salvare il Teatro”

TeatrotrianonNapoli, 21 maggio – Napoli rischia di perdere un altro luogo dedicato alla cultura. Questa volta è toccato allo storico Teatro Trianon messo all’asta dopo alterne vicissitudini economiche e che sarà venduto il prossimo 17 giugno presso lo studio legale Vasaturo ad un prezzo di partenza pari a 3,375 milioni di euro. “Immobile ai piani primo, secondo e seminterrato del fabbricato, costituito da una sala per teatro sviluppatesi su quattro livelli – con platea, tre gallerie, loggione, locali tecnici, camerini, servizi igienici, zona trattenimento esposizione, bar nonchè da due locali terranei uniti alla struttura del teatro e da altro immobile al primo piano dell’edificio”, questa la descrizione dell’edificio, sorto nel cuore di Napoli nel 1911 e annoverato tra i patrimoni mondiali dell’Unesco.

Dopo anni di difficoltà economiche e pignoramenti, è stato issato dai lavoratori un manifesto di protesta dinanzi al cosiddetto “Teatro del popolo” recante la scritta “Mò basta! Solo chiacchiere e pignoramenti” i quali hanno denunciato: “siamo da mesi in stato di agitazione e non ce la facciamo più a sentire la direzione del teatro che promette e annuncia quotidianamente e con compiacimento l’imminente risoluzione dei pignoramenti immobiliari e mobiliari, nonché un piano di investimenti: mò basta!, come diciamo nello striscione: perché sono quattro anni che ascoltiamo questa litania e non abbiamo mai visto neanche uno straccio di piano industriale”.

Teatro privato fino al 2006 è stato poi reso pubblico dalla Regione che ne ha rilevato il pacchetto di maggioranza, e ne ha affidato la direzione a Nino D’Angelo, rimasto in carica fino al 2010. Dal 2012 si sono susseguiti problemi finanziari che hanno portato oggi alla dura scelta della vendita. Tra i manifesti di protesta non sono mancati gli attacchi diretti alla gestione della Regione: “Caldoro, Taglialatela e Rispoli la vostra pazziella Trianon s’è rotta”.

Dal canto suo il sindaco Luigi De Magistris ha espresso tutta la sua solidarietà sottolineando al tempo stesso che “il Comune non ha competenza né responsabilità nella delicata questione del Trianon”, e rinnovando la sua disponibilità per il risollevamento di “uno dei luoghi simbolo della nostra città come Piazza Calenda”. Il sindaco si è dichiarato inoltre pronto ad “offrire un contributo di idee e proposte nella struttura organizzativa e gestionale del teatro affinchè si possa aprire una fase nuova per il Trianon, che non deve morire”.

FOTO: tratta da contrordine.it

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