Spariti sei milioni dalle casse dell’Esercito, tre arresti e 44 indagati per frode

Cassiere dell’Esercito italiano si appropria della somma dal conto corrente dal quale venivano pagati gli stipendi al personale

denaroNapoli, 26 maggio – Sei milioni di euro sottratti dalle casse dell’esercito italiano. Una frode scoperta dagli stessi responsabili del Centro Amministrativo dell’arma, grazie all’analisi della documentazione bancaria, intercettazioni telefoniche, indagini patrimoniali e confessioni di decine di soggetti coinvolti, che ha portato all’arresto di tre persone e alla segnalazione di altri 44 soggetti alla Procura Militare e Ordinaria, per i reati di peculato militare, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita.

Il fatto è stato immediatamente denunciato ai Carabinieri che hanno avviato un’indagine svolta congiuntamente con la Guardia di Finanza, sotto la direzione ed il coordinamento di Roberto Felici, sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

I responsabili. I soggetti arrestati sono: un commercialista, un imprenditore e un pensionato campani. Gli inquirenti hanno scoperto un vasto sistema fraudolento che, in virtù dell’infedeltà di un maresciallo dell’esercito, già rimosso e sospeso dal suo incarico nell’Esercito, la cui posizione è attualmente al vaglio dalla Procura Militare di Roma, e di una fitta rete di collegamenti, ideati ed attuati da un commercialista, ha portato alla distrazione di circa 6 milioni di euro, finiti su conti correnti di decine di soggetti compiacenti, residenti perlopiù nella provincia di Napoli.

In che modo è avvenuto il fatto. In base a quanto appurato dagli investigatori, il militare, approfittando del suo incarico di cassiere del Centro amministrativo dell’Esercito italiano, nel periodo 2010-2013, era riuscito ad appropriarsi dell’ingente somma sottraendola dal conto corrente dal quale venivano effettuati i bonifici per gli stipendi al personale, e facendoli confluire, sotto la regia del professionista, sui 44 conti correnti. Il sottufficiale, forte del collaudato sistema illecito, continuava a godere del denaro illecitamente sottratto sperperandolo in vacanze, autovetture e immobili, nonché sponsorizzando la sua passione di cantante amatoriale, fino all’intervento degli investigatori che hanno proceduto al sequestro di tutti i conti correnti degli indagati e ricostruito minuziosamente il loro patrimonio.

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