Brasile 2014: il mondiale nel paese del calcio, occasione per rivendicare diritti negati e lavoro

Manca oramai meno di un mese all’inizio della massima competizione mondiale ma gli scontri di piazza non cessano.

brasil 2014Continuano gli scontri a meno di un mese dall’inizio di Brasile 2014. Ai manifestanti anti-mondiale si sono aggiunti gli Indios delle tribù native dell’Amazzonia, che hanno affrontato la polizia armati di arco e freccia, a cavallo dei loro destrieri.

Un poliziotto a cavallo è stato colpito alla gamba da una freccia, restando gravemente ferito in seguito agli scontri. Gli Indios indossavano tradizionali copricapi di piume e avevano il volto dipinto con i consueti colori vivaci, prima di partire alla carica contro i cordoni di sicurezza eretti dagli agenti in assetto anti-sommossa.

La protesta di questi Indios era partita dinanzi al Parlamento Federale per discutere un progetto di legge che prevede modifiche alle regole di demarcazione delle loro terre. Successivamente si sono uniti ai manifestanti del Movimento dei lavoratori senzatetto (Mtst).

L’obiettivo della sommossa era quella di bloccare tutte le strade che portano allo stadio Manè Garrincha. Questo è lo stadio nel mirino dei rivoluzionari in quanto risulta il più costoso ed è al centro delle critiche per denunce di fatturazione dei costi elevata.

Mentre in Brasile continuano gli scontri con le forze dell’ordine, l’Italia di Prandelli prepara a Coverciano la spedizione brasiliana in vista del Mondiale. Ecco le dichiarazioni di Gianluigi Buffon, portiere azzurro al quinto Mondiale da protagonista: “Dai quarti di finale in poi penso che sarebbe per noi un buon Mondiale, un torneo positivo. Poi naturalmente non ci si accontenta mai” continua il portiere della Juventus “Non me la sento di dire oggi e con certezza assoluta che possiamo raggiungere la finale – ha aggiunto il capitano azzurro -. Penso che la nostra Nazionale sia diventata una squadra affidabile e che riesce sempre a vincere le partite che deve vincere. Alcune volte riesce a sorprendere nelle gare in cui non partiamo da favoriti, creando dei grattacapi agli avversari. Penso alla Spagna con cui abbiamo pareggiato le ultime due gare, o al Brasile con cui abbiamo perso, ma giocando un’ottima gara”.

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