Passeggiando tra i vicoli di Napoli: i Decumani

Antiche vie di origine greca, conservano ancora l’aspetto originario

piazza san domenico maggioreSebbene il termine caratterizzi un sistema di urbanizzazione di epoca romana, i decumani sono tre strade di Napoli la cui origine risale al VI secolo a.C., durante l’epoca greca. Vie antichissime, si trovano nel centro antico della città, oggi dichiarato patrimonio Unesco.

La peculiarità dei decumani è quella di attraversare la città da est ad ovest e di essere paralleli tra loro e alla costa. La pianta “a scacchiera” si presentava come un metodo razionale di divisione e percorribilità cittadina. La strutturazione, derivante dagli schemi di Ippodamo da Mileto, è un sistema stradale ortogonale in cui tre grandi strade, larghe circa sei metri e parallele l’una all’altra, attraversavano l’antico centro urbano suddividendolo in quattro parti. Inoltre, tali vie principali vengono tagliate perpendicolarmente, da nord a sud, da altre strade più piccole, di tre metri di larghezza, chiamate “cardini“, che costituiscono i vicoli del centro storico cittadino. Il reticolato stradale quindi, risulta diviso in isolati quadrangolari regolari.

I decumani si dividono in superiore, maggiore ed inferiore. Quello superiore e quello inferiore sono sostanzialmente simili, mentre il decumano maggiore è piùlargo, rappresentando, pertanto, la via più importante della città.

Il decumano maggiore è corrispondente con via dei Tribunali, al cui centro si trova piazza San Gaetano, antica agorà greca, poi foro romano. Era, quindi, il cuore pulsante della città, il luogo d’incontro della cittadinanza. Oggi questa strada, oltre a rappresentare ancora il centro nevralgico di Napoli, offre scorci unici nel suo genere. Partendo da piazza Bellini, dove è possibile ammirare il fossato con i resti delle mura greche, quello che incontriamo è un patrimonio immenso d’arte, sviluppatosi proprio per il ruolo cardine che il decumano maggiore ha rappresentato nella struttura cittadina. Dal complesso di San Pietro a Maiella, dove sorge il Conservatorio musicale, andando su Via Tribunali troviamo il cinquecentesco palazzo dei duchi Spinelli di Laurino, trasformato nel XVIII secolo dall’architetto Ferdinando Sanfelice. Qui ritroviamo anche testimonianze medievali, come i portici del palazzo di Filippo d’Angiò, costellato di botteghe artigianali e sede di un mercatino pittoresco.

Arrivati a piazza San Gaetano, con la chiesa di San Paolo Maggiore da un lato, quella di San Lorenzo Maggiore dall’altro e la seicentesca statua del santo al centro, giungiamo nello snodo cruciale del centro antico, che ancora pullula di vita, di attività, di suoni, parole, colori e odori. Ê qui che si assapora la vita di Neapolis, ed è qui che si giunge alla via più famosa al mondo, via San Gregorio Armeno, con le sue botteghe di pastori, presepi e fiori artificiali, affollatissima durante il periodo natalizio quando le varie bancarelle espongono la loro coloratissima merce.

Il decumano superiore corrisponde a via della Sapienza, Pisanelli, dell’Anticaglia e degli Apostoli; il suo aspetto originario è stato notevolmente mutato con stravolgimenti in più punti della sua direzione originaria. Partendo dal Largo Regina Coeli si incontrano il complesso conventuale di Santa Maria Regina Coeli, con tele di Stanzione, Luca Giordano e Micco Spadaro; proseguendo lungo Via Pisanelli, si vede a sinistra il seicentesco monastero di S. Maria di Gerusalemme noto come “Chiesa della Trentatrè”, dal numero delle suore di clausura che ne facevano parte. Arriviamo poi a via Anticaglia, così denominata per la presenza di strutture ad arco in laterizio, che costituiscono i contrafforti di rinforzo alla “cavea” del Teatro Romano, sito archeologico di tutto rispetto. Conosciuto anche come il Teatro Romano dell’Anticaglia, risalente all’età romana, nel I secolo a.C., è sorto al posto di un preesistente edificio greco del IV secolo a.C., anch’esso probabilmente destinato alla rappresentazione teatrale. Da qui si giunge ad uno dei cardini più importanti, via Duomo, risistemata nel periodo del risanamento (XIX sec.) attraverso un cospicuo allargamento della sede stradale.

Infine, abbiamo Spaccanapoli, il decumano inferiore, che mostra ancora la sua perfetta linearità dal punto iniziale a quello finale del percorso. Ammirandola dall’alto, infatti, qualsiasi osservatore la riconoscerebbe. Si parte da piazza del Gesù Nuovo, con l’omonima chiesa barocca, dalla facciata a bugnato a punta di diamante; l’intera piazza è sovrastata dalla barocca guglia dell’Immacolata, eretta tra il 1747 e il 1750. Si percorre via Benedetto Croce costeggiata da monumentali palazzi nobiliari, fra cui palazzo Filomarino in cui visse e morì il filosofo Benedetto Croce. L’arteria si allarga nella piazza San Domenico Maggiore dominata dall’abside poligonale dell’omonima chiesa, con al centro una mirabile guglia eretta per sciogliere un voto fatto durante la peste del 1656. Si arriva, infine, a via San Biagio dei Librai, così denominata perchè un tempo era la strada delle botteghe dei librai e oggi degli orafi. Numerosi i palazzi rinascimentali: del Monte di Pietà con annessa Cappella, Marigliano e Carafa Santangelo.

Oggi i decumani sono vissuti da un’intensa popolazione universitaria, dagli artigiani dei presepi, dai liutai, dai pazienti dei vicini ospedali (Policlinico Vecchio e Incurabili, ndr). Il conservatorio e le varie sedi universitarie presenti nei dintorni hanno permesso lo sviluppo di associazioni culturali e di laboratori che rendono il centro storico non solo una vera e propria passeggiata nella storia, ma permettono anche di dare uno sguardo al futuro.

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