Io ci sto! Il progetto della prima libreria ad azionariato popolare, a Napoli

Io ci sto. Questo il nome, provvisorio, di un progetto nato a Napoli il 13 maggio scorso.

libreria-io-ci-stoUna libreria ad azionariato popolare. L’idea dei promotori è questa. “Le librerie chiudono? Noi ne apriamo una ad azionariato popolare”. Far nascere una libreria che sia di tutti e in cui, chiunque, possa dire: “Io ci sto!”. Il primo raduno di tutti i soci della Prima libreria ad Azionariato popolare di Napoli si è tenuto lunedì  26 maggio, presso la Sala Consiliare della Municipalità Vomero-Arenella, in via Morghen 84 con la partecipazione di più di cento persone. Era semplicemente l’idea nella mente di un sognatore. Ad oggi, il gruppo facebook  conta 509 iscritti.

Ma come e quando è nata questa idea? E perché aprire a Napoli una libreria? Lo abbiamo chiesto ad uno dei promotori del progetto, Giuseppe Di Gennaro.

L’idea è nata grazie a Facebook, molto spesso vituperato ma in questo caso determinante a far partire un progetto che ha dell’incredibile. L’input viene da Ciro Sabatino, conoscitore dell’ambiente e delle diverse realtà connesse all’editoria. Navigando su Facebook mi sono imbattuto nella sua idea e ho detto: facciamolo!”

Perché una libreria ad azionariato popolare?

“Noi vorremmo che  fosse una nostra creatura, un figlio da accudire e far crescere nel migliore dei modi possibili. Mi piace pensare alla libreria come a una pianta. Annaffiarla ogni giorno con le nostre idee, il nostro entusiasmo, la nostra passione: ecco perché l’azionariato popolare, siamo più di cinquecento ed ognuno fa la sua parte ed ha le sue responsabilità. Vogliamo sfuggire alla logica di fare solo impresa, solo guadagno.”

Come pensa verrà accolta questa iniziativa a Napoli?

“Napoli ha una cultura millenaria, si nutre e vive di conoscenza e di sapere, saremmo la prima libreria ad azionariato popolare del centro-sud ed il nostro obiettivo sarà quello di trasmettere alla gente il nostro pensiero: noi lo sappiamo che siete lì, che siete affamati di libri e di lettura. Non è vero che non si legge più e non si vendono più libri e noi ve lo dimostreremo! Napoli ci sta aspettando a braccia aperte, ne sono sicuro.”

Avete già pensato alla sede e al nome?

Siamo orientati a stabilirci  sulla collina del Vomero, quartiere dal cuore pulsante e in cui transitano migliaia di cittadini al giorno. Con la recente chiusura della libreria Loffredo al Vomero non c’è quasi più una libreria e noi vogliamo portarcela. Il nome lo sceglieremo tutti insieme, faremo le primarie! Un futuro socio, Alessandro Gargiulo, ha proposto di chiamarla “da Sabatini ” : siamo tutti grati a Ciro Sabatino e quindi siamo i Sabatini. A me piace molto ma ripeto si deciderà tutti insieme, come in una famiglia.

Alla forma societaria migliore stanno lavorando notai, avvocati, commercialisti e fiscalisti tutti aderenti al nostro progetto. Mentre per la raccolta delle quote abbiamo individuato, come soluzione principale, il crowdfunding: un finanziamento collettivo, un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune. Tutti fanno la loro parte!”

Come immagina lei questa libreria e quali servizi dovrebbe offrire?

“Basta con i sepolcri imbiancati, basta con le librerie dove entri/chiedi/paghi/esci!  Noi vogliamo che le persone si sentano a casa propria, che possano non solo acquistare un libro ma vederne recitato un capitolo da un attore, oppure letto da un autore; abbiamo in mente laboratori, corsi di scrittura e, ancora, da una idea di Ciro Sabatino, la Libreria degli Inediti: dare la possibilità agli autori esordienti di stampare e pubblicare i loro lavori, liberi dal giogo delle case editrici.”

“Ogni alba ha i suoi dubbi” diceva Alda Merini. Quali sono i vostri?

“Il mio unico timore è che si possa perdere l’unità di intenti,di seguire tutti insieme lo stesso percorso. Ma per adesso è un timore infondato, ho visto negli occhi di tutti un fuoco ardente, una passione indomabile, un desiderio di riuscirci e di dire IOCISTO!”

Il primo libro che porrebbe sugli scaffali.

“Made in Naples, come Napoli ha civilizzato l’Europa ( e come continua a farlo ), di Angelo Forgione. Non dobbiamo perdere la nostra identità, le nostre radici. Siamo figli di una cultura che tutto il mondo ci invidia ma che spesso gli stessi napoletani ignorano! E questo libro apre gli occhi. Io ci ho sempre creduto, io… IOCISTO!”

Di certo a queste persone non manca l’entusiasmo. La strada da percorrere è ancora tanta, ma le premesse sembrano buone e le idee chiare. Non resta che porsi un’ultima domanda: “Una libreria, qui a Napoli, avrà più fortuna del commercio di patate?”. Si spera proprio di si.

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