Prove tecniche di ri-candidatura: De Magistris, tra ammiccamenti al Pd ed il nuovo “Patto per la città”

E intanto il Pd sta alla finestra a guardare?

renzi-demagistrisNapoli, 15 giugno – A due anni dalla fine della consiliatura, dopo continui tira e molla di alcuni consiglieri della sua stessa maggioranza, alcuni dei quali eletti con una manciata di voti, – “nemmeno sufficienti in taluni condomini ad essere eletti quali amministratori” – si è reso necessario un confronto serrato con tutti i sostenitori del Sindaco De Magistris in Consiglio comunale, il classico vertice di maggioranza. Al termine del “conclave”, così come è stato definito da più parti, la sfilacciata maggioranza si è ricompattata siglando un “Patto per la Città”.

Dopo i vari appelli al Partito democratico, visto il riscontro diffusamente di chiusura della dirigenza PD napoletana, De Magistris si assicura – almeno per ora e nonostante le molteplici fibrillazioni vissute grazie alla sua stessa maggioranza in Consiglio – la sopravvivenza politica che dovrebbe condurlo alla sua ricandidatura a Sindaco di Napoli tra due anni.

Come non citare un botta e risposta tra sindaco arancione e dichiarazioni di autorevoli membri del Pd partenopeo. Con Andrea Cozzolino, riconfermato europarlamentare: “Andrea è stato il mio sponsor – aveva affermato il Sindaco – Se non era per le primarie del Pd, da lui vinte e poi annullate, io non sarei mai diventato sindaco”; e la repentina replica: “E tu invece – la risposta di Cozzolino – per come stai amministrando la città, sarai il miglior sponsor del Pd alle prossime comunali”. Ed ancora, la capolista alle europee nella Circoscrizione Sud, Pina Picierno, in una intervista a “Repubblica”: “De Magistris ha tradito la città”.

Intanto nel documento redatto a seguito dell’accordo di maggioranza, si legge: “Questa amministrazione e questa maggioranza confermano, inoltre, di lavorare alla realizzazione di un Progetto di città di lungo respiro che, oltre ad affrontare le sfide quotidiane, rappresenti una ambiziosa visione di città dei diritti, della giustizia sociale, della sostenibilità ambientale“.

Prossimi ostacoli su cui si misurerà il patto di non belligeranza tra i suoi sostenitori sono il bilancio di previsione 2014, il bilancio triennale e l’istituzione, ormai prossima, della Città Metropolitana, della quale De Magistris assumerà la presidenza.

E’ nelle intenzioni del primo cittadino ritrovare quello spirito unitario che lo ha portato alla guida della città, quello stesso “spirito rivoluzionario” dei primi giorni, che di fatto nessuno pare abbia capito in cosa consistesse, ma che gli dovrebbe garantire, a quanto pare, la rielezione nel 2016.

Ormai è chiaro a tutti, in un vuoto al momento incolmabile di figure politiche all’altezza del gravoso compito di amministrare la città di Napoli, perchè non riprovarci? Ma basterà una maggioranza di consiglieri eletti grazie alla novità De Magistris – lo ribadiamo – con una manciata di voti, ora che il rivoluzionario arancione non è più una novità ma come si direbbe a Napoli, è “carta canosciuta”?

Ed ecco i continui ammiccamenti al Pd ma soprattutto al suo leader, Matteo Renzi. Il primo cittadino di Napoli pare in questi giorni aver assunto, almeno a parole, anche le vesti di suo primo sostenitore“Il voto – riferendosi alle elezioni europee – dice che i cittadini chiedono concordia. Continuerò a collaborare con questo governo e con Renzi”, si era apprestato a dichiarare all’indomani del successo elettorale del Pd. E rivolgendosi a Graziano Delrio e Matteo Renzi li etichetta “ex sindaci anche loro” – come a dire, sono garanzia di concretezza.

Le prossime elezioni regionali, ma soprattutto il percorso che ci condurrà ad esse, ci diranno se sarà amore o verrà confermata la netta distanza tra i rivoluzionari arancioni e i democrat partenopei.

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