“Cercando Picasso” al Teatro Bellini di Napoli dal 13 al 18 marzo 2012.

La figura di Pablo Picasso, grande protagonista e genio dell’arte del Novecento, è al centro dello spettacolo in scena al Teatro Bellini di Napoli dal 13 al 18 marzo 2012.
Cercando Picasso” trasforma le quinte teatrali in una tela su cui il regista Antonio Calenda ha sapientemente fuso i colori della recitazione di Giorgio Albertazzi e quelli delle magnifiche coreografie della Martha Graham Dance Company di New York.

Lo spettacolo, che ha già conquistato il consenso del pubblico e della stampa ed ha ottenuto molti importanti riconoscimenti (il Pegaso d’Oro 2011 nell’ambito del Premio Flaiano, il Premio “Ombra della Sera” al Festival del Teatro Romano di Volterra ed è stato nella terna dei finalisti de “Le maschere del teatro italiano”), muove da “Il desiderio preso per la coda”, un testo teatrale scritto proprio dallo stesso Picasso, e ben riesce a mettere in scena la vita ma soprattutto le opere e il mondo culturale del grande artista spagnolo. Accanto alle sue visioni fantastiche e alla sua forte carica rivoluzionaria trovano spazio anche opere di alcuni compagni di vita come Lorca, Baudelaire, Apollinaire e Rimbaud, in un felice connubio di musica, danza, teatro e pittura.

“Cercando Picasso” è dunque l’opera che meglio riesce a raccontare un artista completo come Picasso.

«Vivremo un excursus nel suo immaginario» spiega Calenda «e la necessità di evitare causalità e concretezza, di muoverci nell’impalpabile della fantasia, dell’immaginazione di questo grande artista ci ha spinto verso la scelta espressiva inusuale di intrecciare all’evocazione della pittura e del mondo di Picasso, il linguaggio coreografico di Martha Graham. Sono segni potenti, dell’arte e dell’espressività del Novecento, codici inestimabili la cui pregnanza riecheggia costantemente nell’immaginario contemporaneo. Ad essi si fonde la recitazione di un maestro come Giorgio Albertazzi, un attore che sa fare della parola un esercizio stilistico alto, sa rendere ogni battuta finissima, poliformica, astratta… Poter contare in scena su un dialogo intenso fra questo e la danza della Martha Graham Dance Company significa assicurare semanticità ulteriore allo spettacolo, liberarlo dagli impacci naturalistici, librarlo in un’atmosfera di allusione astratta che ci appare in qualche modo omologa all’animo del grande pittore, all’eredità che ha lasciato, a ciò che di lui desideriamo raccontare».

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