Marcianise, caso Porfidia: le ossa ritrovate non appartengono a Pasqualino

Il bambino scomparve 24 anni fa, il 7 maggio del 1990

porfidiaCaserta, 17 giugno – Si credeva ad una svolta nelle indagini per il caso Porfidia, un bambino che all’età di 8 anni scomparve a Marcianise nel ‘90, quando lo scorso 19 maggio sono state ritrovate delle ossa nell’intercapedine di un’abitazione a Via Arno. I resti erano stati ritrovati grazie ad un cane in forza alla polizia addestrato alla ricerca di residui molecolari, ma a seguito delle analisi effettuate, la Procura della Repubblica di Santa Maria di Capua Vetere ha escluso che appartenessero a Pasqualino Porfidia dal momento che non sono di natura umana.

Il procuratore Corrado Lembo ha infatti dichiarato: “a tale conclusione sono giunti i consulenti tecnici incaricati da quest’ufficio i quali hanno anticipato che, in seguito agli accertamenti effettuati, si è potuto stabilire con assoluta certezza (100 per cento) che i reperti osteologici rinvenuti a Marcianise (zona via Arno) non hanno natura umana. Si ritiene opportuno rendere pubblici gli esiti dei suddetti accertamenti tecnici al fine di evitare che vengano divulgate informazioni imprecise o tendenziose”.

Il giorno della sua scomparsa, all’incirca verso le 11.30 Pasqualino era stato visto seduto su una panchina poco distante da casa sua. Da quel momento non furono mai più ritrovate le sue tracce, e a distanza di tempo, la famiglia aveva richiesto lo scorso 7 marzo di riaprire le indagini.

Dopo la smentita di questi ultimi ritrovamenti, la pista più accreditata resta ancora quella legata alla pedofilia, ma la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha assicurato che “le indagini, in ogni caso, continuano e proseguono senza interruzione e in ogni direzione”.

FOTO: tratta da ANSA.it

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