Maltempo ed assemblee sindacali: disagi per i turisti a Pompei ed Ercolano

Oltre mille visitatori non hanno potuto accedere ai siti archeologici

PompeiNapoli, 19 giugno – Delusione amara in questi giorni per i turisti in visita ai siti archeologici di Pompei ed Ercolano. Da lunedì scorso, infatti, a seguito del forte nubifragio che si è abbattuto nel napoletano, gli scavi di Ercolano sono chiusi al pubblico per via di alcuni alberi ad alto fusto caduti sul tratto che va dalla biglietteria all’accesso al sito. Da domani sarà assicurato l’ingresso ai visitatori solo da via dei Papiri Ercolanesi. Situazione analoga a Pompei, dove però le difficoltà agli avventori sono state determinate da un’assemblea durata alcune ore. E non finisce qui. I sindacati annunciano altri cinque giorni di riunioni nell’Auditorium degli Scavi di Pompei a partire da domenica 22 giugno (dalle 8,30 alle 12.30) e fino al 26 (dalle 7,30 del mattino alle 12). Assemblee che interesseranno tutti i lavoratori dei siti di Pompei, Ercolano, Oplonti, Boscoreale e Stabia.

Guerra aperta, dunque, tra i sindacati ed il sovrintendente Massimo Osanna, che lancia un appello alle organizzazioni sindacali per scongiurare ulteriori disagi ai turisti in visita. Per oggi, infatti, è fissato un incontro con il ministro dei Beni Culturali e domani seguirà la convocazione dei sindacati, che si sono detti disponibili a sospendere le assemblee in programma se l’incontro di venerdì si terrà. Le organizzazioni dei lavoratori hanno stilato un elenco ben preciso di temi concernenti il Mibact, riguardanti sostanzialmente risorse e numeri del personale. Per quel che compete alla Soprintendenza, invece, Osanna, in carica da marzo scorso, sta tenendo riunioni serrate con tutti i direttori degli scavi per capire le criticità ed elaborare soluzioni da portare nella contrattazione con i sindacati. Il punto principale di discussione è la riorganizzazione del lavoro, dato che il  personale è ridotto all’osso e anche la partecipazione ad un’assemblea non può non causare disagi ai visitatori.

Repliche sulla questione anche da parte di Primo Mastrantoni, segretario Aduc, che, a difesa dei consumatori, evidenzia che Pompei è il secondo sito archeologico più visitato d’Italia ma lunedì ha lasciato fuori oltre mille turisti, nonostante i circa 105 milioni di euro stanziati dall’Unione europea nel 2012 che, se non spesi entro il 2015, dovranno essere restituiti al mittente. “Chiediamo al ministro del Beni Culturali, Dario Franceschini cosa intende fare. Vuole rinunciare al finanziamento? Chiederà una proroga alla Ue? (…) Chiediamo al ministro per il Lavoro, Giuliano Poletti, cosa intende fare. Vuole che le assemblee sindacali si facciano fuori dai luoghi e dagli orari di lavoro?”.
Chiare le posizioni delle parti sociali, ma difficili da sciogliere i nodi delle discussioni.

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