La fiaccolata della fede: Cava de’Tirreni e la sua festa popolare ultrasecolare

La tradizionale festa di Montecastello da giovedì 26 giugno

Cava de TirreniIl nome della splendida città di Cava de’Tirreni trae la sua origine da cavea, l’antico anfiteatro, per la sua particolare posizione posta in una vallata circondata dai monti. Secondo altri il nome Cava significa grotta e deriverebbe invece dalla presenza di alcune grotte, la cui più famosa è quella Arsicia, dove fu fondata l’Abbazia benedettina della SS. Trinità.

Cuore storico e pulsante della città è il magico “Borgo Scacciaventi” con i suoi materni portici medievali dove i cavesi (o cavajuoli, ma evitate di chiamarli così che si possono offendere) e turisti provenienti da tutto il mondo, possono passeggiare estasiati in totale relax, riparati dalle intemperie d’inverno e in un gradevole refrigerio naturale in estate, grazie alla brezza leggera che sempre ossigena il caratteristico ed unico centro storico.

Qui dal giovedì alla domenica successivi la ricorrenza del corpus domini di ogni anno, la macchina del tempo scorre a ritroso e con la tradizionale festa di Montecastello, vi proietta fino al 1656 alla fine della tremenda pestilenza importata da una nave spagnola proveniente dalla Sardegna, che fece strage di popolazione in tutto il Regno delle due Sicilie. Solo a Cava gli appestati furono ben 6500 su una popolazione di circa 20.000 abitanti.

Si narra che l’epidemia cessò di mietere vittime soltanto dopo una processione, durante la quale i fedeli portarono il Santissimo Sacramento fin sul Monte Castello per invocare la protezione di Dio e del santo patrono, Sant’Adiutore. La popolazione gridò al miracolo, ma probabilmente la forte epidemia terminò grazie alla saggia decisione di seppellire i morti di peste in campagna anziché nel cimitero cittadino e grazie anche a delle torrenziali piogge che si abbatterono per alcuni giorni sulla intera valle.

Uno dei momenti più struggenti della rievocazione è appunto quello cosi detto della “processione degli appestati” dove figuranti ed attori mettono in atto, con rara maestria scenica, il dramma che colse impotenti i propri antenati. Nei secoli la rievocazione storica e la funzione religiosa si sono arricchite di altre connotazioni diventando un evento molto spettacolare, con gli 8 quartieri della città che sfilano in costume medievale in marcette ritmate dai tamburi, accompagnati dagli immancabili ed incantevoli sbandieratori famosi nel mondo.

Ogni “tromboniere” in costume imbraccia il proprio “trombone” detto anche “pistone”, antichi archibugi a testa svasata ancora perfettamente funzionanti che per festeggiare degnamente la ricorrenza secolare dallo scampato pericolo si trasformano da strumento di offesa in strumento per la manifestazione di gioia. I Trombonieri (o Pistonieri ) delle stesse contrade si sfideranno poi in un bellissimo appassionante palio all’interno dello stadio intitolato a Simonetta Lamberti, durante i primi giorni di luglio, per festeggiare la vittoria della epica battaglia di Sarno condotta contro gli angioini il 7 luglio 1460 in difesa del re aragonese Ferrante I.

Uno spettacolo pirotecnico dal Monte Castello conclude le celebrazioni ogni anno, cosi che i cavesi possano ancora una volta volgere lo sguardo verso il monte a loro tanto caro da far accrescere il valore di una casa per il solo fatto che sia visibile nel panorama. I piatti tipici che le famiglie cavesi sono solite consumare durante la festa valgono da soli l’escursione: milza condita con menta e peperoncino, una dolce soppressata, le deliziose melanzane con la cioccolata, la “povera” pastiera di maccheroni (una sorta di frittata di pasta alla napoletana ma dolce ), accompagnati dagli ottimi vini addolciti dal clima mite della vicina costiera.

Non si può lasciare Cava se non ci si è regalato almeno uno dei gioielli di ceramica Vietrese che, molti non sanno, sono in realtà prodotti prevalentemente nelle botteghe e negli stabilimenti della cittadina metelliana, nota pure come “La Piccola Svizzera”, perché racchiusa in una valle che ricorda il territorio elvetico, per la pulizia e l’eleganza e per il livello medio di reddito e le consistenze bancarie dei suoi cittadini. L’appellativo è in realtà nato da un appunto dello scrittore Valery in un suo giornale di viaggio, Napoli e suoi dintorni, che nel 1842 scrisse: “Una valle svizzera con degli ulivi, il mare e il sole di Napoli”. 

La rievocazione storica con migliaia di figuranti nei loro straordinari e multicolori costumi (copia fedele di ricostruzioni d’epoca) la magia e la romantica atmosfera del Borgo Scacciaventi, interdetto alle auto e dei suoi portici che trasudano storia, la vitalità e l’ospitalità dei cavesi (tanti i locali, i pub, pizzerie, ristoranti ed hotel nel verde anche alla Badia di Cava ), la bellezza e la natura dei dintorni, la vicinanza con la mitica Costiera Amalfitana e la qualità della vita che si percepisce, fanno al visitatore sempre lo stesso effetto: qui ci si vorrebbe vivere, trasferire o almeno fittare un bilocale per tutto l’anno dove potersi rifugiare in pace lontano dallo stress quotidiano.

Il programma:

Giovedì 26 giugno 2014
– ore 8 Santa Messa al Castello celebrata da Mons. Orazio Soricelli
– ore 11 Santa Messa al Castello celebrata da Don Rosario Sessa
– Giornata al Castello accompagnata dai tradizionali spari dei pistoni
– ore 20:30 Storica Processione Eucaristica dalla frazione Ss. Annunziata al Castello

Venerdì 27 giugno 2014
-ore 20,15: Fiaccolata della fede

Sabato 28 giugno 2014
-ore 18:30 Benedizione dei Trombonieri in Piazza Duomo, a seguire corteo dei gruppi Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri e dei figuranti del 1600 e batterie di sparo dei pistoni in Villa Comunale.
– ore 23:30 Spettacolo Pirotecnico da Monte Castello

Telefono per informazioni: 089-466249
Mail per informazioni: info@montecastello.it
Sito internet: http://www.entemontecastello.it

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