Real Albergo dei Poveri: diario di un abbandono

De Magistris: “Oggi si direbbe che Palazzo Fuga non è solo assistenzialismo ma una politica attiva del lavoro”. 

Albergo_dei_poveriLa città, Napoli. La storia, sempre la stessa. L’oggetto, il Real Albergo dei Poveri, o Palazzo Fuga. 250, gli anni di questo monumento. Unico per impianto architettonico, dimensione e articolazione volumetrica. Costruito dai Borbone, è il più grande palazzo barocco d’Europa.

Nato per accogliere gli indigenti e per funzionare da opificio, continua a versare in uno stato di degrado e di abbandono. A poco serve imbiancare una facciata. I numeri parlano chiaro. Nel 2001 arrivano dalla Comunità Europea, per la riqualificazione dell’edificio, quasi 100 milioni di euro. Nel 2005 giungono altri 40 milioni per realizzare la “Città dei giovani”, polo universitario scientifico e culturale. Ed è un nulla di fatto.

Nel 2011, i centodieci banchi, le centoventi poltrone per sala conferenze, i trenta screen pannel e le decine di lampade acquistati dalla giunta Iervolino, con una spesa di oltre duecentomila euro, giacciono tra la polvere dei cantieri aperti nel Real Albergo dei Poveri. Nel 2012, tutto sembra pronto, ma le imprese rallentano i lavori perché il Comune ha accumulato un debito troppo alto nei pagamenti.

Dopo oltre 10 anni dal primo restauro, il Real Albergo dei Poveri rimane, in gran parte, una struttura inagibile. I lavori incompleti hanno interessato solo la facciata esterna della struttura monumentale, destinata a deteriorarsi per la quasi totale mancanza di manutenzione. Il Comune di Napoli ha recentemente presentato un nuovo piano di restauro della struttura monumentale, funzionale alla sua destinazione di tipo socio assistenziale.

Nel prossimo futuro, dai 400 ai 1000 senza tetto dovrebbero essere ospitati nella struttura. “Da quando sono diventato sindaco, una delle sfide che più mi hanno impegnato è stata il rilancio di Palazzo Fuga”. Ha detto nel febbraio di quest’anno a “Il fatto Quotidiano” il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. E ha concluso dicendo: “A giugno, saranno ultimati i lavori di consolidamento dei locali dedicati ad iniziative di accoglienza.” Giugno è arrivato.

Dopo il sollecito del Presidente del Comitato civico Carlo III, David Lebro, il prossimo 1 luglio, alle ore 12, nell’Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità del Comune, si terrà la riunione con i referenti dei diversi uffici preposti e con il Comitato stesso per discutere delle problematiche della piazza. Insomma, dicono ancora di attendere. Napoli, una città che sembra davvero resistere nella sua bellezza a ogni noncuranza e abbandono. Napoli, una città che non ce la fa più. Ne ha abbastanza di promesse, sprechi e immondizia e di ripetere sempre, con una scrollata di spalle: “Tanto è sempre la stessa storia”.

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