Nona di ritorno: match da cardiopalma al “Friuli”. Cavani trova il pareggio, Udinese-Napoli 2-2.

Allo stadio “Friuli” di Udine, nel posticipo domenicale, il Napoli aveva la possibilità di piazzarsi in solitudine al terzo posto in classifica, approfittando del passo falso della Lazio.

L’umore dei partenopei non è di quelli esaltanti, brucia ancora l’eliminazione dalla Champions di Mercoledì. Mazzarri, tra infortuni e scelte tecniche, manda in campo una formazione con diverse varianti rispetto all’incontro di Londra.

La difesa viene schierata con Campagnaro, Cannavaro e Britos al posto di Aronica; a centrocampo, vista l’assenza di Maggio per infortunio, viene schierato Zuniga sull’out si destra, mentre sulla sinistra opera Dossena. La mediana è affidata a Gargano ed Inler. L’attacco, privo di Lavezzi, è composto da Dzemaili al posto di Hamsik che parte dalla panchina, Pandev e Cavani.

Il tecnico dell’Udinese Guidolin, schiera un 3-5-1-1 con il centrocampo folto ad ostacolare le offensive partenopee, soprattutto sulle fasce, dove operano Pereyra e Pasquale. L’attacco bianconero è formato da Di Natale e Fabbrini.

Prima frazione di gioco decisamente ricca di azioni, con il Napoli che si disimpegna in maniera ordinata e talvolta riesce ad offendere in maniera pericolosa, ma poco fortunata. L’Udinese, dal canto suo, agisce di rimessa e con Di Natale e Pereyra trova diversi spunti interessanti.

Il centrocampo udinese vede come gran protagonista Asamoah , che si propone spesso nelle azioni offensive. Gli azzurri, pur giocando con grinta, non riescono ad essere lucidi in attacco: Pandev e Cavani, che inizia in modo anonimo la gara, non brillano. Dzemaili, che opera tra centrocampo ed attacco, unitamente a Gargano ed Inler, recupera palloni ed imbastisce manovre d’attacco, andando anche alla conclusione.

Mentre il Napoli, col passar dei minuti, propone gioco, è l’Udinese ad approfittare del solito svarione difensivo napoletano. Al minuto 27°, con la difesa ballerina del Napoli che si lascia sorprendere, Pinzi non ha nessuna difficoltà a depositare alle spalle di Morgan De Sanctis, anche lui colpevole nell’azione.

La reazione ospite è decisa, ma la compagine friulana si difende bene operando di rimessa con ordine. Talvolta, la difesa degli azzurri è in confusione e lo stesso problema si manifesta anche a centrocampo. La prima frazione di gioco termina con il vantaggio dei padroni di casa.

Nella ripresa, parte bene il Napoli, che si spinge da subito in avanti con più grinta alla ricerca del pareggio.

Questione di minuti ed ancora una volta, grazie ad una disattenzione della retroguardia napoletana, l’Udinese passa. È il 5’ e Di Natale deposita in rete la palla del 2-0 ribattendo una precedente conclusione terminata sulla traversa.

Al minuto 53°, Mazzarri manda in campo Hamsik per Gargano. Il Napoli, è in bambola ed ancora Di Natale, qualche minuto più tardi, rischia di fissare il risultato sul 3-0, ma manca clamorosamente la conclusione.

Al 54’, si verifica l’episodio che dà la svolta al match: Fabbrini, in attacco, commette fallo su Campagnaro e l’arbitro Rocchi estrae il secondo cartellino giallo all’indirizzo dell’attaccante udinese. Il Napoli, tenta di riacciuffare il match giocando sulla superiorità numerica.

Nonostante i numerosi attacchi, l’Udinese si chiude bene. Al minuto 63°, fa il suo ingresso in campo Vargas rilevando Britos. Si passa al 4-3-3 e la variante tattica del mister azzurro risulta essere azzeccata.

Il Napoli inizia a giocare con maggior insistenza in attacco, pochissime le ripartenze bianconere in contropiede. Cannavaro è sicuro sugli interventi, Campagnaro disputa una buona gara. Dossena, non è incisivo e si rende utile soltanto in azioni difensive.

Le palle buone e giocabili arrivano dal centrocampo azzurro che opera per vie centrali. Hamsik ed Inler spesso illuminano ed al minuto 73° giunge il rigore per il Napoli per fallo di mano di Domizzi. Sul dischetto si presenta Cavani che conclude in maniera debole e centrale: per Handanovic è un gioco da ragazzi neutralizzare.

Il Napoli non demorde e continua con il pressing alto ed il forcing offensivo, l’Udinese viene chiusa nella propria metà campo. Al minuto 80°, su calcio di punizione, il Matador Cavani, si fa perdonare il rigore sbagliato ed insacca con una conclusione che sorprende l’estremo difensore udinese.

Arrembaggio del Napoli che attacca da tutte le angolazioni. quando mancano sei minuti al 90°, Cavani viene servito in area di rigore e lascia partire un tiro violento che si insacca tra palo e portiere. È il 2-2.

I minuti finali sono un vero e proprio assedio: l’Udinese non può far altro che liberare la propria area di rigore spazzando a centrocampo ed in fallo laterale. Gli azzurri sono più freschi fisicamente, ma il risultato non cambia. Finisce in parità e sfuma la possibilità per i partenopei di portarsi in solitaria al terzo posto.

Un risultato acciuffato per i capelli da parte del Napoli, che se solo avesse giocato con maggior mordente per tutta la gara, avrebbe sicuramente portato a casa il risultato pieno. Infatti, l’Udinese, non è superiore al Napoli ed è andata in difficoltà, anche quando non era in inferiorità numerica.

Hanno influito sul risultato le solite disavventure macroscopiche della difesa, che nelle ultime tre partite tra campionato e Champions ha subito nove reti, pertanto andrebbe rivista. Ad ogni modo, il 2-2 di Udine, può essere visto positivamente, le due formazioni viaggiano a braccetto alle spalle della Lazio e da Domenica prossima parte l’assalto al terzo posto. Catania permettendo.

Intanto, Mercoledì 21, allo stadio “San Paolo”, la formazione di Mazzarri giocherà la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Siena, che all’andata si impose con il risultato di 2-1. Serve un gol per arrivare in finale. Avanti Napoli, l’ultimo atto ti apsetta!

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