Gay Pride 2014: Napoli in prima fila nella lotta all’omofobia

La città si fa portavoce dei diritti umani, unendosi alla popolazione Lgbt.

gay pride 2014Il 28 giugno Napoli apre le sue porte al Gay Pride. Nella giornata internazionale dell’ “orgoglio gay” si lascia tingere dai colori accesi della pace: simbolo di una realtà sociale spesso oltraggiata da discriminazioni e ingiurie, che chiede a gran voce giustizia e libertà d’espressione.

E’ stato il primo cittadino Luigi De Magistris a capeggiare il corteo che, riunitosi alle ore 15 a Piazza Dante, ha percorso tutta via Toledo, per fare tappa a Plebiscito e raccogliersi nelle vicinanze di Castel dell’Ovo. Una sfilata di carri, macchine decorate per l’occasione e gente di ogni età carica d’entusiasmo. Un incedere lento, accompagnato dalla musica e balli improvvisati, che permettesse d’imprimere un messaggio chiaro e forte: basta alle violenze e ai soprusi contro la popolazione Lgbt (lesbiche, gay, bisex e trans; ai quali bisogna aggiungere queer, intersessuali e asessuali).

I motivi e gli obiettivi della parata sono ben definiti dalle dichiarazioni di due esponenti dell’Associazione Radicale “Per la Grande Napoli”: Roberto Gaudioso e Luigi Mazzotta: “Riteniamo urgente lottare contro ogni sessuofobia, ovvero per chiedere il rispetto del diritto internazionale sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; perché si riconosca la peste omofoba delle nuove leggi omofobe in Nigeria, Russia e Uganda; per chiedere in Italia la riforma della legge 164/82 per le persone trans – e intersessuali, per chiedere una riforma laica del diritto di famiglia. I diritti delle persone LGBTI, sono una tappa fondamentale della lotta contro la sessuofobia, sono diritti di tutti, diritti sociali, che garantiscono una sopravvivenza dignitosa dell’individuo all’interno della sua comunità, permettendogli di potersi pienamente esprimere in tutte le sue potenzialità”.

Non è casuale la scelta della città campana, da sempre culla della cultura mediterranea, operata dal Mediteranean Pride (organizzatore dell’evento insieme ad Arcigay, Campania Raimbow e il comune partenopeo). L’amministrazione comunale ha infatti, già da una settimana, adottato una direttiva con la quale si dispone agli Uffici dell’anagrafe la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero, tra persone dello stesso sesso. Lo comunica il sindaco sulla sua pagina Facebook. Inoltre aggiunge: “Napoli città dell’uguaglianza e dell’integrazione, capitale di un Mediterraneo di pace che, speriamo, possa spingere anche il legislatore nazionale a sanare questa ferita, per cui il nostro paese appare ancora in ritardo sul fronte dei diritti civili”.

Antonello Sannino, presidente dell’Arcigay Napoli dichiara: “Quando a ridosso della giornata internazionale contro l’omofobia, e a seguito della decisione del tribunale di Grosseto, proponemmo al Sindaco di Napoli di agire nella direzione della trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero, pensavamo potesse essere una idea “folle”, al limite dell’irrealizzabile, per questo la dichiarazione del Sindaco, in conferenza stampa Pride, ci ha profondamente emozionati, da Napoli, dal sud, una lezione di civiltà e di coraggio per l’intero Paese”.

“L’amore al posto dell’odio. Questa manifestazione ha nel suo DNA la valorizzazione delle differenze” afferma a gran voce De Magistris. La giornata ha poi trovato il suo culmine e termine presso la Mostra d’Oltremare, tra l’esibizione di gruppi musicale e proiezioni di video a contenuto sociale.

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