Il fantasma di San Lorenzo: una notte tra stelle, desideri e leggende

Accadde a Napoli al 148 di Corso Secondigliano, cento anni fa or sono.

fantasmaLa notte di San Lorenzo, meglio conosciuta come  “notte dei desideri”,  tra le sue ombre e scintillii non cela solo le ambizioni dei sognatori, ma anche miti e leggende.

A tal proposito, degna di nota nella tradizione partenopea è la storia che anima il palazzo 148 di Corso Secondigliano. E’ un racconto che risale a cento anni fa, tramandato di generazione in generazione. Narra la triste vicenda dalla giovane Milena, costretta ad un matrimonio d’interessi dalla sua famiglia. Il mito ha inizio con un festoso banchetto, che si sarebbe tenuto nel giardino del palazzo, nella notte tra il 9 e il 10 agosto, in occasione delle nozze. Mentre gli invitati esultavano, brindando alla nuova vita degli sposi, la povera sventurata piangeva intimamente l’infelicità del resto dei suoi giorni.

Un anello al dito che aveva la morsa di un cappio al collo. Il culmine della disperazione la colse nel momento in cui rimase sola con suo marito. Di lì a poco avrebbe dovuto adempiere ai suoi doveri coniugali. Fu allora che decise di cercare la salvezza sulla terrazza del palazzo. Con una scusa si congedò dalla presenza dello sposo e fuggi in cima a quella casa che, di minuto in minuto, le si stava configurando come una prigione.

Aveva ancora addosso il vestito del matrimonio. Il bianco dell’abito ed il pallore del suo volto cominciarono a splendere, illuminati dai tremuli raggi lunari. Il cielo era partecipe al suo dolore. L’infelice prese coraggio e si spinse oltre l’inferriata. Il vuoto ed il buio l’accolsero bramosi della sua evanescenza.  Il suo fantasma in pena, in qualità di suicida, non sarebbe ancora stato accolto nell’aldilà.

Tutt’ oggi c’è chi racconta di vedere, allo scoccare della mezzanotte del 10 agosto, il corpo di Milena precipitare dall’oscura sporgenza del palazzo. Leggenda e suggestione trovano, nella notte dei desideri di Secondigliano, un perfetto connubio. La popolazione del quartiere, scettica o no, non può evitare di levare, almeno per un attimo, gli occhi al terrazzo. Aspettando, magari, che a cadere sia una semplice stella e non un fantasma!

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