A Secondigliano c’è chi non si arrende e affida i propri sogni alla musica

In vendita il primo CD dell’associazione Giovani Area Nord Secondigliano

musica-secondiglianoNapoli, 7 luglio – Non è facile demolire i pregiudizi legati ai quartieri più disagiati della nostra città, ma se ci provano dei giovani, con grande umiltà e con la fiducia nella loro passione per la musica, allora il risultato può essere al di là di ogni aspettativa: pochi giorni fa è stato messo in vendita il primo CD dell’associazione “Giovani Area Nord Secondigliano”, una raccolta di brani summa dell’impegno e della costanza del sogno musicale di un gruppo di giovani artisti del quartiere.

Secondigliano è infatti la culla di questo progetto che si sviluppa a partire dal Toniiwa Project, iniziativa del cantautore Antonio de Rosa, che dopo nove anni lontano da casa torna nella sua città per recuperare il rapporto con la musica. Il ritorno non lo delude e nel 2013 lo vede premiato come primo classificato per la miglior canzone d’autore all’evento “Adunata tumultuosa”, organizzato dall’associazione Natale Ciccarelli e diretto da Enzo Avitabile.

Durante lo stesso anno il Secondigliano Music Festival è l’occasione per dichiarare la sua passione per la musica nel quartiere d’origine ed è proprio il sogno di un progetto musicale da condividere e realizzare che porta giovani musicisti del quartiere ad arricchire di nuovi volti il Toniiwa Project. La voglia di far musica insieme, senza titolo e certificati, senza utopie di ricchezza e celebrità, ma per il piacere di rendere tangibile il proprio sogno, può avere finalmente sfogo nella piccola sala di registrazione che viene realizzata con materiali riciclati ed il contributo della popolazione del quartiere.

Gli artisti sviluppano una prospettiva musicale ampia, che va dall’italiano al francese, fino allo swahili. “Veritas filia temporis” è un esempio di questo sperimentalismo: si tratta di un pezzo dai toni nostalgici ed antichi scritto con il rapper Armouann, che richiama proprio l’amore per l’Africa ed il Mediterraneo e ha il sapore degli sforzi compiuti per tenere in vita un sogno: da Youtube, il brano è arrivato grazie al sostegno dei fan sul programma radiofonico di Gianni Simioli su Radio Marte, “la Radiazza”, dando finalmente visibilità ai giovani talenti.

Ma questi sognatori hanno dovuto scoprire quanto è facile perdere tutto ciò che si è realizzato: il 17 giugno un grave furto nella sala di registrazione ha privato il gruppo dell’intera strumentazione, mettendo a dura prova la loro costanza. Come hanno risposto ad una libera violenza che è stata indifferente al loro progetto, agli obiettivi comuni, alle speranze nascoste dietro ogni nota? Con la fiducia, non solo nel loro sogno, ma nelle persone: perché se uno aveva deciso di ostacolare il loro cammino, sapevano che molti altri erano pronti ad aiutare chi aveva colorato il volto grigio di una Secondigliano che aspetta solo di essere dipinta. Oggi, le persone comprano il CD, donano strumenti che non usavano più, mettendo piano piano i mattoni ad un progetto che non ha mai dato l’impressione di poter crollare.

È tramite queste breve intervista che Antonio de Rosa, fondatore del Toniiwa Project e primo fiducioso sognatore, spiega sogni e speranze future.

Dopo questo primo Cd, quali sono i progetti che si propone di portare avanti.

“Una delle intenzioni dell’associazione è la realizzazione di un secondo cd che si chiami “Toniiwa Project” e che contenga musica e testi scritti da me, così come vorremmo organizzare degli incontri settimanali in cui giovani principianti portando con sé solo la propria passione e il loro strumento incontrino dei maestri da cui possano apprendere la tecnica e conoscere nuovi generi musicali.
Abbiamo comunque tante altre idee che vanno oltre la musica: per esempio, ci piacerebbe programmare un cineforum che proponga pellicole legate al territorio e permetta di creare incontri e discussioni costruttive”.

Pensi che Secondigliano abbia saputo accogliere e capire il vostro sogno?

“Il nostro messaggio è stato ricevuto ed il sostegno è arrivato principalmente dai giovani, che hanno apprezzato tanto la nostra musica da proporla anche alle generazioni passate. E queste persone, anche se lontane dal nostro genere musicale, hanno comunque visto nel nostro progetto la nota positiva dell’impegno e dello sforzo fatto per costruire qualcosa da poter continuare ed arricchire”.

Pensi che ciò che state realizzando possa aiutare il quartiere?

“Penso che Secondigliano abbia bisogno di esempi positivi, di non chiudersi più in se stessa lasciando i giovani a vagabondare per le strade senza una meta, ma di permettere loro di ritrovare la voglia di sognare. È anche attraverso i sogni che si possono realizzare iniziative concrete per migliorare la realtà e noi pensiamo di fare ciò attraverso la nostra musica”.

Cosa vi ha spinti a non arrendervi, anche dopo il furto?

La voglia di realizzarci e la consapevolezza che la nostra musica e il suo messaggio possono arrivare a tutti. Questo quartiere ha tanto male quanto bene e noi vogliamo essere l’esempio del buono che c’è da scoprire. Il furto ci ha causato sicuramente un grave danno materiale, ma ha fatto anche emergere energia e voglia di riscatto da parte di chi prima di allora era rimasto solo a guardare. È stato proprio l’ostacolo a rafforzare la convinzione e la voglia di partecipazione di quanti prima erano indifferenti alle nostre iniziative. È anche di questo che parla “Veritas filia temporis”.”

Quindi, pensi che la musica possa salvare i giovani? In che modo?

“L’esperienza mi ha dimostrato che la musica può essere un grande strumento di cambiamento. Io stesso ho combattuto grazie ad essa i pregiudizi della gente, che ha iniziato ad avvicinarsi a me quando ho lanciato il mio messaggio attraverso la musica. In quel momento mi sono lasciato scoprire ed ancora oggi, quelle persone che hanno conosciuto allora il mio sogno, lo condividono con me. Penso che la musica aiuti a far emergere la ricchezza che ognuno ha al proprio interno, liberando pezzi di vissuto che spesso ci tormentano e che tradotti in note riescono a trovare una nuova luce, diventando portatori di messaggi positivi. E con questa musica, più vera, si riescono a rompere schemi e pregiudizi”.

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