Turismo, fondamentale rafforzare la nostra immagine anche attraverso una politica 2.0 con il portale Italia.it.

Lo scorso 18 gennaio 2012 il Ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi, ha espresso parole positive dando molta fiducia al Turismo Italiano: “Il settore, ha tutti i numeri per essere un pilastro della nostra economia e può arrivare, da qui al 2020, a rappresentare il 18% del PIL del nostro Paese fino a creare 1.6 milioni di nuovi posti di lavoro”.
Secondo il Ministro, si può essere ottimisti “a patto di superare i numerosi problemi infrastrutturali che affliggono e limitano la competitività del sistema turistico nazionale, tra i quali una “country strategy” a medio-lungo termine concertata con le Regioni”.

L’Industria turistica deve procedere con una strategia di “market oriented” dando priorità alle esigenze del mercato generate dai consumatori. L’ENIT, l’Agenzia Italiana del Turismo, sempre secondo il Ministro Gnudi, deve recuperare un ruolo centrale nell’ambito del sistema turistico italiano e deve consolidarsi come braccio operativo del nostro Stato all’estero. La parola chiave è “brand Italia”, sarà fondamentale rafforzare la nostra immagine anche attraverso una politica 2.0 diffusa ed omogenea. Tra le revisioni necessarie, e qualche modifica è già stata fatta, il Ministro asserisce che il portale Italia.it ha bisogno di arricchirsi sul piano dei contenuti e soprattutto, di confrontarsi in maniera più incisiva con un turista che vive la rete come un servizio.

Queste notizie ci fanno ben sperare, consapevoli che percepire organizzazione ed efficienza già nelle prime battute della ricerca on-line è essenziale: in fondo è nel web che spesso inizia l’esperienza di viaggio. Attualmente, tutti i provvedimenti auspicati dal Ministro Gnudi sono in corso, non è mai troppo tardi, ma da tempo è necessario intervenire concretamente.

Non scordiamo che, come riporta “Finanza e Turismo”, secondo l’UNWTO (World Tourism Organization che dal 2003 è formalmente un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, UN) l’Italia, negli ultimi 10 anni ha perso quasi il 2% di quote di mercato dal 6.1% al 4.5% e che l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo) come riferisce “BookingBlog”, ha bocciato l’Italia in vari ambiti a seguito della ricerca “Oecd Italy tourism policiy review 2011”, un’analisi della gestione del Turismo in Italia commissionata due anni fa per valutare lo stato delle cose e capire come muoversi.

Ancora oggi i nostri principali problemi sono: governance, infrastrutture, strategie di promozione del Paese e persino la redazione delle statistiche. Siamo in ritardo sul bisogno di una strategia a livello nazionale, di un’ENIT da subito riformata che prenda saldamente in mano le redini del nostro Stato, e sia il vero collegamento con le Regioni dato che queste stanno continuando ad utilizzare, nei modi più disparati, i propri fondi senza una direzione univoca, che promuova il “brand Italia” al meglio, soprattutto all’estero.

“Fare in modo che il Turismo rimanga uno dei pilastri del nostro PIL”, ha affermato il Ministro Gnudi qualche giorno fa, “non sarà semplice perché in Italia ci sono alcune mancanze difficilmente colmabili nel breve termine: non ci sono tour operator nazionali, non esistono grandi catene alberghiere italiane. Le nostre compagnie aeree coprono un numero di tratte ancora troppo esiguo.
Non parliamo poi di treni ed autobus, in Italia non ci distinguiamo di certo per efficienza e puntualità.
Per uscire da questa impasse, in attesa di realizzare provvedimenti concreti, non resta che puntare sull’arrivo di nuovi turisti dall’estero, e soprattutto dai Paesi emergenti”.

Dobbiamo mantenere attive le entrate accogliendo i nuovi flussi dai Paesi a maggior crescita ed in particolare i cosiddetti BRICS, i Paesi simbolo dell’attuale espansione e potere economico globale – Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa – e per farlo occorre una strategia unitaria, ma sempre secondo l’Ocse, è inutile continuare a sperare nella crescita del turismo dei Paesi BRICS se l’Italia non sarà subito pronta ad accoglierli con nuove infrastrutture, un nuovo approccio nella gestione, nella comunicazione e nella promozione del Paese. Questi flussi di viaggiatori si stanno muovendo adesso ed è necessario conoscere immediatamente sia la loro cultura che le loro esigenze. Conoscere i potenziali numeri non basta per dare ospitalità di livello e non finire in fondo alla fila degli altri Paesi europei, i nostri competitors.

8 thoughts on “Turismo, fondamentale rafforzare la nostra immagine anche attraverso una politica 2.0 con il portale Italia.it.

  1. La cosa più grave è che la maggior parte degli italiani,specie i giovani,conoscono di più le bellezze estere che quelle nostrane…questo a causa della mancanza di marketing e soprattutto costi elevati delle infrastrutture e degli stessi siti turistici..sapevate che occorrono circa 15 euro a testa per salire sulla torre di Pisa?!p.s.senza ascensore..Grazie.

    1. Buongiorno Giovanni, grazie del commento. Sono d’accordo con te, per questo spero che la volontà di fare un buon lavoro sul web, in una logica 2.0, sia reale. Credo che questo potrebbe avvicinare quella fascia di turisti sia i giovani, ma anche famiglie, e tutti quelli che preferiscono organizzare il turismo in rete facendo del passaparola e dello scambio di informazioni due momenti fondamentali per la scelta delle mete turistiche. Magari, per una sana legge di mercato, se aumenta la domanda, in questo caso le presenze, si possono contenere i prezzi e magari migliorare i servizi. Sperando di leggere tuoi commenti anche in futuro, ti porgo un cordiale saluto. Margherita Masotti    

  2. La cosa più grave è che la maggior parte degli italiani,specie i giovani,conoscono di più le bellezze estere che quelle nostrane…questo a causa della mancanza di marketing e soprattutto costi elevati delle infrastrutture e degli stessi siti turistici..sapevate che occorrono circa 15 euro a testa per salire sulla torre di Pisa?!p.s.senza ascensore..Grazie.

    1. Buongiorno Giovanni, grazie del commento. Sono d’accordo con te, per questo spero che la volontà di fare un buon lavoro sul web, in una logica 2.0, sia reale. Credo che questo potrebbe avvicinare quella fascia di turisti sia i giovani, ma anche famiglie, e tutti quelli che preferiscono organizzare il turismo in rete facendo del passaparola e dello scambio di informazioni due momenti fondamentali per la scelta delle mete turistiche. Magari, per una sana legge di mercato, se aumenta la domanda, in questo caso le presenze, si possono contenere i prezzi e magari migliorare i servizi. Sperando di leggere tuoi commenti anche in futuro, ti porgo un cordiale saluto. Margherita Masotti    

  3. Buongiorno, grazie per il commento, con il Suo post, colgo l’occasione di fare un piccolo riassunto degli episodi precedenti al fine di chiarire, ai nostri lettori, il perché della situazione attuale.

    Nel Maggio 2010 il Ministro Brambrilla aveva lanciato il bando per lo sviluppo del portale http://www.Italia.it.
    La Monrif Srl, di proprietà del gruppo Monti-Riffeser, aveva vinto la gara d’appalto (2,5 ml di euro), ma era stata poi esclusa sulla base di un ricorso della seconda classificata Unicity Spa. Con questo scambio di vincitori pareva tutto finito ed invece la storia si è resa ancor più densa: la Monrif Srl ha presentato il suo ricorso ed il Ministro in carica, insoddisfatto del lavoro compiuto dai suoi predecessori, ha voluto applicare delle correzioni. La sua opinione, come riportaPanorama.it/economia, è che il bando dell’ex Ministro Brambilla sia orientato troppo a una funzione “vetrina“, ossia a mostrare le bellezze dell’Italia e troppo poco a soddisfare le esigenze pratiche dei potenziali turisti. Il punto debole, anche confrontando l’operatività dei portali di altri Paesi, è dato dall’impossibilità di interazione, come ad esempio prenotare alberghi e biglietti di musei.
    Sulla base delle nuove necessità si insinua il dubbio: il bando potrebbe non rispondere più alle reali esigenze, per questo, il Ministro Gnudi ha chiesto di passare alla lente di ingrandimento i requisiti della società Unicity Spa, per vedere se anche questa, come sosteneva il ricorso della Monrif, potesse essere esclusa.

    Pochi giorni fa è stato chiarito che la Unicity è in regola, da tutti i punti di vista, anche a seguito di un controllo dell’Agenzia delle Entrate.

    A questo punto tutto è tornato sulla scrivania del Ministro Gnudi che ha due alternative: revocare il vecchio bando ed emetterne uno nuovo, cosa che richiederebbe comunque almeno 5 o 6 mesi di tempo, esponendo oltretutto l’amministrazione al rischio economico di nuovi ricorsi e indennizzi, oppure chiedere una integrazione alla società vincitrice, come si appresta a fare secondo quanto risulta a Panorama.it. Con tutte le incognite immaginabili i tempi ed i costi.

    Dopo i predecessori: Lucio Stanca, Francesco Rutelli, Maria Vittoria Brambrilla direi che il Portale Italia.it sia lo specchio del nostro Paese, vergognosi sprechi, oltre 10 ml di euro a carico dei contribuenti, a cui vanno sommati i costi dei link delle regioni. Direi che ad oggi un miglioramento, almeno nell’inquadrare gli obbiettivi ci sia stato, nel precedente bando, anche Lei puntualizza che non c’era traccia di un progetto strategico ed incisivo. Io sono d’accordo con il Ministro quando scrive che “Il nostro portale (Italia.it) ha bisogno di arricchirsi sul piano dei contenuti e, soprattutto, di confrontarsi in maniera più incisiva con un turista che vive la rete come un servizio, consapevole che la percezione di efficienza e organizzazione di un Paese si esprime sulla rete dove sempre più spesso inizia l’esperienza di viaggio.” Per il momento non sappiamo se ci siano o meno accordi ufficiosi con la Unicity Spa. Sarei lieta di confrontarmi con le Sue idee anche in futuro, magari seguendo questa ed altre vicende. Grazie fin da adesso se vorrà dare spazio alla mia richiesta.
    Cordiali saluti.
    Margherita Masotti

    1. Margherita, piacerebbe anche a me poter dire che “un miglioramento, almeno nell’inquadrare gli obbiettivi ci sia stato”, ma purtroppo le cose stanno diversamente, imho.
      Lucio Stanca aveva molto chiaro il fatto che la piattaforma di booking fosse essenziale per il progetto italia.it (al tempo Scegli Italia). Infatti era l’elemento fondamentale del progetto.
      Non fu mai fatta, anche per la forte opposizione di Fiavet e delle ADV.
      Il governo Prodi (ministro Nicolais) modificò il progetto, rendendolo di fatto solo una mera vetrina (con contenuti, come noto, obsoleti e pieni di svarioni).
      Con l’avvento di MVB sembrava che le cose tornassero sulla scia dell’originario progetto (piattaforma di booking). Nuove proteste, questa volta da parte di svariati tour operator, in testa Alpitour (D.J.Winteler scrisse una lettera in proposito), che nel frattempo avevano investito in loro portali per il booking (Alpitour circa due milioni di euro, movimentandone poi 11 solo durante il primo anno di vita del suo portale).
      Per la seconda volta non se ne è quindi fatto nulla.
      Non a caso il capodipartimento del DSCT disse che… durante una puntata di Report.
      Non si tratta di fare intermediazione (che peraltro, in Spagna, Segittur, l’omologo di ENIT, fa tranquillamente): si tratta invece di avere un front-end di booking verso diversi possibili operatori da mettere magari a confronto.
      La tecnologia ci sarebbe.
      Ad oggi il progetto strategico del portale non c’è, e se c’è (io ne dubito) non è mai stato presentato.
      Ci sono più o meno delle vaghe idee su quello che il sito dovrebbe fare (cose che da anni si trovano sui portali delle altre nazioni europee), ma un progetto strategico di dettaglio io non l’ho mai visto.
      E nonostante i 5 mega-project manager tutt’ora stipendiati da Promuovi Italia (+ il nuovo “coordinatore editoriale”), se quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, in un articolo di qualche tempo fa, risponde a verità.

      Il blog è “verticale” sulla vicenda di Italia.it, con qualche divagazione sul magico tour. Certamente disponibile, su questo, a futuri confronti.

  4. Buongiorno, grazie per il commento, con il Suo post, colgo l’occasione di fare un piccolo riassunto degli episodi precedenti al fine di chiarire, ai nostri lettori, il perché della situazione attuale.

    Nel Maggio 2010 il Ministro Brambrilla aveva lanciato il bando per lo sviluppo del portale http://www.Italia.it.
    La Monrif Srl, di proprietà del gruppo Monti-Riffeser, aveva vinto la gara d’appalto (2,5 ml di euro), ma era stata poi esclusa sulla base di un ricorso della seconda classificata Unicity Spa. Con questo scambio di vincitori pareva tutto finito ed invece la storia si è resa ancor più densa: la Monrif Srl ha presentato il suo ricorso ed il Ministro in carica, insoddisfatto del lavoro compiuto dai suoi predecessori, ha voluto applicare delle correzioni. La sua opinione, come riportaPanorama.it/economia, è che il bando dell’ex Ministro Brambilla sia orientato troppo a una funzione “vetrina“, ossia a mostrare le bellezze dell’Italia e troppo poco a soddisfare le esigenze pratiche dei potenziali turisti. Il punto debole, anche confrontando l’operatività dei portali di altri Paesi, è dato dall’impossibilità di interazione, come ad esempio prenotare alberghi e biglietti di musei.
    Sulla base delle nuove necessità si insinua il dubbio: il bando potrebbe non rispondere più alle reali esigenze, per questo, il Ministro Gnudi ha chiesto di passare alla lente di ingrandimento i requisiti della società Unicity Spa, per vedere se anche questa, come sosteneva il ricorso della Monrif, potesse essere esclusa.

    Pochi giorni fa è stato chiarito che la Unicity è in regola, da tutti i punti di vista, anche a seguito di un controllo dell’Agenzia delle Entrate.

    A questo punto tutto è tornato sulla scrivania del Ministro Gnudi che ha due alternative: revocare il vecchio bando ed emetterne uno nuovo, cosa che richiederebbe comunque almeno 5 o 6 mesi di tempo, esponendo oltretutto l’amministrazione al rischio economico di nuovi ricorsi e indennizzi, oppure chiedere una integrazione alla società vincitrice, come si appresta a fare secondo quanto risulta a Panorama.it. Con tutte le incognite immaginabili i tempi ed i costi.

    Dopo i predecessori: Lucio Stanca, Francesco Rutelli, Maria Vittoria Brambrilla direi che il Portale Italia.it sia lo specchio del nostro Paese, vergognosi sprechi, oltre 10 ml di euro a carico dei contribuenti, a cui vanno sommati i costi dei link delle regioni. Direi che ad oggi un miglioramento, almeno nell’inquadrare gli obbiettivi ci sia stato, nel precedente bando, anche Lei puntualizza che non c’era traccia di un progetto strategico ed incisivo. Io sono d’accordo con il Ministro quando scrive che “Il nostro portale (Italia.it) ha bisogno di arricchirsi sul piano dei contenuti e, soprattutto, di confrontarsi in maniera più incisiva con un turista che vive la rete come un servizio, consapevole che la percezione di efficienza e organizzazione di un Paese si esprime sulla rete dove sempre più spesso inizia l’esperienza di viaggio.” Per il momento non sappiamo se ci siano o meno accordi ufficiosi con la Unicity Spa. Sarei lieta di confrontarmi con le Sue idee anche in futuro, magari seguendo questa ed altre vicende. Grazie fin da adesso se vorrà dare spazio alla mia richiesta.
    Cordiali saluti.
    Margherita Masotti

    1. Margherita, piacerebbe anche a me poter dire che “un miglioramento, almeno nell’inquadrare gli obbiettivi ci sia stato”, ma purtroppo le cose stanno diversamente, imho.
      Lucio Stanca aveva molto chiaro il fatto che la piattaforma di booking fosse essenziale per il progetto italia.it (al tempo Scegli Italia). Infatti era l’elemento fondamentale del progetto.
      Non fu mai fatta, anche per la forte opposizione di Fiavet e delle ADV.
      Il governo Prodi (ministro Nicolais) modificò il progetto, rendendolo di fatto solo una mera vetrina (con contenuti, come noto, obsoleti e pieni di svarioni).
      Con l’avvento di MVB sembrava che le cose tornassero sulla scia dell’originario progetto (piattaforma di booking). Nuove proteste, questa volta da parte di svariati tour operator, in testa Alpitour (D.J.Winteler scrisse una lettera in proposito), che nel frattempo avevano investito in loro portali per il booking (Alpitour circa due milioni di euro, movimentandone poi 11 solo durante il primo anno di vita del suo portale).
      Per la seconda volta non se ne è quindi fatto nulla.
      Non a caso il capodipartimento del DSCT disse che… durante una puntata di Report.
      Non si tratta di fare intermediazione (che peraltro, in Spagna, Segittur, l’omologo di ENIT, fa tranquillamente): si tratta invece di avere un front-end di booking verso diversi possibili operatori da mettere magari a confronto.
      La tecnologia ci sarebbe.
      Ad oggi il progetto strategico del portale non c’è, e se c’è (io ne dubito) non è mai stato presentato.
      Ci sono più o meno delle vaghe idee su quello che il sito dovrebbe fare (cose che da anni si trovano sui portali delle altre nazioni europee), ma un progetto strategico di dettaglio io non l’ho mai visto.
      E nonostante i 5 mega-project manager tutt’ora stipendiati da Promuovi Italia (+ il nuovo “coordinatore editoriale”), se quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, in un articolo di qualche tempo fa, risponde a verità.

      Il blog è “verticale” sulla vicenda di Italia.it, con qualche divagazione sul magico tour. Certamente disponibile, su questo, a futuri confronti.

  5. Grazie del seguito e delle precisazioni. La storia purtroppo è chiara a tutti, ed i risultati ancor di più. Concedetemi di puntualizzare cose note per voi esperti, ma vorrei che i nostri lettori di napolitime.it potessero avere più informazioni possibili per seguire bene questi commenti e magari inserirsi nel gruppo di conversazione. La politica, si sa, ha sempre insabbiato le idee e gli ingranaggi, sono cadute piogge di soldi scivolati via proprio come l’acqua. Lo scandalo è stato epocale fin dalle prime battute, la “prima volta” di italia.it , era il 2007, entrare nel web fu una vera e propria missione suicidio, operatori della rete e web design alzarono il coperchio di un calderone fatto di bug, errori, informazioni errate. Il blogger Marco Pugliese, dimostrò che in poche ore si poteva realizzare una versione del layout del portale completamente in XHTML e CSS e cosa molto importante, senza spendere i 45 ml di euro destinati al progetto. Dopo quasi un anno di opposizioni e la richiesta di controllo alla Corte dei Conti, nel 2008, il sito fu chiuso. Nello stesso anno, pochi giorni dopo, fu la volta di Michela Vittoria Brambilla a cui vennero accordati i 10 ml di euro di cui ho parlato nel mio precedente commento. Le parole furono chiare “il nostro sarà un portale emozionale”, ma non ci sono mai state né emozioni né reali utilità. Anche questa versione fu stroncata dai blogger e gli addetti ai lavori e tra le critiche ed i tentativi di miglioramento, che in corsa sanno sempre di rattoppo, arrivò il bando, di cui abbiamo parlato in precedenza, per la gestione dei contenuti. In ogni blog dedicato al turismo si trovano, nel dettaglio, le cifre di questi fallimenti. L’esempio più eclatante lo fa Roberta Longo, “IL PORTALE DEI PORTALI
    ed il suoi iter durato 7 anni tanti quanto il tempo impiegato da Facebook per conquistare il mondo.
    Quello che personalmente non ho mai capito é il motivo per cui non si siano concretamente osservate realtà operative e di successo, bastava dare un occhio a cosa, nello stesso periodo, stava facendo la regione Toscana con il progetto “Voglio vivere così”. Perché non si è voluto vedere che i manager blasonati servono, ma i “giovani nativi digitali” servono di più? Quando il Governo tecnico è diventato operativo abbiamo sperato che tecnica battesse politica sia sul piano dei contenuti che su quello delle capacitá di gestione. Io ancora ci spero e, permettetemi la citazione, anche se disincantata non sono ancora rinsavita e spero che il turismo, in quanto certezza economica del nostro Paese così in crisi, sia davvero trattato a tutto campo come uno tra i settori su cui investire al meglio. È chiaro che gli investimenti economici non sono l’unica necessità, Frap1964 conferma, almeno secondo i suoi dati che ancora oggi non c’è un progetto preciso. Crede possibile che ad Unicity Spa, possa essere richiesto un lavoro differente da quello profilato nel bando? E la loro risposta quale potrebbe essere. A breve farò un articolo su questi argomenti. Grazie per lo scambio di idee e di notizie, sarò lieta di continuare a seguire Frap1964.

    1. Credo che a Promuovi Italia abbiano deciso di fare così (ma non posso ovviamente esserne sicuro): formalmente l’aggiudicazione è stata fatta ad Unicity Spa sulla base del progetto originale.
      Lasceranno ora trascorrere i 30gg (probabilmente anche di più) come da codice dei contratti, per stilare il contratto operativo e soprattutto per far decadere il termine oltre il quale sia possibile ricorrere al TAR per i restanti partecipanti alla gara: non si può certo fare ricorso sulla base delle “intenzioni” raccontate nei rumors di giornali e/o di blog.
      In sede di contratto operativo verrà chiesto un adeguamento “tecnico” di quanto presentato originariamente sulla base di un nuovo progetto che sarà nel frattempo stilato.
      Il “nuovo progetto” potrebbe spiegare la ricerca improvvisa di un “coordinatore editoriale” per il tempo limitato di soli tre mesi e con l’obiettivo di una “rivisitazione complessiva del portale”.
      A quel punto Unicity Spa dovrà dare esecuzione a quanto nel frattempo sarà contrattualmente stabilito.
      Con o senza adeguamento economico, questo è, tutto sommato, un dettaglio (c’è comunque sicuramente un extra budget a disposizione, dato quantomeno dall’importo base totale originale di gara).
      Nel merito esisterà già probabilmente un accordo di massima con la società, anche solo verbale, probabilmente ottenuto paventando diversamente l’alternativa di annullamento del bando di gara.
      Con possibilità di nuovi ricorsi, certo, ma con la certezza di nuovi costi legali immediati anche per Unicity, e comunque con l’incognita di una nuova sentenza, magari tra un anno ed oltre (TAR + Consiglio di Stato), che sarebbe potuta essere anche non favorevole per la società ora aggiudicataria, laddove si fosse dimostrato l’oggettivo interesse per lo Stato a perseguire un progetto più aggiornato e rispondente a reali e “nuove” esigenze nel frattempo emerse.
      Per Promuovi Italia, poi, avrebbe significato un successivo nuovo bando di gara e tutto il resto della trafila (almeno altri sei mesi).
      Si è quindi probabilmente scelto il classico “aggiustamento all’italiana” per salvare capra e cavoli ed evitare soprattutto di ritrovarsi a dover rispondere di danno erariale, in caso di nuova malaugurata sentenza a favore di Unicity (o anche solo del riconoscimento del danno subito), di fronte alla Corte dei Conti.
      Questo garantisce che il “nuovo” progetto sarà davvero ottimale sul piano tecnico e che il rapporto progetto-tecnico/costo-economico sarà adeguato?
      Ovviamente no, visto che una vera e propria gara, su questo, non verrà esperita.
      Unicity Spa ha forse esperienza pregressa specifica nella realizzazione di siti web per il comparto del turismo? Non risulta.
      Ne ha però, a quanto pare, nel campo della cultura (vedi ad es. siti di Lazio, Campania e Sardegna).
      Per qualcuno probabilmente è più o meno la stessa cosa, anche se i “servizi” al turista sono ovviamente ben altro da questo.
      Inoltre Unicity ha già lavorato con la PA, affrontando quindi già problematiche connesse, ad es., con l’accessibilità (legge Stanca).
      Ci sono le premesse perché ne esca davvero qualcosa di buono?
      Guardiamo alla storia del progetto
      a) si ottenne un completo fallimento con un RTI entro cui c’era Tiscover (oltre IBM e ITS), che come mission aziendale ha proprio quella specifica di sviluppare siti web nel campo del turismo.
      b) l’affidamento della nuova versione del portale ad ACI Informatica, che ha tutt’altra mission aziendale, che risultati concreti ha prodotto?
      Le premesse attuali non lasciano spazio a grande ottimismo; staremo a vedere.
      Si continua a ritenere che il problema del portale sia essenzialmente di tipo “tecnico”.
      Invece la questione, imho, è che serve anzitutto un progetto strategico originale nel campo turistico e soprattutto di comunicazione su web. La competenza “tecnica” ci deve essere, ma anzitutto ci vogliono idee innovative.
      Questa cosa, purtroppo, non è stata ancora capita.
      E non poteva certo capirla un settantatreenne a completo digiuno di turismo e di web: si fosse almeno circondato di persone con un minimo di competenza nel merito (e ce ne sono diverse, bastava solo guardarsi attorno).
      Sarebbe bastato, per cominciare, presenziare all’ultimo BTO (il ministro era stato pure invitato), o anche solo guardare all’esperienza certamente positiva di Toscana Promozione.
      Cosa ha dichiarato invece Piero Gnudi?
      “Vorremmo… che il nostro portale… non è che vogliamo fare delle cose straordinarie, ma vogliamo che sia simile a quello dei migliori, quello della Francia, quello dell’Inghilterra, quello della Germania. E ci stiamo lavorando.
      Perché col portale si riesce anche a spiegare meglio ai turisti in tutto il mondo i vari tipi di turismo che ci sono in Italia, che sono il turismo culturale, il turismo religioso, il turismo enogastronomico.”
      In questa frase c’è tutto il basso profilo di chi dovrebbe oggi governare un comparto che, insieme a quello dei beni culturali, dovrebbe essere invece un elemento di eccellenza italiana, il nostro “petrolio”.
      Come scriveva il Manzoni, “il coraggio uno non se lo può dare“.

  6. Grazie del seguito e delle precisazioni. La storia purtroppo è chiara a tutti, ed i risultati ancor di più. Concedetemi di puntualizzare cose note per voi esperti, ma vorrei che i nostri lettori di napolitime.it potessero avere più informazioni possibili per seguire bene questi commenti e magari inserirsi nel gruppo di conversazione. La politica, si sa, ha sempre insabbiato le idee e gli ingranaggi, sono cadute piogge di soldi scivolati via proprio come l’acqua. Lo scandalo è stato epocale fin dalle prime battute, la “prima volta” di italia.it , era il 2007, entrare nel web fu una vera e propria missione suicidio, operatori della rete e web design alzarono il coperchio di un calderone fatto di bug, errori, informazioni errate. Il blogger Marco Pugliese, dimostrò che in poche ore si poteva realizzare una versione del layout del portale completamente in XHTML e CSS e cosa molto importante, senza spendere i 45 ml di euro destinati al progetto. Dopo quasi un anno di opposizioni e la richiesta di controllo alla Corte dei Conti, nel 2008, il sito fu chiuso. Nello stesso anno, pochi giorni dopo, fu la volta di Michela Vittoria Brambilla a cui vennero accordati i 10 ml di euro di cui ho parlato nel mio precedente commento. Le parole furono chiare “il nostro sarà un portale emozionale”, ma non ci sono mai state né emozioni né reali utilità. Anche questa versione fu stroncata dai blogger e gli addetti ai lavori e tra le critiche ed i tentativi di miglioramento, che in corsa sanno sempre di rattoppo, arrivò il bando, di cui abbiamo parlato in precedenza, per la gestione dei contenuti. In ogni blog dedicato al turismo si trovano, nel dettaglio, le cifre di questi fallimenti. L’esempio più eclatante lo fa Roberta Longo, “IL PORTALE DEI PORTALI
    ed il suoi iter durato 7 anni tanti quanto il tempo impiegato da Facebook per conquistare il mondo.
    Quello che personalmente non ho mai capito é il motivo per cui non si siano concretamente osservate realtà operative e di successo, bastava dare un occhio a cosa, nello stesso periodo, stava facendo la regione Toscana con il progetto “Voglio vivere così”. Perché non si è voluto vedere che i manager blasonati servono, ma i “giovani nativi digitali” servono di più? Quando il Governo tecnico è diventato operativo abbiamo sperato che tecnica battesse politica sia sul piano dei contenuti che su quello delle capacitá di gestione. Io ancora ci spero e, permettetemi la citazione, anche se disincantata non sono ancora rinsavita e spero che il turismo, in quanto certezza economica del nostro Paese così in crisi, sia davvero trattato a tutto campo come uno tra i settori su cui investire al meglio. È chiaro che gli investimenti economici non sono l’unica necessità, Frap1964 conferma, almeno secondo i suoi dati che ancora oggi non c’è un progetto preciso. Crede possibile che ad Unicity Spa, possa essere richiesto un lavoro differente da quello profilato nel bando? E la loro risposta quale potrebbe essere. A breve farò un articolo su questi argomenti. Grazie per lo scambio di idee e di notizie, sarò lieta di continuare a seguire Frap1964.

    1. Credo che a Promuovi Italia abbiano deciso di fare così (ma non posso ovviamente esserne sicuro): formalmente l’aggiudicazione è stata fatta ad Unicity Spa sulla base del progetto originale.
      Lasceranno ora trascorrere i 30gg (probabilmente anche di più) come da codice dei contratti, per stilare il contratto operativo e soprattutto per far decadere il termine oltre il quale sia possibile ricorrere al TAR per i restanti partecipanti alla gara: non si può certo fare ricorso sulla base delle “intenzioni” raccontate nei rumors di giornali e/o di blog.
      In sede di contratto operativo verrà chiesto un adeguamento “tecnico” di quanto presentato originariamente sulla base di un nuovo progetto che sarà nel frattempo stilato.
      Il “nuovo progetto” potrebbe spiegare la ricerca improvvisa di un “coordinatore editoriale” per il tempo limitato di soli tre mesi e con l’obiettivo di una “rivisitazione complessiva del portale”.
      A quel punto Unicity Spa dovrà dare esecuzione a quanto nel frattempo sarà contrattualmente stabilito.
      Con o senza adeguamento economico, questo è, tutto sommato, un dettaglio (c’è comunque sicuramente un extra budget a disposizione, dato quantomeno dall’importo base totale originale di gara).
      Nel merito esisterà già probabilmente un accordo di massima con la società, anche solo verbale, probabilmente ottenuto paventando diversamente l’alternativa di annullamento del bando di gara.
      Con possibilità di nuovi ricorsi, certo, ma con la certezza di nuovi costi legali immediati anche per Unicity, e comunque con l’incognita di una nuova sentenza, magari tra un anno ed oltre (TAR + Consiglio di Stato), che sarebbe potuta essere anche non favorevole per la società ora aggiudicataria, laddove si fosse dimostrato l’oggettivo interesse per lo Stato a perseguire un progetto più aggiornato e rispondente a reali e “nuove” esigenze nel frattempo emerse.
      Per Promuovi Italia, poi, avrebbe significato un successivo nuovo bando di gara e tutto il resto della trafila (almeno altri sei mesi).
      Si è quindi probabilmente scelto il classico “aggiustamento all’italiana” per salvare capra e cavoli ed evitare soprattutto di ritrovarsi a dover rispondere di danno erariale, in caso di nuova malaugurata sentenza a favore di Unicity (o anche solo del riconoscimento del danno subito), di fronte alla Corte dei Conti.
      Questo garantisce che il “nuovo” progetto sarà davvero ottimale sul piano tecnico e che il rapporto progetto-tecnico/costo-economico sarà adeguato?
      Ovviamente no, visto che una vera e propria gara, su questo, non verrà esperita.
      Unicity Spa ha forse esperienza pregressa specifica nella realizzazione di siti web per il comparto del turismo? Non risulta.
      Ne ha però, a quanto pare, nel campo della cultura (vedi ad es. siti di Lazio, Campania e Sardegna).
      Per qualcuno probabilmente è più o meno la stessa cosa, anche se i “servizi” al turista sono ovviamente ben altro da questo.
      Inoltre Unicity ha già lavorato con la PA, affrontando quindi già problematiche connesse, ad es., con l’accessibilità (legge Stanca).
      Ci sono le premesse perché ne esca davvero qualcosa di buono?
      Guardiamo alla storia del progetto
      a) si ottenne un completo fallimento con un RTI entro cui c’era Tiscover (oltre IBM e ITS), che come mission aziendale ha proprio quella specifica di sviluppare siti web nel campo del turismo.
      b) l’affidamento della nuova versione del portale ad ACI Informatica, che ha tutt’altra mission aziendale, che risultati concreti ha prodotto?
      Le premesse attuali non lasciano spazio a grande ottimismo; staremo a vedere.
      Si continua a ritenere che il problema del portale sia essenzialmente di tipo “tecnico”.
      Invece la questione, imho, è che serve anzitutto un progetto strategico originale nel campo turistico e soprattutto di comunicazione su web. La competenza “tecnica” ci deve essere, ma anzitutto ci vogliono idee innovative.
      Questa cosa, purtroppo, non è stata ancora capita.
      E non poteva certo capirla un settantatreenne a completo digiuno di turismo e di web: si fosse almeno circondato di persone con un minimo di competenza nel merito (e ce ne sono diverse, bastava solo guardarsi attorno).
      Sarebbe bastato, per cominciare, presenziare all’ultimo BTO (il ministro era stato pure invitato), o anche solo guardare all’esperienza certamente positiva di Toscana Promozione.
      Cosa ha dichiarato invece Piero Gnudi?
      “Vorremmo… che il nostro portale… non è che vogliamo fare delle cose straordinarie, ma vogliamo che sia simile a quello dei migliori, quello della Francia, quello dell’Inghilterra, quello della Germania. E ci stiamo lavorando.
      Perché col portale si riesce anche a spiegare meglio ai turisti in tutto il mondo i vari tipi di turismo che ci sono in Italia, che sono il turismo culturale, il turismo religioso, il turismo enogastronomico.”
      In questa frase c’è tutto il basso profilo di chi dovrebbe oggi governare un comparto che, insieme a quello dei beni culturali, dovrebbe essere invece un elemento di eccellenza italiana, il nostro “petrolio”.
      Come scriveva il Manzoni, “il coraggio uno non se lo può dare“.

  7. Buongiorno frap1964, grazie della risposta. Anche io ero a BTO, peccato che non sapevo della tua presenza, sarei stata molto lieta di conoscerti personalmente.Purtroppo non ci resta che attendere e vedere se i fatti che tu ipotizzi saranno reali. Concordo sullo stato attuale e le competenze in materia promozione turistica a tutto campo nella logica del web 2.0, in fondo “chi sa fare sa anche comandare” o quanto meno dovrebbe saper delegare, per questo anche io, per la “rimessa in forma” del portale Italia.it auspicavo, e spero di vedre un team di giovani, consapevoli e preparati.
    Il futuro passa anche dal web,ma in fondo è già qui nel presente.

    Domanda, mi piacerebbe chei tuoi commenti fossero visibili quanto i miei mentre questo, sulla pagina di Napolitime non avviene. Buona giornata Margherita

  8. Buongiorno frap1964, grazie della risposta. Anche io ero a BTO, peccato che non sapevo della tua presenza, sarei stata molto lieta di conoscerti personalmente.Purtroppo non ci resta che attendere e vedere se i fatti che tu ipotizzi saranno reali. Concordo sullo stato attuale e le competenze in materia promozione turistica a tutto campo nella logica del web 2.0, in fondo “chi sa fare sa anche comandare” o quanto meno dovrebbe saper delegare, per questo anche io, per la “rimessa in forma” del portale Italia.it auspicavo, e spero di vedre un team di giovani, consapevoli e preparati.
    Il futuro passa anche dal web,ma in fondo è già qui nel presente.

    Domanda, mi piacerebbe chei tuoi commenti fossero visibili quanto i miei mentre questo, sulla pagina di Napolitime non avviene. Buona giornata Margherita

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