“Mamma d’o Carmene”: la festa ultra secolare del popolo di Napoli

Risalente al XIII secolo, il culto della Madonna Bruna richiama ancora oggi migliaia di fedeli

festa madonna del carmineRicorre il prossimo 16 luglio la Festa della Madonna del Carmine. Per l’occasione il comune ha organizzato un programma molto ricco di avvenimenti (vai all’articolo). Ma quando e come nasce uno dei culti più antichi e sentiti dal popolo napoletano?

La devozione per la Madonna del Carmine, detta anche “La Bruna”, si può datare attorno alla metà del XIII secolo, quando alcuni frati provenienti dal Monte Carmelo in Palestina, stabilitisi a Napoli nella zona del Campo Moricino (l’attuale piazza Mercato, ndr) eressero un edificio di culto sul luogo in cui sorgeva una chiesetta dedicata a San Nicola di Bari e vi installarono, in una cripta, una icona raffigurante una Madonna con il Bambino. L’immagine colpì a tal punto gli umili abitanti delle zone del Moricino che iniziarono a venerarla e a diffonderne il culto anche grazie alla vicinanza del frequentatissimo mercato.

Ancora oggi, la chiesa carmelitana è meta di pellegrinaggi da tutta le regione. L’appuntamento più atteso dai fedeli alla Madonna Bruna è la festa del Carmine, con il celeberrimo incendio del campanile. È ancora oggi sconosciuta la data di nascita di questa tradizione, ma di certo già ai tempi di Masaniello (prima metà del ‘600, ndr) c’era l’usanza di fingere un attacco ad un fortino in legno costruito in piazza Mercato per poi chiudere la rappresentazione con l’incendio dello stesso. Nel 1700, in occasione del bicentenario del pellegrinaggio a Roma dell’Icona della Bruna, si volle festeggiare in modo particolare l’evento e fu deciso di illuminare per tre sere il campanile, mentre davanti la Chiesa fu posizionata un’orchestra per accompagnare i festeggiamenti con la musica. È con molta probabilità da questo episodio che si è imposta la tradizione dell’incendio del campanile, uno spettacolo di rara suggestione.

Alle 22.00 del 15 luglio nella piazza cala il buio, mentre si accendono delle girandole colorate per richiamare l’attenzione dei presenti. A seguire dei bengala colorati formano la scritta “Napoli devota alla Madonna Bruna” per tenere vivo il senso della festa: lo spettacolo appartiene al popolo. Subito dopo ha inizio l’incendio del Campanile. Un razzo parte dall’attiguo terrazzo per colpire il piano delle campane e in un turbinio di esplosioni ha inizio l’incendio: delle piogge colorate rivestono l’intera mole del Campanile e illuminano a giorno la piazza, poi si accende la croce in cima al campanile e mentre infuria l’incendio, una stella luminosa va a prendere l’immagine della Madonna, che, salendo verso il campanile, doma e spegne le fiamme.

La festa ha sopravvissuto nei secoli grazie alle offerte dei devoti, è quindi inequivocabile che essa sia la festa dei napoletani e di tutti coloro che amano chiamare la Madonna Bruna “Mamma d’o Carmene”.

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