Coppa Italia, il Napoli si qualifica per la finale: battuto il Siena 2-0. Cavani protagonista.

Tante emozioni nella serata del “San Paolo” per i sessantamila tifosi giunti a Fuorigrotta a sostenere gli azzurri nella semifinale di ritorno contro gli uomini del tecnico Sannino.

L’attesa per questo incontro è stata snervante e le ambizioni del Napoli erano quelle di ribaltare il risultato dell’andata, quando fu sconfitto a Siena per 2-1 e conquistare una finale che mancava da troppo tempo.

Ovviamente l’allenatore toscano degli azzurri, Walter Mazzarri, aveva chiesto ai propri giocatori di disputare una partita attenta e di mettere in campo tutte le forze per superare l’ostacolo.

Il Napoli viene schierato con il consueto modulo 3-4-3: la difesa è affidata a Campagnaro, Cannavaro ed Aronica; a centrocampo Gargano ed Inler, con Maggio a destra e Zuniga a sinistra. In attacco, i tre tenori: Hamsik, Lavezzi e Cavani.

Sannino, che ci teneva molto a ben figurare, schiera una formazione prudente; difesa a tre composta da Pesoli, Contini e Terzi, cinque centrocampisti per contrastare la mediana azzurra e le uniche due punte in attacco Brienza e Larrondo.

Il match inizia con il Napoli che gioca in modo ordinato ed autoritario, buona la prestazione del centrocampo, con Gargano ed Inler ad impostare le azioni per vie centrali e buon lavoro da parte dei due sterni, Maggio e Zuniga. La difesa offre sicurezza, anche se in alcune circostanze concede l’iniziativa agli avversari.

L’attacco partenopeo è brillante e le occasioni non tardano ad arrivare. Dopo appena 10’, su azione organizzata dalla destra, Cavani colpisce di tacco e trae in inganno Vergassola, che devia la conclusione nella propria rete per l’1-0 napoletano.

Il Napoli impiega poco a realizzare il gol che basterebbe per la qualificazione, ma la compagine azzurra non si accontenta, è determinata e continua ad impostare il gioco, manovrando con eleganza, soprattutto nelle ripartenze.

Cavani e Lavezzi, supportati da Hamsik offrono begli spunti e la retroguardia ospite, in alcune circostanze difende affannosamente. Al 31’, su splendida azione di contropiede, iniziata da Cavani, Lavezzi serve Hamsik che crossa verso il centro dell’area di rigore avversaria dove è pronto il Matador che di testa firma il 2-0, concludendo un’azione da scuola calcistica.

Il risultato, permette al Napoli di giocare con più tranquillità e di cercare il gol che avrebbe chiuso la partita. Al minuto 40°, nuovamente per una noia fisica, Maggio è costretto a lasciare il campo, sostituito da Dossena.

Nella ripresa, la formazione di partenopea, inizia bene, ma con il passar dei minuti, viene fuori il Siena. Calo fisico del Napoli e la formazione bianconera impone il proprio ritmo, costringendo la difesa azzurra a soffrire.

Diverse le occasioni d’attacco a favore dei toscani, per fortuna mai così pericolose da impensierire notevolmente l’estremo difensore De Sanctis. Al 18’ della seconda frazione di gioco, Dzemaili rileva Gargano .

Gli azzurri mostrano una leggera difficoltà ad uscire dalla propria trequarti e sono decisamente poche le iniziative offensive del Napoli. Lavezzi, meno brillante rispetto alla prima parte di gara, offre pochi spunti e spreca una grande occasione per portare il Napoli sul 3-0. Successivamente, su nuova occasione di rimessa è Cavani a fallire una ghiotta occasione gol.

Il Siena continua con le iniziative, avvantaggiato da una migliore tenuta atletica. Sul finire di gara fa il suo ingresso in campo Pandev che sostituisce Lavezzi.

I minuti finali, vengono gestiti dal Napoli che frena le manovre della squadra toscana. Dopo quattro minuti di recupero, giunge il fischio finale dell’arbitro Valeri, che permette ai sostenitori azzurri di liberarsi in un urlo liberatorio.

Il Napoli è in finale. Traguardo importante per l’orchestra Mazzarri che si troverà ad affrontare la Juventus il 20 Maggio allo stadio “Olimpico” di Roma.

Buona prestazione azzurra nella prima parte di gara, con poche sbavature e gioco pulito a centrocampo. L’abbassamento di ritmo nella ripresa, permette al Siena di rendersi pericoloso più volte ma per fortuna il risultato non viene compromesso.

Una cosa è certa: nell’ultimo atto della competizione, contro gli acerrimi rivali bianconeri, il Napoli dovrà giocare una partita di altissimo livello, perché certe leggerezze in difesa, la Juventus di Vucinic e compagni non le perdona.

L’emozione per la prima finale dell’epoca De Laurentiis sarà tanta ed il Napoli dovrà dimostrare il proprio valore. Tutta Napoli ci spera. Il trofeo potrebbe essere messo in bacheca….Juventus permettendo!

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