Ritardi ed ancora ritardi. Per la Coppa America scatta il piano sicurezza.

La Vuitton’s Cup è ormai un evento.  Ma il tempo è poco ed i lavori vanno a rilento. Basta pensare che, alla Jumbo Grandi Eventi, sono stati concessi solo nove giorni per costruire il Villaggio in Villa Comunale. Dovevano iniziare ieri ma sono stati rinviati a giovedì prossimo. Inoltre i lavori per il prolungamento della scogliera crea notevoli difficoltà alla viabilità.

I Verdi sono già sul piede di guerra: Francesco Emilio Borrelli – commissario regionale e Vincenzo Perretti – segretario cittadino – denunciano: “Non c’è sicurezza, i varchi non sono presidiati dai vigili”. E’ atteso, in settimana, lo sbarco dell’ultimo carico di materiali. Il coordinatore sarà Paolo Capuano, direttore della logistica della società Acrm (America’s Cup race management).

Intanto scatta il piano sicurezza. Sarà una Coppa America blindata. La Prefettura metterà a disposizione uno spiegamento di forze dell’ordine non indifferente per controllare le zone interessate dalle regate sia da terra che da mare e vigilare sui punti strategici della città. Un mese intero di controlli, dal 24 marzo fino al 20 aprile, sia per terra che per mare.

Ciò che ci lascia perplessi è questo enorme spiegamento di forze dell’ordine. Guardacostiera, agenti di polizia perlustreranno le aree pubbliche limitrofe al luogo dell’evento e forniranno ausilio ai responsabili della sicurezza americani. Inoltre operatori della sicurezza privata vigileranno sull’area di intrattenimento e tutta l’area di accesso riservata alle regate.

Ma chi supporterà una tale spesa? Su chi ricadranno i costi di tale operazione? Ancora tutto tace e non sono state rese note le cifre esatte della spesa. Il budget per questo evento è limitato. La spesa potrebbe superare di gran lunga il denaro destinato. Manca un’organizzazione che economicamente andrebbe a vantaggio di tutta la città.

Per esempio ci è giunta una lamentela da parte di un famosissimo artigiano di Via Duomo a Napoli, fornitore di aste, bandiere, cimeli e coppe che svolge l’attività dal periodo anti-borbonico. Vorrebbe partecipare all’evento per fornire i gadget, ma per poter partecipare come fornitore, ha dovuto rivolgersi a Milano con una corrispondenza postale perchè deve chiedere il permesso alla sede centrale della Jumbo Grandi Eventi.

Ma è mai possibile che un grandissimo artigiano locale deve fare tutta questa trafila – pur vivendo e lavorando a Napoli – per essere fornitore dell’evento? Perchè si deve per forza complicare tutto per questo grandissimo spettacolo senza consultarsi con i cittadini? Sono richieste più che lecite  che attendono una risposta concreta da parte delle istituzioni che stanno organizzando questo spettacolare evento.

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