Russo (PD): “Credo che la giunta Caldoro abbia sostanzialmente mostrato che la propaganda è un conto, il governo è altro. Perdura l’assenza di un disegno strategico”.

L’eco della Conferenza programmatica del PD napoletano si è appena spenta e noi di NapoliTime abbiamo sentito l’On. Giuseppe Russo, capogruppo PD al Consiglio della Regione Campania, assente in quella occasione. A tale proposito il consigliere Russo ci informa che la sua assenza era dovuta a motivi familiari.

A distanza di oltre un anno dal suo commissariamento, qual è lo stato di salute del PD napoletano?

“Voglio fare una premessa. Dopo la vicenda, ancora non conclusa, delle Primarie, lo stato generale del partito è risultato gravemente compromesso, sia perchè si è bruciato il credito residuo che avevamo con gli elettori e la città, sia per la conflittualità interna, per cui si rese inevitabile il commissariamento del PD, con un duplice obiettivo: da un lato far decantare e depurare la tensione dagli eccessi di personalismi e dall’altro porre le premesse per un rinnovamento politico programmatico e del gruppo dirigente. Penso che Andrea Orlando (ndr Commissario PD Napoli) abbia finora svolto un lavoro che non ha tradito le premesse. La Conferenza programmatica e l’imminente Conferenza Organizzativa confermano la coerenza del percorso intrapreso e determinano le condizioni per il Congresso Provinciale, mettendo il complesso delle nostre forze nelle migliori condizioni per svolgere il Congresso Provinciale del PD”.

E’ stata definita una data per il Congresso?

“Io penso che non si andrà oltre giugno, subito dopo la tornata delle amministrative. Se salta questa data, inevitabilmente si finirà in autunno e francamente credo che, procrastinare oltre ogni ragionevole fase, il commissariamento  finisca per avere effetti controproducenti”.

Il dialogo interno al partito sembra essere ripartito con il piede giusto ed i Forum istituiti dall’On. Orlando hanno agevolato questo processo. 

“Il dialogo interno in un partito pluralista non è mai semplice ed agevole e può sempre avere accenti polemici e tensioni, ma aver determinato un quadro di responsabilità comuni nella condivisione delle scelte, lo disciplina e lo àncora alla realtà ed agli obiettivi che si prefigge. I Forum sono stati una innovazione, con modalità inclusive, per avere nuovi contributi, per potenziare ed affinare le risposte alle esigenze della città”.

In più di un’occasione il sindaco Luigi De Magistris ha detto chiaramente che vede possibile una più stretta collaborazione con il Partito Democratico.

“Il dialogo con Luigi De Magistris non deve mai eludere i temi di fondo che segnano il ritardo della città. La capacità e la forza del confronto non sta tanto nella quantità di richieste che vengono accolte dall’amministrazione in carica, ma nella consapevolezza dei cittadini che avvertono l’utilità di quanto affermiamo. In sostanza, semplificando, dobbiamo essere capaci di parlare alla città, dare ascolto ai suoi bisogni ed alle sue aspettative, alle sue speranze e farci conoscere come un interlocutore credibile ed affidabile che ha tratto dal recente voto, l’insegnamento necessario”.

Tra i tanti punti nell’agenda politica della città vi è certamente quello dello sviluppo ed il risvolto occupazionale. Quali le azioni da intraprendere.

“Le condizioni indispensabili per una ripresa dello sviluppo consistono essenzialmente nelle condizioni di contesto, cioè lotta alla criminalità, misure anticorruzione, sufficiente dotazione del servizio pubblico locale, un’amministrazione oculata della spesa pubblica, contestando sprechi e modelli gestionali insostenibili economicamente. Favorire il massimo della concertazione fra le istituzioni, che non sia l’attuale complicità dove lo stare insieme serve solo ad occultare le reciproche insufficienze. Inoltre occorre contrastare l’illusione che le dinamiche della crescita non abbiano un nesso stringente con ciò che avviene in Italia ed in Europa. Il futuro di Napoli non è un’isola a se stante ma deve necessariamente fare i conti con dinamiche nazionali ed europee”.

L”indice di fiducia nei partiti politici ha toccato poche settimane fa il minimo storico: non più del 4% , quali in questo caso le azioni per riconquistare la loro fiducia.

“I partiti hanno finora sottovalutato la necessità di un loro rinnovamento, pensando di sopravvivere al tumulto delle trasformazioni epocali e rischiano di essere dei contenitori vuoti e senza alcun potere se continua a venir meno la forza della loro rappresentanza. Bisogna anche dire che una riorganizzazione dei poteri, che sfugge ad ogni controllo e legittimazione, è sempre stata un’insidia per la democrazia ed anzi, l’alimentare una deriva populista è l’unico modo con cui le tentazioni oligarchiche dei poteri forti hanno, nel corso della storia, sempre praticato. E lo sbocco inevitabile di queste pulsioni è stato inevitabilmente sempre a destra, per cui ingaggiare una battaglia nei confronti di queste derive non deve essere riduttivamente interpretato come una volontà di ripristinare l’esclusività dei partiti e chiudere la porta alle molteplici forme di partecipazione democratiche, che ritengo vitali, ma come una necessità per difendere e rilanciare gli spazi democratici e la qualità della democrazia stessa“.

In conclusione, un commento sul lavoro fino ad oggi svolto dalla Giunta regionale. 

“Credo che la giunta Caldoro abbia sostanzialmente mostrato che la propaganda è un conto, il governo è altro. Perdura l’assenza di un disegno strategico e l’illusione che bastasse una manutenzione per determinare condizioni migliori, ha solo finito per far precipitare la crisi, facendo gravare sulle comunità campane un carico insopportabile”.

Lascia un commento

13 − 2 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.