Castel Volturno (CE): guerriglie tra disperati. Alfano manda rinforzi di Stato dove lo Stato non esiste

La situazione è fuori controllo, Alfano decide di inviare altri uomini e mezzi tra Carabinieri e Polizia di Stato

rivolta-Castel_Voltruno“Lo stato c’è ed è forte”. Queste sono le parole dette dal ministro dell’interno Angelino Alfano durante la riunione svolta ieri al Viminale per rispondere alle vere e proprie guerriglie urbane verificatesi tra i residenti di Castel Volturno e gli immigrati. Presenti all’incontro, il sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo e di Mondragone, Giovanni Schiappa.

Un primo episodio in questa escalation di violenze fu l’uccisione di sei immigrati africani il 18 settembre del 2008 da parte dei Casalesi guidati da Giuseppe Setola (già condannato all’ergastolo), con decine di stranieri che chiedevano giustizia per i compagni uccisi mettendo a ferro e fuoco la Statale Domiziana.

Seguì un periodo di tregua. A distanza di qualche anno la difficile convivenza a Castel Volturo è di nuovo esplosa in atti di violenza: un vigilante italiano ferisce due immigrati africani. Gli inquirenti fermano, per tentato omicidio, Pasquale Cipriano di 60 anni, e il figlio Cesare di 21 anni, vigilanti privati. Da quel giorno si è risvegliata la rivolta scatenata dagli stranieri contro i residenti a Pescopagano, piccola località di Castel Volturno, dove le due comunità – quella “bianca” e quella “nera” –  hanno ripreso a farsi la guerra.

La città è di fatto divisa da due blocchi per l’intera giornata, uno creato dai residenti allo svincolo della Statale Domiziana, l’altro al centro della frazione, formato da immondizia, blocchi di cemento e panchine, presidiato dagli immigrati. Da un lato i “bianchi” che si lamentano di non essere più padroni del proprio territorio, accusando gli immigrati di commettere solo reati e di non poter uscire per paura; dall’altro i “neri” che si lamentano di essere trattati come bestie, costretti a lavorare senza contratti e diritti rischiando la vita come accaduto ai due ragazzi feriti. Ma il razzismo non conta molto, come afferma la la 24enne Sabrina Ferraro, nera, adottata da una famiglia di Pescopagano: “gli stranieri se non lavorano se ne devono andare”; a qualche centinaia di metri di distanza, John, Ghanese di 27 anni, da 7 lavoratore nelle campagne circostanti senza contratto e senza documenti, quasi con gli occhi lucidi si lascia andare: “Come facciamo a vivere cosi’, qualcuno se lo è mai chiesto? Siamo o non siamo essere umani?”.

“L’Italia è un Paese accogliente ma certo non può accogliere tutti, contatterò anche i sindaci per ragionare insieme sul da farsi” ha detto il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, mentre il sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo, ha affermato che “qui non c’è alcuna percezione dello Stato semplicemente perché lo Stato non c’è. Le forze dell’ordine non hanno alcun potere di controllo, come si e’ visto ieri sera, perché sono in numero troppo esiguo”.

Per il momento otto equipaggi dei reparti di prevenzione e crimine e 40 unità di rinforzo tra Carabinieri e Polizia di Stato sono stati inviati a Castel Volturno, luogo di scontri che vanno avanti da anni senza ancora essere giunti ad una conclusione tra i casertani e gli immigrati della zona.

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