Agghiacciante confessione dell’assassina di Felice Paduano

Arrestata una donna per l’omicidio dell’uomo trovato carbonizzato nel nolano nel marzo scorso: registrata dagli investigatori in una intercettazione telefonica

Carabinieri e tecnici della scientifica a Casamarciano (Napoli) sul lugo del ritrovamento del corpo di Felice Paduano, 74 anni, morto carbonizzato in un auto parcheggiata in una zona isolata tra Napoli ed Avellino, 24 marzo 2014. ANSA / CIRO FUSCONapoli, 18 giugno – Ha finalmente un nome l’assassino dell’anziano signore ritrovato, lo scorso 23 marzo, morto carbonizzato all’interno della sua auto a Casamarciano in provincia di Napoli. Adelina Vecchione, di 40 anni, è stata arrestata dai carabinieri di Nola, per aver ucciso Felice Paduano, fabbro in pensione di 74 anni la cui morte è stata avvolta nel mistero in questi ultimi quattro mesi. Si risolve così un giallo ridando dignità alla famiglia dell’anziano uomo, morto in modo atroce per mano di una ammaliatrice. La scomparsa di Felice Paduano era stata subito denunciata dai familiari ed era stato il figlio a trovare l’auto carbonizzata in via Trivio a Casamarciano, constatando la morte orribile subita dall’anziano padre.

Secondo le indagini degli investigatori che hanno risolto il caso, la donna lo avrebbe adescato facendogli credere di voler avere con lui un rapporto sessuale. La scaltrezza della donna non si è limitata invece solo nel rapinarlo dopo averlo drogato, sottraendogli i 600 euro che aveva nel portafoglio, le carte di credito, la catenina d’oro e il telefono cellulare, ma nella freddezza del giorno seguente, quando l’uomo di certo era ancora in vita, ha deciso di ucciderlo cospargendolo di benzina per poi dargli fuoco, fiamme che lo hanno divorato all’interno della sua auto, una Honda Civic. La donna è accusata di ripetute truffe ai danni di uomini anziani, precisamente è accusata di altre otto rapine nei confronti di anziani illusi e incantati dalla sua avvenenza.

Adelina Vecchione è stata smascherata dagli investigatori che la tenevano sotto controllo grazie ad una intercettazione telefonica del 17 giugno in cui la stessa raccontava l’accaduto all’amica Domenica Sepe, sua complice in altri colpi ad anziani, insieme ad altre donne di una banda senza scrupoli, ed indagata ora nell’omicidio di Paduano per favoreggiamento. Il Gip ha definito la Sepe “una donna che ha un famelico bisogno di denaro con la quale Vecchione condivide le sue scelleratezze, dotata di una non comune dose di sadismo”.

Nella telefonata la Vecchione ha raccontato di aver abbandonato l’anziano in auto ancora addormentato dalla droga che gli aveva dato per stordirlo, ma di avergli dato probabilmente una dose eccessiva di barbiturico ipnotico e per questo motivo, vedendo le condizioni in cui aveva trovato l’uomo la mattina seguente, aveva deciso di dare fuoco alla macchina, vantandosi e deridendo i carabinieri e anche di essere stata scaltra a nascondere le tracce, aiutata anche dalla pioggia che aveva lavato via la sua presenza sul posto.

Questo è quanto dice la donna all’amica nella telefonata registrata dagli investigatori: “Allora, i vetri erano appannati. Respirava, però stava morendo in un mare d’acqua, si sentiva una puzza di pipì”. Sepe chiede: “Come in un mare d’acqua?”. Vecchione risponde: “Perché aveva sudato. Tutto spugnato, e poi ci stava una puzza di pipì là dentro. Quindi, anche se non avrei fatto quella cosa, comunque sarebbe uscito scemo. Quelle sono le cose di quella medicina”.

FOTO: tratta da ANSA

Lascia un commento

12 − 11 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.