La “Mostra impossibile” di Leonardo, Raffaello e Caravaggio conquista il pubblico

20 storici dell’arte illustrano 117 capolavori: dal 22 luglio al 10 ottobre le immagini dei capolavori di Leonardo, Raffaello e Caravaggio riprodotte in altissima definizione

leonardo-da-vinciLa straordinaria accoglienza riservata alla “Mostra impossibile” di Leonardo, Raffaello e Caravaggio – oltre ottantamila visitatori in poco più di sei mesi – dimostra le potenzialità insite nelle nuove tecnologie digitali se poste al servizio dell’arte e della sua conoscenza, usando criteri rigorosi e filologicamente impeccabili.

Incoraggiati da questo straordinario risultato è stata approntata una rivisitazione della mostra rivolta alle decine di migliaia di persone che l’hanno visitata e, più in generale, a quanti desiderano approfondire la conoscenza della storia dell’arte.

Dal 22 luglio al 10 ottobre, nel grande refettorio del Convento di San Domenico Maggiore si potranno ammirare su uno schermo di considerevoli dimensioni (10m x 5m) le immagini di 117 capolavori di Leonardo, Raffaello e Caravaggio riprodotte in altissima definizione e nei minimi dettagli. L’illustrazione delle opere è affidata a venti giovani laureati e dottori di ricerca in Storia dell’arte di diverse città italiane che si alterneranno in un ciclo di incontri serali dedicati ai tre artisti.

La ricostruzione delle rispettive biografie è affidata alla proiezione di film, fiction e documentari realizzati dalla Rai in oltre mezzo secolo: dal primo Caravaggio interpretato da Gian Maria Volontè agli spettacoli teatrali realizzati da Dario Fo espressamente per il progetto delle Mostre impossibili.

L’esposizione comprende anche una sezione dedicata a Leonardo di cui si presenta l’intera opera pittorica (17 dipinti) riprodotta in dimensioni reali e ad altissima definizione. In particolare, i visitatori potranno ammirare “L’ultima cena” in una versione multimediale e interattiva che consente di addentrarsi  nei dettagli dell’opera fino a osservarne le screpolature dell’intonaco.

Completano l’esposizione leonardesca cinque macchine costruite attenendosi scrupolosamente ai suoi disegni: un ulteriore esempio del valore che assume la riproduzione nella divulgazione delle conoscenze artistiche e scientifiche.

Un’ulteriore novità di questa Mostra impossibile è la compresenza di riproduzioni e opere autentiche come il prezioso Cristo benedicente –tratto da un perduto prototipo di Leonardo e dipinto su tavola secondo l’iconografia del Salvator Mundi – e il bellissimo abito in damasco che rivestiva il corpo di Isabella d’Aragona, ora sepolta nella Sacrestia della Chiesa di San Domenico Maggiore.

Questo esperimento d’ibridazione si prolunga fino al Museo di Capodimonte dove è stato tracciato un percorso espositivo che propone  quindici dipinti ispirati a Leonardo.

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