Camorra. Blitz all’alba: 26 arresti, sigilli a 213 appartamenti e sequestro beni per 16 milioni tra Napoli e Caserta

Duro colpo al clan Moccia nel Napoletano e Belforte nel Casertano.

centro_vanvitelliNapoli, 21 luglio – Blitz di Polizia e Carabinieri all’alba di oggi nel Napoletano e nel Casertano. Fermati 17 esponenti del clan Moccia e 9 del clan Belforte di Marcianise. Ma andiamo con ordine. Nel Napoletano i fermati sono indiziati di associazione mafiosa, porto abusivo di armi da fuoco ed estorsione aggravati dalle finalità mafiose. Le indagini della Dda di Napoli hanno portato all’arresto di un gruppo malavitoso che si stava estendendo dal rione Salicelle di Afragola, a Casoria, Caivano, Crispano e Cardito.

Le operazioni di stamane sono state condotte dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna e gli agenti della Squadra mobile di Napoli. Tra le 17 persone fermate elementi di spicco della criminalità napoletana come i fratelli Mariano, Aniello e Carlo Barbato e la loro madre, Patrizia Bizzarro. 

Con l’omicidio di Mattia Iavarone dello scorso 25 aprile, a Caivano, Mariano Barbato, 25 anni, era divenuto il capo del nuovo gruppo camorristico emergente ed operante tra Afragola, Casoria, Caivano, Crispano e Cardito e riconducibile al clan Moccia. Insieme ai fratelli ed alla madre aveva organizzato il controllo del territorio imponendo ai commercianti un proprio istituto di vigilanza. In caso di rifiuto, scattavano le ritorsioni con attentati esplosivi con bombe carta fatte esplodere davanti ai negozi. Riconducibili a Barbato gli attentati all’impresa funebre Salomone, alla macelleria Di Palo e ad una società di costruzioni. Arrestati i fratelli Ciro e Giuseppe Gallo. Ciro, gestore di una ditta di pompe funebri, contattava i commercianti e Giuseppe applicava le ritorsioni qualora il fratello non fosse riuscito ad imporre la ditta di vigilanza e di onoranze funebri. Un meccanismo ben oleato che faceva riferimento alla famiglia Barbato.

Le indagini della Dda attualmente in corso potrebbero portare a verificare il collegamento della guerra di scissione clan Barbato alle tante vicende di morti carbonizzati avvenute tra febbraio e marzo.

Il blitz nel Casertano ha portato all’arresto di nove persone affiliate al clan Belforte di Marcianise, che in qualità di prestanome avevano la disponibilità dei 213 appartamenti, garage e locali commerciali nel Centro Residenziale Vantivelli, in località Macello, a Marcianise (Caserta), posti sotto sequestro dai militari. I sigilli hanno interessato anche 11 immobili, 19 rapporti bancari, 2 società, 8 quote societarie degli arrestati, per un valore complessivo di 16 milioni di euro, frutto di riciclaggio dei soldi del clan dei “Mazzacane”. I reati contestati dagli inquirenti sono intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di capitali di illecita provenienza e abuso edilizio. 

Tra i destinatari delle misure cautelari emesse dal Gip di Napoli su richiesta del Pm Landolfi, della Procura Antimafia di napoli, compare il nome di Angelo Grillo, imprenditore ritenuto vicino al clan. Grillo è attualmente detenuto (in regime di 41 bis) per concorso esterno in associazione camorristica ed è coinvolto anche in altre inchieste come quella sugli appalti concessi dall’Asl di Caserta alle sue ditte. Disposto l’arresto in carcere anche per Luca Di Fuccia, 51 anni, amministratore unico della società CDV; Pasquale Lombardo, 53 anni, amministratore dell’Alba Costruzioni srl e per Ulisse Severino, 48 anni. Disposti, invece, gli arresti domiciliari per altre 5 persone: Eugenio Di Nuzzo, 70 anni; Delia Di Paola, 43 anni; Luigi Franzese, 44 anni; Concetta Marotta, 45 anni e Francesco Picone, 28 anni.

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