Capodimonte, i ponti di San Rocco ed il “mal di vivere”. Urgente un intervento per la messa in sicurezza dei luoghi.

I ponti di San Rocco a Capodimonte sono i più pericolosi di Napoli. Uno in Via Vecchia: basso, sporco, ma fortunatamente poco frequentato da pedoni. L’altro in Via Nuova: altrettanto sporco, ma molto più alto, degradato, reso pericoloso anche da una burocrazia comunale troppo spesso sorda alle richieste dei cittadini. Sono anni infatti che la comunità del luogo attende interventi per la messa in sicurezza dei muretti. In alcuni punti la loro altezza è misurabile in poco meno di 92 centimetri.

La storia dovrebbe insegnare qualcosa. In precedenza un altro ponte di Napoli, quello della Sanità, fu protagonista di lotte per la sua messa in sicurezza. Ma solo dopo diversi incidenti, anche mortali, la cittadinanza riuscì a ottenere il montaggio di alte inferriate protettive.

La storia si ripete. Il Ponte di San Rocco, troppo appetibile per chi ha il male di vivere, è pericoloso in ogni suo punto dall’inizio alla fine: su un lato un altarino pieno di fiori e dolci messaggi ricorda la vita di un giovane. Sull’altro sono ancora presenti i segni del volo di una vettura. Incidenti, suicidi, chi cade giù è semplicemente vittima del ponte o della burocrazia?

I regolamenti indicano un’altezza minima da rispettare per la sicurezza dei muretti, probabilmente il sopralluogo tecnico di un responsabile comunale avrebbe dei dubbi a confermarla. Intanto è cambiato il Sindaco, e tante sono le domande rimaste senza risposta: 90 centimetri tra l’asfalto e lo strapiombo è una misura regolare? Perché non è stata ancora montata una barriera protettiva come quella del Ponte della Sanità? Si tratta di una gestione generale, superficiale del territorio, o ci sono precise responsabilità? E’ sempre necessaria la morte di qualcuno per intervenire?

Si può e si deve fare di più a prescindere dai minimi sanciti nei regolamenti. La competenza é del Comune di Napoli in quanto Via Nuova San Rocco è “strada principale di collegamento”. E tante le associazioni che si stanno muovendo in tal senso, una è “L’Associazione Vallone San Rocco” che cerca di ottenere da anni non solo la messa in sicurezza del territorio, ma anche la trasformazione in parco pubblico del vallone sottostante il ponte.

Francesco era un giovane del posto, appena diciottenne. Aveva tanti amici. Il giorno prima di San Valentino lottò disperatamente tra la vita e la morte, invano. Forse tradito da un muretto troppo basso: una rete metallica al di sotto del ponte e un’inferriata alta l’avrebbero salvato? Faceva il barista. Da piccolo frequentavala Parrocchia di San Rocco a Capodimonte, situata a pochi metri dallo strapiombo.

Don Michele, l’attuale parroco ricorda “straziante, impossibile dimenticare. Una famiglia distrutta dal dolore.” E poi denuncia “ma non è l’unico caso, più volte mi hanno chiamato per intervenire per salvare persone, spesso tossicodipendenti che sfidavano la morte passeggiando sul muretto. Bisogna fare qualcosa, si deve arrivare più in alto possibile perché fino a ora quanto fatto non è servito a niente!”.

Mentre scattiamo qualche foto la signora Laura interviene avvisando “quel muretto fa paura! Quando c’è vento è meglio non passare. C’è il pericolo di finire giù!”.

Valeria Vespa, Consigliere PD della III Municipalità di Napoli, risponde a qualche domanda.

Perché non è stato ancora messo in sicurezza il ponte?

E’ una questione di programmazione economica, mancano i fondi.

Quando sarà possibile farlo?

I tempi sono incerti. Diciamo che più se ne parla meglio è. Occorre sollecitare l’attenzione pubblica, e una petizione potrebbe smuovere qualcosa.

Quante firme servono?

Credo tra le 500 e le 1000 firme.

Che tipo di intervento potrebbe essere previsto?

Si pensa a protezioni metalliche da istallare sui muretti, così some avvenuto in precedenza con il Ponte della Sanità.

Il regolamento Comunale cosa stabilisce. Sono regolari90 cmdi altezza per un muretto confinante col vuoto?

A prescindere dall’altezza stabilita in regolamento, bisogna intervenire. Più volte è stato segnalato dai cittadini questo pericolo. E poi c’è stato quel drammatico incidente. In ogni caso, secondo la Polizia Municipale sembra che l’altezza di quei muretti sia regolare. Noi invieremo una richiesta ufficiale per sollecitare il sopralluogo dei tecnici del Comune al fine di ottenere almeno la programmazione di questa spesa. Ma in merito è necessario attendere una risposta dall’Ufficio Tecnico. Potrebbero volerci mesi.

Mesi? Prenda un impegno.

Andrò di persona in Comune nei prossimi giorni per stimolare una risposta scritta.

Qualcosa si muove. Anche i giovani del posto, le associazioni, supportate da Don Michele hanno deciso di fare la loro parte: nei prossimi giorni dovrebbe partire una raccolta di firme. Una petizione per la messa in sicurezza del ponte e per sconfiggere la “killerburocrazia”.                


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