E’ tutta un’illusione o apparenza. Mi piace che sia illusione. Si è un’illusione, la mia vita è questo.

La nostra casa mi piace. È confortevole, in camera da letto c’è il parquet e un armadio enorme per abbracciare tutti i miei vestiti. È ampia, tanto che c’è posto per la tv e una cesta piena di borsette e ci starebbe ancora qualcos’altro. La camera è esposta ad est, quindi la mattina mi sveglio con i raggi del sole che entrano dalle fessure delle tapparelle. Affaccia su un cortile interno, quindi non ci sono macchine, rumori che disturbano  il sonno e incupiscono il risveglio. La zona giorno è luminosissima, c’è tanta luce e questo mi piace, perché tutto è più bello se c’è la luce. Il balcone affaccia sul giardino interno, al sesto piano si respira, passa aria. La cucina è blu, anche il tappeto è blu. Mi fa stare tranquilla poter scendere con Dora senza uscire in strada, ma stando comodamente nel nostro giardino, mentre le lancio la pallina e lei può stare senza guinzaglio e correre felice. È bello rientrare e scambiare due chiacchiere con il portinaio. Avere un citofono con solo nomi italiani. Fare una passeggiata ed essere in Corso XXII Marzo.

Peccato la casa non sia nostra. Che il giardino non sia nostro. Che un giorno ce ne dovremo andare e tutto sparirà in una bolla di sapone. Il bello, il tranquillo, le abitudini. E forse, una casa così, non si troverà più.

Mi piace anche il mio nuovo lavoro. Anche lì tanta luce, la mia scrivania chiara, con tutte le mie cose. Il mio caffè alla mattina dopo mezzora che sono arrivata, che porto alla scrivania perché mi piace berlo con calma mentre controllo la mail. L’alberello dove la mattina attacco la bici e la via dove è l’ufficio, che è tutta nuova, che non sembra nemmeno di essere a Milano. La mia mensolina dove ho messo alcuni porta fortuna, che alla fine, ce n’è tanto bisogno. La porte girevole stile New York all’ingresso, la ragazza alla reception che ti fa sempre un sorriso e i ragazzi che danno i volantini.

Peccato sia solo per quattro mesi.

Tutto una parvenza di.

Ho paura di svegliarmi una mattina e non avere più niente.

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