The Forum Theatre Project: Napoli teatro di un workshop internazionale

A Napoli fino al 31 luglio il The Forum Theatre Project accoglie volontari internazionali per un laboratorio teatrale e un forum su discriminazione e diversità

Forum Theatre ProjectNapoli, 25 luglio – Meno di un mese fa era il Gay Pride a riempire Napoli di colori e speranze, di un orgoglio che va al di là della sessualità e coincide con l’essere umani. Oggi, la nostra città si popola ancora della sua voglia di vivere per una iniziativa che mira a riscoprire attraverso il teatro un linguaggio che accomuni tutti: dal 20 al 31 luglio la città ospita infatti “The Forum Theatre Project”, workcamp culturale ed internazionale di volontariato patrocinato dal Comune di Napoli.

“Vedi Napoli” è il nome dell’associazione culturale che ha organizzato questo progetto in collaborazione con Arcigay Napoli – Circolo Antinoo, e si tratta di un’associazione che crede nella possibilità di trovare, al di là di diversità etniche e sessuali, un accordo culturale tra le menti. “Vedi Napoli” promuove spesso progetti internazionali di volontariato, scambi ed iniziative culturali per la valorizzazione della città e questa volta ha scelto il teatro come investimento sociale.

Vero fulcro del progetto è proprio il laboratorio teatrale, momento che vede la collaborazione tra volontari di diverse nazionalità e che permette il confronto sui temi della discriminazione e delle diversità. A guidare le attività teatrali sono due esperti del settore: Ciccio Tedesco, operatore-formatore di Teatro dell’Oppresso, metodo che vede dinamiche relazionali-sociali influire sulla scena attraverso il suo pubblico, e Daniela Conte della compagnia “La melodia de mi cuerpo”, che ha unito le esperienze lavorative in Spagna con quelle in Italia dando vita a progetti che vedono la danza e il teatro come mezzi di comunicazione e liberazione.

La tecnica utilizzata per il teatro è quindi quella della partecipa-azione: il laboratorio diventa infatti un teatro-forum, momento aperto di riflessione collettiva, veicolo di messaggi sociali che devono e possono essere recepiti da ognuno, ma soprattutto dal gruppo,  per fare un percorso di crescita collettivo. L’importanza sociologica delle attività sta nella conversione di ansie e stress in una manifestazione aperta della propria interiorità.

Le scene propongono situazioni difficoltose e in cerca di soluzione, che vanno a catturare l’attenzione del pubblico formato da meta-spettatori: non è più (solo) l’attore a rivolgersi alla sua platea, ma il suo stesso pubblico ad intervenire in maniera diretta e decisiva nello svolgimento dell’azione. Il forum è condotto da un collaboratore col ruolo di “jolly” che raccoglie opinioni e soluzioni, riproponendo problemi e dubbi: il fine è guidare lo spettatore verso la consapevolezza del proprio ruolo di artefici del proprio destino, al di là di basi fataliste e superstizione.

Il tema scelto per il workcamp è la diversità, fondamentale punto su cui è necessario lavorare e cooperare per creare una rete di solidarietà che unisca uomini e popoli al di là di pregiudizi infondati e insignificanti razzismi.

Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, spiega di seguito il significato di questo progetto e come Napoli sappia diventare madre di ognuno.

 Cos’è precisamente un workcamp di volontariato?

Un workcamp è un progetto a breve termine che dura dalle 2 alle 3 settimane con volontari locali e internazionali che lavorano insieme, in maniera sinergica, su un progetto finalizzato a dare risposte ad urgenze della popolazione locale e che può avere diversi ambiti d’interesse, dal teatro alla musica, dalle arti alla comunicazione.”

Il tema scelto per il workcamp è la diversità, argomento molto vasto e caro all’Arcigay. Come verrà trattato?

“Per quanto riguarda il tema, la diversità verrà affrontata a livello teatrale, poiché in virtù della tecnica selezionata, che è quella del teatro-forum, si cercherà di far emergere le “diversità” dei partecipanti. Ovviamente, si darà particolare attenzione alle diversità legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.”

Tra le forme d’arte possibili, avete prediletto per questa manifestazione il teatro. In che modo questa scelta si lega al tema e qual è l’obiettivo del laboratorio teatrale?

“La scelta del teatro è una scelta ben ponderata perché sia l’associazione Vedi Napoli, sia Arcigay Napoli credono fermamente che il teatro sia veicolo di messaggi sociali. La preferenza per la particolare tecnica del teatro-forum è fondamentale poiché pone al centro del lavoro del gruppo un problema e, attraverso la drammatizzazione, si determina un percorso che conduce alla soluzione del problema stesso. Quindi il teatro e la vita si fondono inscindibilmente in un’elaborazione che è al tempo stesso esistenziale ed artistica. Un progetto del genere è assolutamente congeniale a chi da anni lavora proprio sulle dinamiche relazionali legate all’integrazione ed al superamento di qualsiasi esclusione e stigma sociale.”

Napoli è lo sfondo di questo evento. Crede che la città sappia rispondere a questi stimoli culturali e sociali?

Napoli è il teatro. Esci nelle vie di Napoli e ti sembra di calpestare le assi di un palcoscenico. Quale arte, più del teatro, può rappresentare, in maniera completa e esaustiva, l’anima arcobaleno e multiforme della nostra città? E poi sia l’associazione Vedi Napoli sia Arcigay Napoli credono nella riqualificazione e nella rivitalizzazione umana e culturale di questa città. Noi abbiamo scommesso sulle grandi potenzialità di Napoli e, al momento, i risultati sembra ci diano tutti verificabilmente ragione.”

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