Croci e palloncini neri in segno di lutto: le maestre precarie non hanno più futuro

Manifestazione davanti Palazzo San Giacomo. Dopo anni di precariato saranno sostituite con l’assunzione di nuove insegnanti

Un momento della protesta di di un gruppo di maestre elementari e di educatrici precarie che contestano la delibera della giunta per un concorso esterno che prevede 370 assunzioni che in realta sembrano gia' essere coperti da circa un decennio dalle precarie storiche,  Napoli, 29 luglio 2014. ANSA/ CIRO FUSCONapoli, 29 luglio – Sono le maestre precarie a dare vita ad una protesta originale e simbolica che mette in risalto il sentimento di disagio estremo che avvertono pensando al proprio futuro. Un futuro che nulla ha a che fare con la realizzazione delle proprie aspettative. La delusione è il sentimento prevalente così come il ricordo delle promesse ricevute e mai mantenute.

Le maestre, aderenti a Cgil, Cisl Uil, hanno protestato oggi davanti Palazzo San Giacomo esponendo palloncini neri e croci “in segno di lutto”. Ad essere morto è appunto il loro futuro. Il dissenso delle precarie nasce dalla decisione dell’amministrazione comunale, che in giunta ha deliberato l’approvazione di un concorso esterno per l’assunzione di 370 nuove maestre, di queste, solo 185 posti saranno impiegati per stabilizzare le precarie storiche.

Il problema nasce dal presupposto che in realtà quei posti non sono vacanti, ma che fin’ora sono stati coperti da insegnanti non di ruolo, le precarie per l’appunto. – “I 370 posti messi a disposizione dall’amministrazione comunale sono già coperti dalle precarie storiche, non sono posti ex novo, ma sottratti a donne, mamme e maestre alle quali era stato assicurato un futuro certo” – hanno commentato le insegnanti che oggi manifestavano.

La giunta comunale, nell’approvazione del nuovo concorso, non ha tenuto conto della realtà, escludendo dall’assunzione chi di fatto ha prestato il proprio lavoro per anni in attesa di essere integrato a tempo indeterminato come è giusto che sia.

FOTO: tratta da ANSA.it

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