Siap: casi di tubercolosi tra i poliziotti che hanno svolto servizio di accoglienza ai migranti in Sicilia

La richiesta: “vengano immediatamente attivati, ad horas, tutti i protocolli sanitari nei punti di accoglienza e nei punti di sbarco improvvisati dai migranti”

profughiTre poliziotti dei IV Reparto Mobile di Napoli dopo avere svolto servizio in Sicilia per i Migranti, hanno effettuato il test di Mantoux (lo screening utile per testare la presenza del micobatterio della tubercolosi) e sono  risultati positivi al test.

Dopo il caso del poliziotto romano, uno a Terni, cinque a Catania, dieci a Roma, ora è la volta di Napoli con il caso dei tre poliziotti. Sarebbero questi i primi casi accertati a Napoli e in Campania ma la preoccupazione è – sottolinea il S.I.A.P., il sindacato italiano di polizia – che qualora si estendessero i test a tutti coloro che hanno preso parte al servizio di assistenza ai migranti in Sicilia, potrebbero risultare positivi tanti altri colleghi. Il virus, infatti, si contrae entrando in contatto con soggetti che hanno la tubercolosi.

Questa preoccupazione verrebbe di fatto confermata dall’ultima disposizione del Ministro dell’Interno che, sembra, voler correre ai ripari procedendo ad uno screening di tutti gli agenti in servizio in Sicilia.

Il sindacato di Polizia tiene a precisare come abbia sempre chiesto che venisse impiegata la Croce Rossa Italiana nell’assistenza ai migranti, per la sua capacità di accogliere, monitorare, individuare soggetti ammalati e farli curare secondo un rigidissimo protocollo. Richiesta rigettata per mancanza di fondi, a quanto pare. La preoccupazione è evidente: a rischio non vi sarebbero solo i  poliziotti ma anche tutta la cittadinanza esposta al contagio.

Ed ecco la richiesta del S.I.A.P. per tramite del segretario generale, Gregorio Bonsignore: “vengano immediatamente attivati, ad horas, tutti i protocolli sanitari nei punti di accoglienza e nei punti di sbarco improvvisati dai migranti, così che si possa salvare la popolazione dai altri contagi od evitare il contrarre di altre malattie. Sappiamo delle statistiche che interessano le zone interessate agli sbarchi e sappiamo che questi dati saranno in continuo aumento in danno della popolazione. Se il Governo vuole accogliere questi migranti lo faccia seriamente e veramente secondo i canoni previsti ed utilizzi tutti gli strumenti sanitari di prevenzione, monitoraggio e cura a difesa degli italiani che li accolgono a cominciare dai luoghi di partenza così quando questi migranti sbarcano potranno essere già indirizzati secondo le esigenze e gli status”.

“”Questo non lo può fare una associazione qualsiasi – continua Bonsignore – od un nucleo di protezione civile, serve un organismo internazionale da sempre attrezzato, preparato, preposto e deputato ad affrontare queste condizioni critiche. Servono corridoi umanitari, servono azioni e cure vere, questo di oggi è inutile e dannoso dato che non si fa prevenzione e non si adottano quelle azioni e le cure che servono non appena sbarcano i migranti ammalati”.

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