Ebola: è “emergenza internazionale”. L’Oms alza il livello di allerta e si intensificano i controlli alle frontiere

Lorenzin: “in Italia non abbiamo nessun rischio”. Primo caso di cittadino europeo infettato dal virus e trasportato a Madrid.

missionario ebola foto epaEbola è – “un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale”. Il virus letale che sta insanguinando l’Africa – sono quasi mille i morti, 961 decessi su 1.779 casi dichiarati – ha raggiunto un punto tale di diffusione che l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha ritenuto necessario alzare lo stato di allerta.

La decisione presa dal comitato di emergenza istituito dall’Oms, è stata annunciata in conferenza stampa a Ginevra dal segretario generale dell’Oms Margaret Chan. L’epidemia di Ebola è “la peggiore che si sia avuta in almeno 40 anni” ha dichiarato Chan, chiedendo –“uno sforzo coordinato a livello internazionale” – una condizione indispensabile – “per fermare la diffusione del virus”. Si intensificano quindi i controlli in entrata e in uscita dagli aeroporti, porti marittimi e valichi di frontiera di tutti i paesi colpiti dalla febbre emorragica.

L’OMS, l’organizzazione dell’ONU per la sicurezza sanitaria internazionale, ha disposto che vengano attuate misure eccezionali per contrastare la diffusione del virus. I Paesi colpiti, quindi Liberia, Sierra Leone, Nigeria e Guinea, dovranno effettuare esami a tutte le persone in partenza che manifestano sintomi febbrili. Nonostante l’allerta dell’OMS, il segretario generale Chan ha tranquillizzato sulla probabile diffusione del virus anche in Europa precisando che il rischio contagio è – “estremamente basso”.

Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone, questi i paesi africani più colpiti. Intanto c’è il primo malato di Ebola rimpatriato in Europa. Si tratta del missionario spagnolo Miguel Pajares Martin, di 75 anni. Giovedì 7 agosto è stato trasportato a Madrid, con un aereo militare, e ricoverato all’ospedale madrileno Carlo III. nel reparto malattie infettive. Il missionario ha contratto il virus Ebola in Liberia.

“Ritengo veramente di tranquillizzare la popolazione italiana” ha dichiarato il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin in merito alla preoccupazione generale sull’ipotesi che l’Ebola possa giungere sulle nostre coste attraverso i numerosi sbarchi di immigrati clandestini. L’allarme, a dire del ministro, è stato volutamente alimentato da false informazioni fatte girare in internet. Su denuncia dello stesso ministro, la polizia postale ha potuto identificare e denunciare l’autore della bufala sulla presenza di casi di Ebola a Lampedusa. La notizia era rimbalzata a dismisura e la polizia postale ha dovuto provvedere alla cancellazione del post da oltre 27mila profili facebook.

Il ministro Lorenzin, conferma la linea della prudenza tenuta fin’ora dal ministero sostenendo che in Italia “non abbiamo nessun rischio di contagio da virus Ebola”. Ed ha sottolineato che la diffusione in Africa del virus letale dell’Ebola è essenzialmente causato da un’assenza totale delle più elementari norme igienico sanitarie, condizione che non appartiene in modo più assoluto ai Paesi più sviluppati.

Non la pensa così il Governo inglese. “E’ una minaccia per il Regno Unito”, ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond. Ma il Regno Unito ha stretti legami con l’Africa occidentale e sopratutto con la Nigeria, tanto che il ministero della Salute britannico ha già diramato un’allerta nazionale per tutti i medici del paese. Sarà avviato un monitoraggio di tutti i cittadini del Regno Unito residenti in Africa.

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