Baia degli Infreschi: da paradiso naturalistico ad inferno di diportisti non curanti dei divieti

Diportisti all’assalto del paradiso della costa cilentana: 500 persone e imbarcazioni nell’area marina protetta

cala infreschiNapoli, 11 agosto – È di ieri la notizia della invasione della più bella spiaggia d’Italia, Cala degli Infreschi, sulla meravigliosa costiera Cilentana (della quale abbiamo già parlato dalle pagine del nostro quotidiano: In barca a vela lungo le coste del Cilento…” e “Cala Infreschi, il paradiso è qui“), da parte di centinaia di  barche e gommoni dei villeggianti.

Una recente ordinanza emanata il 18 luglio scorso dal Parco nazionale del Cilento, disponeva tra l’altro che questa meraviglia della natura, che abbiamo il privilegio di avere in Campania, possa essere visitata da non più di 67 persone per volta.

In poche ore, invece, la Guardia Costiera intervenuta, ha stimato in oltre 500 persone i diportisti presenti con loro imbarcazioni e coloro che erano stati scaricati in loco dai barconi che effettuano la gita turistica lungo la costa.

Immaginate cosa deve essere diventato questo luogo idilliaco ed unico per la natura che lo contraddistingue, quando due motovedette ed un gommone veloce della Guardia Costiera si sono dovuti opporre a questa selva di entro e fuori bordo, per regolamentare il traffico e contare le presenze.

Abbiamo tentato di immaginare una scena farsesca, in un dialogo immaginario: “Signora è inutile che nasconde la nonna e i bambini sotto coperta, le confermo che si è superato il numero limite massimo e che per accedere alla baia dovete attendere il terzo turno, si rimetta in fila e dia le sue generalità al collega che prende le prenotazioni” .

Insomma la conferma di vivere in “un paradiso abitato da diavoli”  che non sono capaci di integrarsi nella meraviglia della natura e sembra che godano nel violarla, violentandola in un sabba di scarichi e puzzo di benzina, mega gommoni di 10 metri elefantiaci nella manovra, yacht di lusso e lance di tre metri con tendalino parasole e radio ad altissimo volume, l’ultima dei Modà, olio solare, birra, in ghiacciaia, urla di eccitazione e scarico di rifiuti a mare di ogni genere.

L’annuale report “Goletta Verde” di Legambiente, nel monitorare 1700 chilometri di costa italiana, ha indicato nel litorale di Castellammare di Stabia quello con la più elevata percentuale di rifiuti galleggianti, ben 150 rifiuti ogni chilometro quadrato. Un primato del quale non andare certo fieri.

Ed ancora si discute e si sollecita a gran voce l’attivazione del depuratore alla foce del Sarno, costato milioni di euro e che da decenni scarica nel golfo di Napoli sostanze inquinanti e materiale non biodegradabile di ogni specie e natura.

Come non pensare poi alla scena fantozziana delle migliaia di imbarcazioni piccole e grandi che di questi tempi solcano il tratto di mare tra Napoli-Pozzuoli ed Ischia trasformandolo in una statale del mare ad alta velocità, senza guardrail e senza segnali stradali, in un continuo rincorrersi e superarsi, gareggiare, scontrarsi (è di venerdì 8 agosto “Procida: scontro tra imbarcazioni, tragedia sfiorata“), spesso pilotando yacht e motoscafi con motori ben oltre i 40 cavalli senza possedere cognizioni sulle norme di navigazione né patente nautica. E tutto per arrivare in una baia o lungo una costa, prima degli altri.

Il paradosso delle praterie di posidonia delle zone di riserva integrale trasformate ogni estate in una Salerno Reggio Calabria da bollino nero del mare. Nella effimera illusione di poter vivere una vacanza esclusiva ma che certo di intelligente non ha proprio nulla.

Viene spontaneo allora chiedersi dove sia finito così il fascino di andare per mare? Dove e quando abbiamo perduto la bellezza e la poesia del rumore e degli spruzzi bianchi dell’onda che si frange sulla chiglia? Della brezza che ci avvolge e dell’odore di salsedine che ci inebria? Delle nuotate rigeneranti che ci liberano la mente dagli affanni e dalle preoccupazioni quotidiane dell’inverno trascorso e ci diano la carica per quello da affrontare?

Il mare e le nostre meravigliose coste ridotte a bene di consumo di massa e di sfruttamento, senza intelligenza, senza la consapevolezza della delicatezza dell’ecosistema che, nonostante non sia di nostra esclusiva proprietà, distruggiamo quotidianamente con atti incivili.

Nella speranza di una inversione di tendenza del nostro vivere le vacanze, auguri di buon ferragosto ovunque abbiate deciso di trascorrerlo. Noi speriamo abbiate scelto la nostra amata e bellissima Campania.

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