“Non si fa la guerra in nome di Dio”. Cristiani in fuga dall’Iraq tra massacri e distruzioni

Papa Francesco: “La politica ristabilisca il diritto”

IraqIraq, 11 agosto – In Iraq la situazione drammatica degli ultimi giorni non ha conosciuto tregua. “Migliaia di persone, tra cui tanti cristiani, cacciati dalle loro case in maniera brutale; bambini morti di sete e di fame durante la fuga; donne sequestrate; persone massacrate; violenze di ogni tipo; distruzione dappertutto; distruzione di case, di patrimoni religiosi, storici e culturali”, così Papa Francesco racconta le terribili condizioni di vita degli ultimi giorni.

Il paese ospita moltissime minoranze etniche, ora fortemente a rischio e coinvolte in terrbili massacri e violenze di ogni tipo, costrette a fuggire a causa delle minacce dei militanti dell’Isis. La maggior parte di esse vive nella piana di Ninive, a nord del paese. Nella zona vivono anche vari gruppi di cristiani, attualmente si stima che si aggirino tra i 350 e 450 mila persone. In prevalenza occupano i villaggi di Bartella, Qaraqosh, Tel Kef e Al-Hamdaniya, da cui oggi sono costretti a fuggire in una situazione resa ancora più drammatica dalla mancanza di acqua e viveri; numerosi bambini hanno infatti perso la vita durante la fuga.

Il Papa ha lanciato un accorato appello affinché si raggiunga “un’efficace soluzione politica a livello internazionale e locale” che sia capace di “fermare questi crimini”, ricordando che “non si porta l’odio in nome di Dio, non si fa la guerra in nome di Dio“.

Intanto proseguono i raid Usa contro i militanti dell’Isis ad Erbil. Le autorità americane hanno sottolineato l’utilizzo di droni e aerei per attaccare i terroristi dello stato Islamico in Iraq e difendere le forze curde. Francia e Gran Bretagna hanno intanto inviato aiuti umanitari nelle zone dove migliaia di persone si sono rifugiate per sfuggire all’avanzata dei jihadisti.

FOTO: tratta da ANSA.it

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