“Oh Capitano, mio Capitano!” Robin Williams: un grande attore dall’animo fragile

Tra genio e follia. Una vicenda umana che lo rende simile ad altri grandi artisti, inimitabile nelle sue interpretazioni.

robin-williams-attimo-fuggenteNato a Chicago il 21 luglio 1951, da un dirigente della Ford Motors e una modella americana, Robin Williams dimostra subito le sue capacità d’intrattenimento.

D’indole solitaria, ma carismatico, si dedica agli studi e allo sport. Cresce nel Michigan, dove frequenta la prestigiosa Country Day School. Nel 1967 si trasferisce con la famiglia in California, dove frequenta la facoltà di scienze politiche ed inizia a coltivare la sua passione per il teatro. Passione che lo porta ad abbandonare l’università ed iscriversi al prestigioso istituto di recitazione drammatica Juillard School a New York. Si riscopre un eccellente mimo, ed inizia a guadagnare qualche soldo con i primi spettacoli.

Il successo arriva nel 1977, sotto le sembianze dell’alieno Mork, interpretato da Williams nella serie televisiva “Mork & Minde”, per la regia di Garry Marshall. La serie tv, per la quale lavora dal 1977 al 1982,  gli permette di acquisire grande notorietà presso un pubblico internazionale. Il simpatico alieno diventa un tormentone e gli apre le porte di numerose stand-up comedy.

Gli anni ottanta gli aprono le porte del cinema e della droga. Da “Popeye-Braccio di Ferro” di Robert Altman, a “Il Mondo secondo Garp” con Glenn Close, ha la possibilità di esibirsi in una serie di i mimi e variazioni vocali che ne accrescono la fama e la singolarità. Bravura e fantasia, tuttavia, non riescono a tenerlo lontano dalla cocaina. Entra nella morsa delle sostanze stupefacenti, che lo rendono personaggio rilevante non solo sul grande schermo, ma anche in una vicenda triste del mondo dello spettacolo: la morte, per overdose, del famoso attore e suo grande amico John Belushi.

L’ambito tappeto rosso di Hollywood gli si srotola ai piedi nel 1987, con la pellicola di Good Morning, Vietnam (regia di Barry Levinson). Nel film Robin, militare americano che lavora come Dj in una radio statunitense, è libero d’improvvisare. Capacità che gli vale la prima nomination all’Oscar. Non lo vince, ma si aggiudica comunque il premio Golden Globe.

La seconda nomination all’Oscar arriva con uno dei suoi più grandi successi: L’attimo Fuggente (di Peter Weir) nel 1989. Qui interpreta un professore liceale, rivoluzionario e poco propenso all’insegnamento sterile, propinato dalla società conformista e conservatrice del tempo. Diventa, nell’immaginario collettivo, l‘idolo della gioventù attiva e sognatrice. Sotto il motto di “Oh Capitano, mio Capitano!” si tramanda, di generazione in generazione, un messaggio di speranza nel cambiamento. La magistrale interpretazione di Robin Williams ha dato lustro e spessore ad una pellicola che non conosce tempo ed oblio.

Tra la fine degli anni ’80 ed inizio dei ’90. Divorzia dalla moglie Valerie, per sposare Marsha Garces, bambinaia del figlio. Con lei dà vita ad altri due bambini ed una compagnia di produzione, la Blue Wolf. Suscita scandalo il loro divorzio, che gli permette di convolare a terze nozze con Susan Schneider. Nonostante tutto il suo pubblico continua ad amarlo.

Negli anni ’90. Recita al fianco di Robert De Niro in Risvegli. Veste i panni di un cresciuto Peter Pan in Hook-Capitan Uncino. Ma la stima dei più piccoli la guadagna con il duplice ruolo di colf e papà in Mrs. Doubtfire.

Gli ultimi anni lo hanno visto prigioniero di una profonda depressione. La sua cagionevole salute lo ha portato più volte in centri di cura ed ospedali.

L’11 agosto 2014 è stato trovato morto nella sua villa in California. Da una prima analisi, gli inquirenti che stanno lavorando al caso hanno ipotizzato un suicidio. Quest’anno Hollywood ha visto cadere una sua stella.