Il Jimi Hendrix del deserto, Bombino in concerto a Paestum

Con Nomad è al primo posto della chart world di iTunes

BombinoPaestum (Salerno) – È stato ribattezzato il “Jimi Hendrix del deserto” per il suo desert-rock ed il suono caldo, sabbioso, coinvolgente. Omara “Bombino” Moctar, giovane cantautore tuareg nigerino, consacrato all’altare del rock internazionale, sarà in concerto al Dum Dum Republic il prossimo mercoledì 20 agosto. Uno special event nell’ambito del RoyMundo Festival, la rassegna diretta da Roy Paci che anima l’estate della fascia costiera all’ombra dell’area archeologica dei templi di Paestum. L’arena che sorge a ridosso sul mare si prepara, così, ad accogliere il secondo ospite internazionale del RoyMundo Festival, in un viaggio musicale oltre i confini che prosegue senza sosta, fino ad abbracciare l’Africa questa volta.

Un concerto intenso, misterioso ed esotico, tra le vibrazioni elettrizzanti del rock, la malinconia del blues e le distensioni dell’africa sahariana, con un groove irresistibile e lo stile ipnotico nel suonare la chitarra, che lo avvicina a Jimi Hendrix. Le melodie di Bombino ricordano quelle dei Tinariwen, i vicini suonatori del deserto, ma racchiudono la rabbia, lo spirito di ribellione e la libertà di un artista che, attraverso la sua arte, ha fatto propria la missione della popolazione Tuareg sensibilizzando al raggiungimento della pace e di uguali diritti, nel tentativo di preservare il proprio patrimonio e la ricchezza culturale e di promuovere l’educazione.

Nomad, il suo ultimo lavoro discografico, prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys, è al primo posto della chart world di iTunes ed è stato inserito dalla rivista Rolling Stone America e dall’autorevole NPR Radio nella classifica dei 50 migliori album del 2013.

Bombino è nato e cresciuto in Niger, ad Agadez, nel nord dell’Africa, nella tribù dei Tuareg Ifoghas, che lotta da secoli contro il colonialismo e l’imposizione dell’Islam più severo. Costretto a fuggire più volte con la sua famiglia, durante una visita i parenti dimenticano una chitarra che il piccolo Bombino tiene per sé, iniziando ad esercitarsi. Sin da giovane diventa allievo del celebre chitarrista Tuareg Haia Bebe e poco dopo entra a far parte della sua band, acquisendo il soprannome di Bombino, una storpiatura dell’italiano “bambino”. Inizia ad appassionarsi a Jimi Hendrix e Mark Knofler, di cui studia le tecniche durante i pascoli tra Algeria e Libia. Tornato in Niger, intraprende la carriera di musicista a tempo pieno ed il suo talento non passa inosservato. Nel 2009 un incontro casuale con il regista Ron Wyman cambia irrimediabilmente il suo destino. Ma è solo un anno dopo che Wyman riesce a rintracciare Bombino, nel frattempo costretto a fuggire in Burkina Faso, in seguito all’assassinio di due membri della sua band, uccisi in una rivolta. Wyman dedica gran parte del suo documentario sulle tribù Tuareg a Bombino e diventa produttore di Agadez, il suo esordio da solista. Nel frattempo la fama del giovane talento cresce fino ad essere conosciuto in tutto il mondo e suonare nei più importanti festival musicali, con collaborazioni significative, tra cui quella con Keith Richards.

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