Ebola: sale la paura del contagio, i morti accertati sono ora 1350

Istituito il coprifuoco nella capitale della Liberia, il Camerun chiude le frontiere

malato ebolaTra il 17 ed il 18 agosto l’ebola ha ucciso 106 persone. I dati sono stati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Fino ad oggi le morti causate da questo terribile virus ammontano a 1.350, con 2.473 casi di malattia da virus in Liberia, Sierra Leone, Guinea e Nigeria.

È la Liberia a contare il numero più elevato di decessi (circa 466 vittime) e lì la situazione sta degenerando nell’adozione di misure drastiche: a West Point, secondo dei testimoni, un cordone di militari e polizia, pesantemente armati, ha accerchiato gli abitanti della città e la presidentessa Ellen Johnson Sirleaf ha decretato il coprifuoco notturno in tutto il Paese, nonché la quarantena a West Point e a Dolo Town, nel tentativo di frenare la diffusione dell’epidemia del virus e di scongiurare ulteriori fughe di malati. Negli scorsi giorni, infatti, 17 pazienti erano scappati dalla quarantena, ma sono stati tutti ritrovati e trasferiti nel centro specialistico JFK, come annunciato dal Ministro dell’Informazione liberiano Brown.

E intanto il Camerun ha annunciato la chiusura delle frontiere aeree, marittime e terrestri con la Nigeria, sebbene qui le vittime siano solo quattro. Molte compagnie aeree hanno interrotto i collegamenti aerei con le maggiori città dei paesi più colpiti, mentre Air France continua a garantire voli regolari.

Allarmante l’appello lanciato da “Save the children”. Secondo Rob MacGillivray, Direttore Regionale per le Emergenze Umanitarie, la diffusione del virus tra i bambini sarebbe drammatica, in quanto questi sono i soggetti più difficili da curare, soprattutto considerando la carenza di personale sanitario che quest’epidemia ha generato. Per MacGillivray serve lavorare in stretta collaborazione con i servizi sanitari locali e con i governi dei paesi coinvolti, per garantire che tutti i bambini della regione possano ricevere le cure di cui hanno bisogno.

Secondo Joanne Liu, presidente di Medici senza frontiere (Msf), ci vorranno almeno sei mesi perchè l’epidemia di ebola in Africa Occidentale possa essere domata, in quanto la situazione sta peggiorando velocemente e il virus si muove più in fretta rispetto alla risposta che si riesce a dare. La cura potrebbe arrivare dal sangue dei sopravvissuti alla malattia. Pochi i farmaci sperimentali o, addirittura, non ancora pronti; pertanto gli esperti dell’Oms hanno pensato di usare il plasma del sangue dei sopravvissuti in quanto fornito di anticorpi alla malattia, per poi condividere questa immunità con chi è malato per aiutarlo a combattere l’infezione.

Cresce nel mondo la paura del contagio oltre le frontiere africane. Negli USA, un paziente è stato messo in isolamento in quanto potrebbe essere stato esposto al virus, mentre a Berlino una donna proveniente dall’Africa sentitasi male in un ufficio di collocamento della capitale tedesca si è poi rivelato un semplice caso di malaria.
Nessun caso sospetto in Italia, secondo quando dichiarato dal Ministero della Salute, sebbene gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera e tutte le strutture del SSN siano allertati e vigili.

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