Diego Marmo, pm caso Tortora lascia l’incarico di assessore alla Legalità del comune di Pompei

Al suo posto nominato un giovane militare

diego marmoPompei, 29 agosto – Si è dimesso da assessore del comune di Pompei l’ex pm Diego Marmo, travolto dalle polemiche sul caso Tortora. Al suo posto subentra un giovane militare.

“Mi lasciai prendere dal mio temperamento. Ero in buona fede. Ma questo non vuol dire che usai sempre termini appropriati”. Così il pm Marmo, che aveva condotto l’arringa contro il conduttore televisivo Enzo Tortora, si era scusato dopo trent’anni, all’indomani del nuovo incarico di assessore alla Legalità e alla Sicurezza, deleghe ricevute dal neo sindaco di Pompei, Nando Uliano lo scorso fine giugno. 

La nomina dell”ex procuratore di Torre Annunziata era divenuta subito un caso. Dopo la nomina ad assessore, travolto dalle polemiche aveva dichiarato: “È arrivato il momento – così Marmo al Garantista -. Mi sono portato dietro questo tormento troppo a lungo. Chiedo scusa alla famiglia di Enzo Tortora per quello che ho fatto”. Il magistrato al processo definì Tortora un “cinico mercante di morte”.

Ora Marmo esce dalla giunta per uscire dalla scena e dalle polemiche. Per trent’anni ha taciuto, spiegando: “Ho creduto che ogni mia parola non sarebbe servita a niente. Che tutto mi si sarebbe ritorto contro. Ero Diego Marmo, l’assassino morale di Tortora e dovevo tacere“.

Tortora, il noto conduttore televisivo della trasmissione di successo “Portobello”, venne arrestato il 17 giugno del 1983 con l’accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico dalla Procura di Napoli. Le accuse si basavano sulle dichiarazioni di camorristi quali Giovanni Pandico, Giovanni Melluso e Pasquale Barra.

Alle rivelazioni accusatorie dei tre si aggiunsero quelle di altri 8 imputati nel processo alla cosiddetta Nuova Camorra Organizzata, tra cui Michelangelo D’Agostino pluriomicida, detto “Killer dei cento giorni”, del pittore Giuseppe Margutti, già condannato per truffa e calunnia, e di sua moglie Rosalba Castellini, i quali dichiararono di aver visto Tortora spacciare droga negli studi di Antenna 3. Scontò sette mesi di carcere, poi continuò la pena agli arresti domiciliari per motivi di salute. Eletto nel 1985, un anno dopo dall’arresto, europarlamentare, si dimise rinunciando all’immunità e restando agli arresti domiciliari. Il 15 settembre del 1986  Enzo Tortora venne assolto con formula piena dalla Corte d’appello di Napoli, dopo aver scontato tre anni agli arresti. Gli accusatori avevano dichiarato il falso per ottenere una riduzione di pena, il pittore Margutti aveva mirato alla notorietà per vendere i suoi quadri.

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