Granelli di Sabbia

Coffee Break, i Racconti di NapoliTime 

coffee-breakIn questo mondo corrotto, grigio e sporco, esiste un posto ancora incontaminato, che non è stato scoperto, toccato da mano occidentale.

E’ un piccolo villaggio che vive nascosto tra la vegetazioni. Per accedervi, si dice che bisogna affrontare un lunghissimo e tortuoso cammino nel deserto, scalare tre cascate vergini e riuscire a sfuggire a animali pericolosissimi e piante velenosissime.

In quel luogo occultato, vivono poco più di un migliaio di persone. Non cacciano, non guerreggiano tra di loro. Vivono in pace e in cordialità. Vivono in libertà. Professano varie religioni, hanno vari costumi, non conoscono il male, il dolore, la fame.

Quando arriva il giorno della morte, festeggiano con grande sfarzo un nuovo capitolo della loro vita, come una storia che non avrà mai fine.

Un giorno, una persona – maschio o femmina non importa – del villaggio, arrivata alla maggiore età, disse di voler esplorare cosa ci fosse al di là di quella vegetazione, di quei animali pericolosi e pianti velenosi, di quelle cascate vergini, di quel lunghissimo e interminabile deserto.

Appena ne fu convinto, espresse questo suo desiderio al proprio villaggio, che diede tutto il necessario per poter arrivare alle città di pietra grigia.

A noi non è dato sapere cosa fu donato, come fu il viaggio, cosa successe, perché rischieremmo di far diventare quel posto meta di villeggiatura delle persone più abbienti nella nostra società e di far perdere tutta la ricchezza e lo splendore del sito.

Ci basti sapere che la persona arrivò a destinazione. Si trovò davanti uno degli spettacoli più assurdi che avesse mai immaginato di trovare. Gli alberi e la vegetazione occupavano sono un piccolo spazio ristretto e l’aria, sporcata da immondizia e gas di scarico, risultava piena e pesante. Le strade erano ricoperte di pietra nera, gli edifici costruiti con pietra grigia e si innalzavano fino al cielo, coprendo la visuale che potevano avere del cielo, delle nuvole e delle stelle. La cosa più terribile che notò, però, era che le persone correvano veloci da una parte all’altra, non si guardavano, non sorridevano, ma erano tutte occupate a far funzionare il grandissimo, enorme ingranaggio che metteva in moto e teneva viva quella città.

Dopo aver osservato a lungo, il nostro straniero (o la nostra straniera), pianse, a lungo. Non aveva mai avvertito dolore. E invece, poteva sentire il cuore fermarsi per qualche secondo e poi riprendere a battere più velocemente di prima. Decise, allora di tornare a casa.

Nel suo villaggio fu accolto con una gran festa, ma quell’esperienza lo aveva colpito talmente tanto, che passò moltissimi giorni chiuso nella propria stanza. Sentiva il respiro farsi affannoso, il battito del cuore accelerare e poi rallentare, gli arti tremavano e lo stomaco si chiudeva in una morsa. Alla fine i suoi parenti chiamarono un medico.

Il medico che lo visitò decise di tenerlo d’occhio per qualche giorno, finché non fosse stato sicuro della diagnosi. Alla fine, decise di parlare con chi di dovere.

“Non so come possa essere successo. Ma è malato.” Nessuno aveva mai sentito quella parola prima di allora. Nessuno si era mai ammalato davvero. Il medico, infatti, dispensava più che altro buoni consigli su come vivere. “Il suo cuore funziona male. Forse ha respirato troppa aria impura, ma si sono formati dei granelli di sabbia, che viaggiano nelle sue vene. Ogni tanto arrivano al cuore, si accumulano e lo bloccano. Non appena riescono a trovare un’altra strada, i granelli si spostano da qualche parte.”

“Cosa possiamo fare?”

“L’unica soluzione sarebbe togliergli tutto il sangue. In questo modo, tuttavia, morirebbe.”

“Cosa ci consiglia di fare?”

“Lasciarlo così com’è. Forse un giorno andranno via da soli.”

“Ma come è potuto accadere.”

“L’amore inespresso, la voglia di poter fare qualcosa per qualcuno senza avere idea di come poter fare, crea dei pesi che compromettono il funzionamento del nostro corpo. Quando esprimiamo amore verso qualcosa, ma troviamo un muro, automaticamente diventiamo più pesanti e si creano dei granelli dentro di noi.

Se volete continuare a vivere felici, ignoratelo. Il vostro amore potrebbe uccidervi.”

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