Sono affetto da “supplentite” da nove anni ma la cura mi sembra peggiore del male

Lettera alla Redazione

Gentile direttore,

precario scuoladesidero prendere posizione sulla problematica reale degli insegnanti precari in questo paese. Sono un musicista, disabile, tutelato dalla legge 104/92, inserito nelle graduatorie ad esaurimento dal 2005, e da allora “supplente annuale” di Musica nelle scuole medie prima a Bologna, poi a Napoli. Devo ringraziare il mio handicap (sic!) se lavoro regolarmente ogni anno come docente con ottimi risultati soprattutto nelle scuole di periferia, nei territori a forte rischio sociale (dispersione e criminalità).

Nonostante il duro lavoro da me svolto, la valorizzazione degli alunni e degli strumenti a disposizione, gli apprezzamenti ottenuti da dirigenti e famiglie, sono tuttora precario (attualmente disoccupato…) in barba alla normativa comunitaria che prevede l’assunzione dopo tre anni di rapporto di lavoro anche non continuativi. Ed io sono a nove anni.

Il primo bluff che intendo smascherare ne “La nuova scuola” del premier Renzi è proprio questo: prevede l’assunzione di 150.000 precari dalle graduatorie ad esaurimento nel 2015 con l’istituzione del cosiddetto organico funzionale su reti di scuole. In sostanza significa che un docente potrebbe essere al limite utilizzato come “tappabuchi” su più scuole, in una provincia diversa da quella di appartenenza e su discipline diverse dalla propria di competenza.

Ciò comporterebbe oltre al danno morale e professionale dei precari “storici”, l’esclusione di un ulteriore gruppo di insegnanti (quelli della 3a fascia delle graduatorie d’istituto) che pur non abilitati, svolgono questo lavoro già da anni con retribuzioni sempre in ritardo e notevoli ostacoli.

Insomma un vero pasticcio! La direttiva comunitaria n. 70 del 1999 è sufficiente ad obbligare il governo ad assumerci tutti!

L’ineffabile premier intende peraltro dotare i dirigenti scolastici del potere (abusivo) di attribuire gli scatti di stipendio ai docenti più meritevoli (?) da individuare non si sa come nell’organico della scuola in base a non meglio precisati crediti professionali da accumulare negli anni di servizio. Questo aspetto è molto delicato e discutibile. In primis perchè implica una subalternità morale ed intellettuale dei docenti al dirigente paragonabile alla
sottomissione che si “deve” al padrone di una fabbrica o di una qualsiasi azienda, di cui la scuola pubblica non può macchiarsi a mio parere, rimanendo un’istituzione al di fuori di becere e squallide logiche aziendali. A scuola non produciamo rubinetti, ma culturE.

In secondo luogo non c’è modo di valutare il lavoro di un insegnante nè attraverso i voti degli alunni (potrebbero chiaramente essere manipolati per secondi fini) nè con un controllo diretto da parte dei dirigenti (del tutto contrario alla libertà d’insegnamento sancita dalla Costituzione). Le prove Invalsi poi sono chiaramente prive di ogni fondamento pedagogico riducendosi a meri quiz da gioco televisivo, improntati a criteri enigmistici non valutabili secondo una solida preparazione scolastica.

Dunque la cosiddetta riforma renziana a mio parere è puro marketing con zero contenuti, ed una mera rielaborazione della proposta di legge Aprea di berlusconiana memoria.

Invito tutti ad una campagna d’informazione e reale sensibilizzazione in vista della prossima sentenza della Corte Europea, che dovrà esprimersi sulle migliaia di ricorsi inoltrati dai precari storici come il sottoscritto.

Vengo poi a denunciare la realtà locale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania (ex provveditorato) che è puntualmente in ritardo ogni anno con le operazioni di immissioni in ruolo e di attribuzione delle supplenze, oltre a tentare di continuo manovre al limite della legalità.

Mi spiego meglio: ad una settimana esatta dall’apertura delle scuole, in questi giorni l’U.S.P. Sta provvedendo alle assunzioni in ruolo dei docenti di ogni ordine e grado da graduatorie e da concorsi, ma nella mia classe di concorso (A032: Musica nelle scuole medie) non ha convocato nessuno, nonostante ci fossero diverse cattedre disponibili, tutte trasformate in posti da attribuire a supplenza (con evidente risparmio di stipendi e contributi). In più ogni anno noi insegnanti di Musica siamo gli ultimi ad essere convocati per le suddette supplenze (si arriva ad ottobre/novembre!), con conseguente danno morale, professionale, economico per noi e didattico per gli alunni che si ritrovano a più di un mese dall’inizio delle attività scolastiche senza aver conosciuto il programma di questa materia che nella città dove Mozart giovinetto venne volontariamente a studiare, è totalmente sottovalutata.

Senza contare che l’attività da musicista è sottopagata quando non considerata di puro volontariato.

Inoltrerò questa lettera a vari organi di stampa perchè ormai stufo dell’illegalità in cui versa questa nazione, e desideroso di giustizia! Conto sulla vostra disponibilità ed onestà intellettuale.

Danilo Araimo

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