Riforma della scuola: il 10 ottobre sciopero generale, Cobas al fianco di lavoratori e studenti

Bernocchi: “Sotto il manto della promessa “epocale” le 136 pagine prevedono l’espulsione di molte decine di migliaia di precari”

cobas_scuola10 settembre – La riforma della scuola promossa dal Governo Renzi continua a far discutere e probabilmente le polemiche non si esauriranno tanto facilmente nel corso dei prossimi mesi. Basti pensare che per il 10 ottobre la Cobas ha annunciato uno sciopero generale dei lavoratori della scuola insieme agli studenti.

Piero Bernocchi, il portavoce nazionale dei Cobas, attacca senza riserve il nuovo piano educativo, dal momento che a suo modo di vedere: “sotto il manto della promessa “epocale” le 136 pagine prevedono l’espulsione di molte decine di migliaia di precari che spesso hanno altrettanti anni di lavoro malgrado non siano inseriti nelle GAE e che meritano anche essi l’assunzione e non la beffa di un ulteriore concorso per 40 mila lavoratori/trici e la perdita persino delle supplenze. E poi il piano-Renzi è la “summa” di tante distruttive proposte per scuole-aziende dominate da presidi-padroni, da lotte concorrenziali tra docenti ed Ata per qualche spicciolo in più, da valutazioni-quiz del lavoro docente e delle scuole, da apprendistato nelle imprese invece che istruzione”.

Altrettanto duramente Bernocchi si scaglia apertamente anche contro l’opportunità offerta ai presidi della scuole di selezionare autonomamente i docenti ed il personale ATA ritenuti più idonei all’incarico.

Bernocchi ha infatti evidenziato che: “I presidi assumerebbero direttamente loro (e licenzierebbero) docenti ed Ata dopo una fantomatica “consultazione collegiale”, ed interverrebbero anche sulla carriera e sugli stipendi dei dipendenti. Sotto la logora coperta del presunto “merito”, che nessun governo ha mai spiegato cosa sia, si intende avviare il Sistema di valutazione nazionale che imporrebbe i criteri Invalsiani della scuola-quiz, con l’introduzione del Registro nazionale del personale per conteggiare le sedicenti “abilità” di ognuno/a, fissandole in un Portfolio con i presunti “crediti” sulla cui base i presidi premierebbero i più fedeli. Perché gli scatti di anzianità verrebbero sostituiti da scatti per “merito” che riceverebbe solo il 66% dei “migliori” di ogni scuola (perché il 66%? e se fossero tutti “bravi” o tutti “non-bravi”?) sui quali la parola decisiva l’avrebbe il preside, come un Amministratore delegato alla Marchionne”.

Viste le motivazioni, l’appello per il 10 ottobre è rivolto a tutti: docenti, personale ATA, studenti, associazioni e sindacati con l’intento di convergere comunemente nell’obiettivo di salvaguardare la scuola pubblica.

FOTO: tratta da cobas.it

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