Nuovo anno scolastico tra vecchie e nuove ansie per una “buona scuola” che costa sempre di più alle famiglie

Ritorno a scuola per la maggior parte degli studenti: inquietudini, progetti e costi del nuovo anno scolastico

ritorno scuolaLunedì 15 settembre: per gran parte degli studenti l’inizio del loro “inferno” quotidiano, per il ministro dell’Istruzione Giannini una data felice, che inaugurerà “l’anno della buona scuola“, senza rimpianti per l’estate ormai andata. Il ministro si mostra ottimista nei cambiamenti previsti per rinnovare e svecchiare il campo dell’educazione, a partire dalle riforma della maturità che potrebbe presentare una prova nazionale INVALSI in sostituzione o in aggiunta al quiz della famigerata terza prova e dare maggiore spazio alla produzione del saggio breve (i temi di storia e di letteratura creerebbero infatti un divario impari tra gli studenti del liceo e quelli degli istituti).

Per alcuni il primo giorno di questo felice anno è arrivata già da tempo: è il caso degli studenti di Bolzano, tornati tra i banchi l’8 settembre, seguiti da quelli della provincia di Trento e dal Molise il 10 e poi da Valle d’Aosta e Abruzzo l’11. Il resto d’Italia ha cominciato oggi, fatta eccezione per Puglia e Sicilia che si concedono qualche giorno in più di vacanza e iniziano il 17, a metà settimana.

Note anche già le date dell’addio ai banchi di scuola: Emilia Romagna e Molise sono prime con la chiusura il 6 giugno, gli studenti della Campania tornano a casa il 10, mentre quelli di Bolzano, che hanno aperto per primi, chiudono per ultimi il 16.

Periodi difficili si prospettano per i costi e il mantenimento dei figli nelle aule: il Codacons denuncia una situazione allarmante per quanto riguarda gli aumenti, prevedendo un costo medio per ogni studente di circa 490 euro di spesa tra materiale scolastico e libri, con variabili che possono anche far raggiungere la vetta dei 1000 euro. In particolare, i testi rappresentano da sempre un grosso ostacolo economico: nonostante l’esistenza di tetti massimi di spesa stabiliti dal Ministero dell’Istruzione ogni anno, numerosi genitori si ritrovano a pagare più del previsto nel seguire gli elenchi di testo forniti dagli istituti. E’ del Presidente Codacons Rienzi l’invito per la famiglie a denunciare situazioni di sovraccosto del 10% rispetto ai tetti massimi. “Provvederemo noi a denunciare gli istituti per omissione, abuso e aggiotaggio e per i danni economici prodotti alle famiglie“, assicura con fermezza.

Anche perchè lo sforzo economico non si limita al materiale dello studente, ma si estende alla spesa per il funzionamento dell’istituto, che secondo la stima del Censis subirà un aumento di 110 euro, per una spesa totale di 2,5 miliardi di euro. Il contributo delle famiglia ancora da regione a regione: costoso il Lazio con 177 euro, più adeguata la richiesta per la Campania di 74. Parte del costo è richiesta per incentivare la “scuola del futuro”: solo la bolletta di internet implica 8 euro per alunno.

Ma appare ipocrita sognare tecnologia e modernità se nelle aule ci sono secchi per raccogliere l’acqua piovana e se i calcinacci crollano dalle facciate: è necessario intervenire sugli aspetti edilizi più gravi per potersi poi permettere di evolversi secondi i tempi attuali e, per questo, secondo il Censis servirebbero 2,2 miliardi di euro. Queste risorse dovrebbero essere messe a disposizione dai fondi del governo, dagli investimenti Inail a cui si aggiungono gli aiuti europei e la risorsa dell’8 per mille, costi “appena sufficienti ad affrontare l’emergenza“.

I dilemmi delle famiglie da un lato, la paura dei figli dall’altro: il ritorno a scuola non viene affrontato con tranquillità secondo i risultati del sondaggio di Skuola.net, portale di appunti gratis per studenti. Dai dati raccolti infatti emerge come quegli stessi ragazzi che ridevano in spiaggia fino a poche settimane fa sono soggetti a insonnia e malumore nel tempo che precede l’inizio dell’anno scolastico, sono vittime di improvvisi attacchi di fame o al contrario non riescono a mangiare come prima. Si ritrovano facilmente irritabili, lunatici, terrificati dall’incontro coi professori e ansiosi per quello coi compagni di scuola.

E le ansie maggiori le affrontano quelli del fatidico passaggio medie-superiori, che si ritrovano a stracciare le radici dell’infanzia per buttarsi a capofitto nell’adolescenza. Nonostante non sia un diploma finito e rappresenti oggi una scelta azzardata, il liceo è stato scelto da 1 milione e 230mila studenti, quasi la metà degli iscritti alle scuole superiori. A seguire gli istituti tecnici ed in particolare il Tecnologico, e i professionali con quello dei Servizi.

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