Il Fmi rivede le stime per l’economia Italiana nel 2014. Il Governo tenta la carta riforma del lavoro, PD spaccato. Bersani: mi ritengo liberale, ma leggo intenzioni surreali

Il Pil cadrà di un ulteriore 0,1% nel 2014, il debito continuerà a salire, è ora al 136,4%, il tasso di disoccupazione salirà ai massimi dal dopoguerra

art18_corteoContinua a riscaldare gli animi, all’interno del Partito Democratico, la discussione sull’articolo 18. Il clima di questi giorni è più che teso: gli otto membri della Commissione Lavoro del Senato facenti capo al PD hanno espresso voto favorevole alla delega sul lavoro, i componenti di Sel e dei 5stelle non hanno partecipato ai lavori mentre i parlamentari di Forza Italia hanno preferito astenersi. Martedì il Jobs Act verrà discusso in aula.

“Sono davvero soddisfatto per l’approvazione della delega, giunta a conclusione di un lavoro efficace e positivo della Commissione Lavoro del Senato che ha consentito di apportare miglioramenti su punti significativi del provvedimento” – ha affermato il ministro del lavoro Giuliano Poletti.

“È sicuramente apprezzabile – continua Poletti – che anche l’articolo 4, nella nuova formulazione proposta dal Governo, abbia raccolto il consenso pieno della maggioranza”. Il presidente della Commissione Lavoro del Senato e relatore della delega sul lavoro, Maurizio Sacconi, si ritiene soddisfatto per l’approvazione del provvedimento in Commissione e afferma: “mi auguro che entro novembre la legge delega sul lavoro sia consegnata al Governo”, martedì il testo sarà in Aula. Entro dicembre, secondo il presidente Sacconi, potrebbero essere pronti i primi decreti delegati.

“I titoli del job act sono condivisibili. Lo svolgimento meno: ne discuteremo in direzione, ma servono correzioni importanti al testo”. Così il presidente del Pd Matteo Orfini ha criticato la riforma del lavoro in discussione al Senato.

L’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha dichiarato: “E’ assolutamente indispensabile che il governo dica al Parlamento cosa intende fare nel decreto delegato sul lavoro, perché si parla di cose serie. Io mi ritengo una persona di sinistra liberale – afferma – penso ci sia assoluta necessità di modernizzare le regole del lavoro dal lato dei contratti e dei servizi. Ma leggo oggi sui giornali, come attribuite al governo, delle intenzioni ai miei occhi surreali”.

“La delega sul lavoro è in corso di perfezionamento: è giusto che il Pd si ritrovi a discutere e definisca la propria posizione”. Lo dice il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini dopo aver concluso un incontro con i membri del partito.

“Confidiamo, e non a caso la direzione è convocata il 29 settembre, che si possa trovare il luogo della sintesi” sulla riforma del lavoro “proprio all’interno del Partito democratico, un partito che ha dimostrato maturità proprio quando si pensava si sciogliesse come neve al sole, come sulle riforme”. Così risponde Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd, a chi le attribuisce responsabilità sulle divisioni interne al partito riguardo il delicato tema Jobs Act.

“Non è previsto” – afferma ancora il ministro del Lavoro – che il Governo “faccia correzioni sul testo, adesso c’è il lavoro parlamentare”, rispondendo a una domanda su possibili modifiche all’emendamento. Poletti ha anche aggiunto di essere “fiducioso” che il testo passi in Parlamento.

Tutto ciò, accade in giorni difficili per l’economia del nostro Paese, che vedono i dati relativi al Pil calare rispetto alle precedenti previsioni. Il Pil quest’anno calerà della 0,1% , lo afferma il Fmi rivedendo i dati rilasciati negli scorsi mesi che stimavano un +0,3%. Il pil tornerà a crescere nel 2015 (+1,1%), per poi accelerare nel 2016 a +1,3%. Il -0,1% dell’economia nel 2014 segue il -1,9% del 2013 e il -2,4% del 2012.

Il debito italiano continuerà a salire, toccando il picco, al 136,4% del pil nel 2014, per poi diminuire lentamente. Lo afferma il Fmi nell’Article IV sull’Italia, sottolineando che il debito pubblico si manterra’ sopra il 130% fino al 2017 (135,4% nel 2015, 132,9% nel 2016 e 130,2 nel 2017), per poi scendere al 127,6% nel 2018 e al 124,7% nel 2019.
Il rapporto deficit-pil italiano si attestera’ nel 2014 al 3,0%, per poi diminuire al 2,1% nel 2015. Lo studio riporta che il deficit 2016 sarà all’1,1% e continuerà a calare fino allo 0,4% del 2019.

Riguardo la drammatica disoccupazione italiana le cose non andranno meglio. Il tasso di disoccupazione in Italia salirà quest’anno ai massimi dal dopo-guerra, al 12,6%. Lo afferma il Fmi, sottolineando che la disoccupazione restera’ a due cifre fino al 2017 (12,0% nel 2015, 11,3% nel 2016, 10,5% nel 2017). Per questo, per il Fondo, serve un’azione piu’ radicale per creare di posti di lavoro.

La spendig review è uno ”strumento importante”, ma le analisi suggeriscono che ”ulteriori risparmi saranno difficili senza affrontare l’elevata spesa per le pensioni. Il debito italiano – afferma il Fmi è sostenibile ma soggetto a significativi rischi”.

Il Fmi sembra essere d’accordo con “l’agenda ambiziosa di riforme” del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. La riforma del lavoro del governo va nella giusta direzione. Così l’Fmi conclude il suo studio, spiegando che l’Italia deve ”muoversi rapidamente sulle riforme”. Bene l’idea di un ”singolo contratto di lavoro”. ”Con il 70% dei nuovi contratti a tempo determinato, ulteriore flessibilità ai margini fa poco per ridurre dualità e spingere investimenti”.

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