Per il G20 si esce dalla crisi colpendo l’elusione fiscale: Google, Apple e Amazon nel mirino

Bilancio G20 finanziario: ripresa economica lenta e speranze di recupero

g20Si è svolto in questi giorni a Cairns, in Australia, il G20 finanziario con il compito di preparare il G20 dei capi di stato che si terrà il prossimo novembre. Punto all’ordine del giorno la ripresa economica che sembra essere incerta e disomogenea. L’economia mondiale è continuamente sull’orlo di frenare e resta in agguato il pericolo della deflazione. In particolare, nell’area euro sta procedendo ancora troppo lentamente e in modo insufficiente e pertanto restano i rischi al ribasso.

Sono necessari “più sforzi”, “l’Europa deve aumentare la domanda nel breve termine”, ha affermato il segretario al Tesoro americano Jack Lew. Mentre per Christine Lagarde, direttore generale del Fondo Monetario internazionale (Fmi), “promuovere politiche economiche che contribuiscano a una nuova ripresa più forte o alla creazione di posti di lavoro è essenziale”. Il G20 si dimostra, così, determinato a mantenere l’impegno fissato lo scorso febbraio a Sydney e ad accelerare la crescita economica mondiale del 2% entro cinque anni. A ribadirlo, al termine della riunione, è stato il commissario Ue degli affari economici Jyrki Katuinen, che si è dimostrato fiducioso nonostante tutto.

In questo scenario sconcertante l’Italia non sembra essere da meno. Il Bel paese sta vivendo ancora una forte crisi economica e la capacità di ripresa appare tardiva rispetto al resto d’Europa. Un barlume di speranza però, compare nelle parole del Ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan: “L’economia italiana è ancora in recessione, tecnicamente parlando, a causa della crescita negativa, ma questa sta finendo e ci aspettiamo una crescita positiva a partire dal prossimo anno”. In che modo? “Mettendo in cima all’agenda le riforme strutturali indispensabili per migliorare la competitività, l’attrattività e il clima economico”, ha continuato Padoan.

Ed è proprio di riforme strutturali a lungo termine che parla il comunicato ufficiale redatto ieri dai venti Ministri delle Finanze. Tra queste non passa inosservato il piano mondiale contro l’elusione fiscale. Sviluppato in collaborazione con l’OCSE, entrerà in vigore tra il 2017 e il 2018 e permetterà a tutti i paesi del G20 di scambiare informazioni tributarie in modo automatico tra loro e con paesi terzi. L’obiettivo principale del piano, spiega il segretario generale Angel Gurria, è quello di colpire multinazionali come Google, Apple e Amazon che eludono il fisco nazionale. Trasferire le sedi in paesi con fiscalità leggera, creare strutture societarie, queste le strategie, per ora completamente legali, con cui è possibile far scomparire la tracciabilità dei flussi finanziari. E, a proposito del piano, il Ministro Padoan ha commentato con entusiasmo: “È un esempio di riforma strutturale su scala internazionale. Nuove regole che cambiano i comportamenti e producono risultati tangibili”.

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